Chiaramonti :: Piccolo centro dell'Anglona che si colloca su un rilievo tra le valli del rio Is Canneddu e del rio Alideru. ll paese sorge in una posizione panoramica attorno ad un colle in cui si trovano i resti del castello medievale dei Doria. Di notevole interesse anche la chiesa del Carmelo situata nel centro storico del paese. - Le Vie della Sardegna :: Partendo da Sassari Turismo, Notizie Storiche e Attuali sulla Sardegna, Sagre Paesane e Manifestazioni Religiose, Cultura e Cucina Tipica Sarda, Monumenti da visitare, Spiagge e Montagne dell'Isola. Turismo in Sardegna, itinerari enogastrononici e culturali, suggerimenti su B&B, Agriturismi, Hotel, Residence, Produttori Prodotti Tipici, presenti nel territorio. Informazioni e itinerari su dove andare, cosa vedere, dove mangiare, dove dormire sul Portale Sardo delle Vacanze e dell'Informazione. Sardegna Turismo dove andare e come arrivare, tutte le notizie che vuoi conoscere sull'Isola più bella del Mediterraneo. Scopri sul Portale Le Vie della sardegna le più belle località turistiche dell'Isola e la loro storia, i personaggi illustri e di cultura nati in terra Sarda.

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Chiaramonti :: Piccolo centro dell'Anglona che si colloca su un rilievo tra le valli del rio Is Canneddu e del rio Alideru. ll paese sorge in una posizione panoramica attorno ad un colle in cui si trovano i resti del castello medievale dei Doria. Di notevole interesse anche la chiesa del Carmelo situata nel centro storico del paese.

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Turismo a Chiaramonti, dove andare cosa vedere. Castello dei Doria.
Chiaramonti Provincia di Sassari Turismo rurale, dove dormire dove mangiare. Vista parziale di Chiaramonti da Cudinarasa.

Chiaramonti
Piccolo centro dell'Anglona che si colloca su un rilievo tra le valli del rio Is Canneddu e del rio Alideru. ll paese sorge in una posizione panoramica attorno ad un colle in cui si trovano i resti del castello medievale dei Doria. Di notevole interesse anche la chiesa del Carmelo situata nel centro storico del paese.

Abitanti: 1.882
Superficie: kmq 98,68
Provincia: Sassari
Municipio: via Fratelli Cervi, 1 - tel. 079 569092
Guardia medica: via S. Giovanni - tel. 079 569097
Polizia municipale: tel. 079 569092
Biblioteca: via della Resistenza, 18/A
Ufficio postale: via Marconi, 11 - tel. 079 569073

Monumenti e informazioni turistiche su Chiaramonti provincia di Sassari, cosa vedere dove andare. Panorama di Chiaramonti 1915.

Informazioni Turistiche e Curiosità su Chiaramonti

«Il villaggio di Chiaramonti» è «così nominato senza dubbio per la sua posizione, in cima d'una cresta, che domina da una parte la vallata di Martis, e dall'altra tutta la regione del Sassu ed i dintorni di Ozieri». Così questo piccolo centro dell'Anglona era apparso, nella prima metà dell’Ottocento, allo sguardo curioso del generale Alberto Lamarmora; e tale, nella sua struttura essenziale, è rimasto ancora oggi, nonostante l'inevitabile espansione edilizia e le conseguenti trasformazioni subìte nel corso degli anni. Il paese, posto a cavallo fra le alture di San Matteo e Codina Rasa, offre allo sguardo del visitatore un vasto panorama, che spazia dal monte Sassu (m 640) al Limbara (m 1359), da monte Ruju (m 911) a monte Alma (m 496), che cingono le fertili vallate di Martis, Laerru, Perfugas e Nulvi e che, nelle giornate chiare, lasciano intravvedere i monti della Corsica. Il suo territorio confina con quello dei comuni dell'Anglona citati qui sopra e con quelli di Ploaghe, Ozieri ed Erula: prevalentemente collinoso, era un tempo ricco di boschi, ora pressoché distrutti dagli incendi e dal taglio indiscriminato di legna da ardere. I corsi d'acqua, a regime torrentizio, si snodano tra canaloni talvolta stretti e profondi, attraversando zone spesso ricche di cespugli, per poi confluire, verso Perfugas, nel cosiddetto riu Mannu o Battana. Sul terreno, a tratti argilloso oppure friabile, abbondano il calcare e la trachite; quest'ultima soprattutto nella zona di Su Sassu.
I monumenti del passato. Il vasto territorio è disseminato di nuraghi semidistrutti dal tempo, ma anche deturpati dalla mano dell'uomo. Alcuni di essi, tuttavia, hanno resistito bene sia agli assalti del tempo che all'incuria delle persone. In particolare il nuraghe Ruju, così denominato per via della patina di muschio rossastro che ne ricopre le pareti rivolte a nord-est. Il nuraghe è facilmente raggiungibile perché è posto proprio sul bordo della strada a scorrimento veloce Sassari-Tempio, nei pressi dello svincolo per Chiaramonti ed Erula. Varcata la bassa apertura, si entra in un piccolo locale da cui si accede a un'ampia sala e a un corridoio angusto e buio che, costruito con la tecnica del piano inclinato, conduce alla sala del piano superiore, gravemente danneggiata, e quindi alla sommità della costruzione. Un altro nuraghe, costruito in regione Spiene (ora appartenente al comune di Erula) e posto a circa 17 chilometri da Chiaramonti, è degno di essere ricordato non tanto perché si è conservato bene, ma perché agli inizi del Novecento un pastore vi rinvenne un bronzetto di pregevole fattura, a forma di navicella votiva. Il bronzetto fu consegnato al Museo archeologico di Cagliari, dove si trova ancora esposto. Sono pure da segnalare le domus de janas esistenti lungo la parte nord del territorio, nella zona detta Murrone; ma nessuna di esse è stata finora scavata e studiata con metodo scientifico. In passato soltanto avidi cercatori di un qualche tesoro nascosto (su siddadu) s'interessarono a quelle tombe, che però non contenevano niente di ciò che gli spalatori andavano cercando. Oltre a quelli nuragici, fra i quali è da citare un'imponente muraglia con betili, è da segnalare un monumento di epoca romanica: la chiesetta campestre di Santa Maria de Orrea Picchina, un gioiello di armonia architettonica, già sede di un insediamento camaldolese. Costruita intorno al XII secolo in trachite rossa e calcare bianco, ha forma di croce latina e ricorda, per la piacevole dicromia dei colori, la più nota abbazia di Saccargia. Nella parte alta del centro abitato, sulla sommità del colle San Matteo, si erge imponente una torre a base quadrata, unico resto di un antico castello fatto edificare intorno al 1100 dalla famiglia genovese dei Doria. Tolta a questi nel 1348 da Rambaldo di Corbera, la rocca fu restituita a Brancaleone e Matteo Doria nel 1350 dal re d'Aragona. Assegnata successivamente all'arcivescovo di Arborea, in attesa di una decisione del papa Innocenzo VI, fu ceduta, probabilmente nel 1443, al sassarese Angelo Cano, dal quale fu abbandonata e lasciata cadere in rovina.
Il paese. L'abitato è posto a mo' di sella fra le colline di Codina Rasa e di San Matteo, dove sorgeva il castello. Le anguste strade della parte più antica del centro storico si dipartono tutte dalla zona sottostante la rocca e ricordano, per la loro struttura, i carrugi genovesi: forse non a caso una di esse, certamente la più importante in passato, viene ancora oggi chiamata Carruzu Longu. Il resto del centro abitato è formato da costruzioni di modesta fattura, per lo più modificate o malamente ristrutturate nel corso degli anni. L'antico selciato è stato sepolto sotto strati di cemento e asfalto; sono pure spariti gli olmi annosi e le robuste acacie che, elevandosi al centro di piazzette e circondati dalle immancabili panchine di pietra grezza, concedevano ombra e ristoro alla gente che in quei luoghi poteva trascorrere importanti momenti di socializzazione. Un convento monumentale, edificato nel Seicento, che ospitò per diversi secoli una comunità di frati carmelitani, è stato abbattuto dal Comune negli anni Sessanta del Novecento perché pericolante. Resta in piedi soltanto la chiesa, restaurata di recente, circondata dal cimitero e da uno spiazzo adibito a parcheggio per il vicino campo sportivo. Nel cuore dell'abitato sta la parrocchiale dedicata a San Matteo apostolo. Fu edificata alla fine dell’Ottocento per sostituire l'antica chiesa che, costruita sulla sommità della collina e sui ruderi dell'antico castello, era ormai ridotta in precarie condizioni di stabilità. Vi si conservano alcuni dipinti del turritano Mario Paglietti (1865-1943).


Testo di Carlo Pattatu


Su Mulinu de su bentu ei s'astore. Chiaramonti Sassari paesaggio.
Chiaramonti, Paesaggio particolare.

Necropoli di Su Murrone

Come arrivare Da Sassari in direzione Olbia, prendere la SS 594 per Tempio fino allo svincolo per la frazione di Su Murrone; continuare per circa 2 km: la tombe sorgono sul lato destro della stradina. Le sepolture sono scavate in un affioramento roccioso in località Sa Ide, area ricca di valli e percorsa dal Rio Giunturas e dal Rio de Maniga, nell'Anglona, regione della Sardegna settentrionale.
Descrizione La necropoli, allo stato attuale, è costituita da tre ipogei, caratterizzati dalla presenza di un lungo dromos, un ampio atrio – orientato ad E/SE - e diversi vani disposti secondo uno schema planimetrico a "T". La tomba I, gravemente danneggiata, ha uno sviluppo planimetrico centripeto. L'atrio, di grandi dimensioni, con l'ingresso orientato ad E, presenta nelle pareti tracce di intonaco rosso su fondo bianco, una piccola nicchia e una coppella. Dall'anticella a pianta rettangolare (largh. m 1,75; lungh. m 1,10) si accede alla cella centrale a pianta quadrangolare irregolare (diam. m 4; prof. m 3,20); questa immette in sei celle secondarie sopraelevate e disposte a raggiera. In alcune di esse si conservano tracce di colore rosso alle pareti. Il soffitto presenta – scolpita in rilievo - la rappresentazione di un tetto a doppio spiovente, con trave centrale da cui si dipartono 14 travetti per lato. La parete dell'ingresso e quella opposta sono decorate da una composizione di duplici corna sormontanti il portello. Altri motivi ornamentali decorano la parte inferiore delle pareti: cornici, lesene, due riquadri rettangolari bordati da cornici, una sorta di sedile con schienale di forma semicircolare. La tomba II, a sviluppo planimetrico centripeto, consta di un lungo "dromos" dal quale si accede all'anticella quadrangolare e successivamente al vano centrale, dove si affacciano cinque vani sussidiari disposti a raggiera. Nella parete s. del "dromos" erano scavate quattro cellette in senso longitudinale. Sempre sul lato s. del "dromos", in prossimità dell'ingresso all'anticella, si apre un secondo accesso ad un gruppo di tre vani coassiali a pianta quadrangolare. La tomba III, a sviluppo planimetrico cruciforme, presenta anch'essa un lungo corridoio con un setto divisorio in corrispondenza dell'ingresso. Dall'ingresso si accede ad una camera centrale a pianta rettangolare e successivamente ad una cella coassiale a pianta ovoidale; sul lato s. si apre un vano secondario a pianta ellittica, mentre sul lato d. si osserva una serie di piccoli ambienti sussidiari che con andamento circolare vanno a congiungersi con il lato d. del "dromos". Le indagini di scavo hanno potuto ascrivere il primo impianto della necropoli al Neolitico finale (Cultura di San Michele), con successivo riutilizzo degli ipogei durante l'età del Rame (cultura del Vaso Campaniforme), nel Bronzo antico (cultura di Bonnanaro) e in epoca romana.
Storia degli scavi Il complesso fu scavato nel 1998-99 da Giuseppe Pitzalis.


Chiaramonti, il castello come arrivare, informazioni turistiche e curiosità su questo monumento della Provincia di Sassari.

Castello Doria
Come arrivare Si lascia la SS 131 dopo il bivio per Ozieri, per imboccare la 127 in direzione Tempio Pausania. Dopo una ventina di km si giunge all'abitato di Chiaramonti, nella cui parte alta si trova il castello. L'abitato di Chiaramonti si colloca nelle vicinanze del riu Iscanneddu, corso d'acqua che percorre l'Anglona, in una zona ricca di siti archeologici risalenti all'epoca nuragica.
Descrizione Il castello di Chiaramonti, come molti altri nel Nord dell'isola, era un possedimento della famiglia Ligure dei Doria e faceva parte della linea difensiva messa in atto dai liguri per proteggere i loro possedimenti in Anglona. Questi, nel XIV secolo, si opposero fieramente all'avanzata delle truppe catalano-aragonesi in Sardegna, intessendo una rete di fortificazioni atte a presidiare il territorio. Una di queste strutture è proprio il castello di Chiaramonti: questo deve la sua denominazione dal cognome materno di Brancaleone Doria, marito di Eleonora d'Arborea. Proprio nel XIV secolo questa struttura fu oggetto di contese da parte del sovrano d'Arborea, Mariano IV, che bramava di possedere Chiaramonti, così come il re Pietro IV d'Aragona sperava a sua volta di entrarne in possesso grazie alle nozze di un suo cortigiano con la sorella di Brancaleone Doria. In origine il castello doveva essere costituito da una torre a pianta quadrata inserita in una cinta di mura contenente un fabbricato atto ad ospitare milizie. Di questo non resta che la sagoma della torre, poiché tutto il resto è stato riconvertito in epoca aragonese in una chiesa. Questa oggi appare come un edificio mononavato, con otto cappelle che si aprono ai lati; nella zona absidale si intravedono i resti delle volte a crociera costolonate, mentre addossato ad uno dei fianchi della chiesa si trova quello che sembra un campanile, realizzato in conci di calcare bianco.
Storia degli studi Come per molte delle fortificazioni medioevali in Sardegna, non abbondano gli studi sul castello di Chiaramonti. Come indicazione bibliografica si può far riferimento allo studio di Foiso Fois nel volume "Castelli della Sardegna medioevale", del 1992, dove si legge una breve descrizione corredata da fotografie.

Monumenti e informazioni turistiche su Chiaramonti provincia di Sassari, cosa vedere dove andare. Chiesa di Santa Maria Maddalena.

Chiesa di Santa Maria Maddalena
Come arrivare Si lascia Ploaghe per percorrere 4,5 km lungo la SP 68. Si gira a d. e si imbocca la SS 672. Dopo circa 6,5 km si svolta a s. nella SS 132. Percorsi due km si giunge a Chiaramonti. La chiesa sorge in aperta campagna. Nell'Ottocento era ritenuta parrocchiale del villaggio abbandonato di Orria picinna, annesso a un monastero benedettino.
Descrizione La chiesa di Santa Maria Maddalena rappresenta un bell'esempio di Romanico minore, che trae il principale motivo di fascino dall'organico inserimento nel paesaggio. L'impianto della chiesa è di poco successivo al 1205, quando la nobile turritana Maria de Zori donò il titolo di "sancta Maria de Orria pithinna" all'abbazia camaldolese di San Salvatore. In facciata è murato un concio con un'iscrizione relativa a lavori edilizi eseguiti nel 1335. La chiesa ha pianta a croce "commissa", con aula mononavata e abside a S/E, ed è stata edificata in due tempi, da parte di due diverse maestranze, una delle quali lavorava con la tecnica dell'opera bicroma. L'abside e le murature basse sono in piccole pietre calcaree e vulcaniche. La facciata e le murature alte alternano filari di conci di pietra vulcanica a filari di conci di pietra calcarea.
Storia degli studi La chiesa è citata da Pietro Martini (1841) e studiata da Ginevra Zanetti nella sua opera sui Camaldolesi in Sardegna (1974). L'analisi storico-artistica si deve ad Aldo Sari (1981) e a Roberto Coroneo (1993).


R. Coroneo, Architettura romanica dalla metà del Mille al primo ‘300

“Storia dell’arte in Sardegna”
Nuoro, Ilisso, 1993


Santa Maria di Orria Piccinna (post 1205), Giudicato di Torres, curatoria dell’Anglona Chiaramonti

La chiesa di S. Maria, oggi dedicata alla Maddalena, sorge in una piana campestre in territorio di Chiaramonti; nel secolo scorso era ritenuta «parrocchiale della deserta villa di Orria-piccinna» (V. Angius). Il titolo di “sancta Maria de Orria pithinna” fu donato all’abbazia di S. Salvatore di Camaldoli nel 1205 dalla nobile turritana Maria de Zori. Nella facciata è murato un concio con un’iscrizione poco leggibile, relativa a restauri in data successiva all’anno 1300. L’edificio risulta da una complessa serie di rimaneggiamenti sia strutturali, sia di dettaglio. L’atto di donazione fissa al 1205 l’impianto ad aula mononavata con abside a sud-est e tetto ligneo. È da ipotizzare che per la costruzione dei fianchi e della facciata nel primo quarto del XIII secolo subentrassero diverse maestranze, caratterizzate dal ricorso a paramenti in opera bicroma, forse le medesime che fabbricarono il S. Antonio di Salvenero in territorio di Ploaghe. Ancora in seguito, ma in epoca imprecisabile, l’aula mononavata fu ampliata con innesto di due cappelle che ne determinarono l’attuale icnografia a croce “commissa”. I bracci del transetto e l’aula (già coperta in legname) vennero voltati a botte. La muratura dell’abside è in conci di trachite rossa con rade interpolazioni calcaree. Gli archetti non sono monolitici, bensì composti con vela, singoli segmenti di cerchio e lunetta. Nella facciata e nei fianchi, cantoni calcarei e trachitici si alternano in filari approssimati vamente regolari. Sotto gli spioventi dei due frontoni (con finestrella cruciforme) si dispongono archetti calcarei monolitici tagliati a filo, ognuno impostato su un peduccio e sull’archetto che gli sta so tto. Il portale ha centina leggermente archiacuta, composta di cunei alternati in bicromia. I bracci del transetto sono edificati con le stesse pietre calcaree e trachitiche però sbozzate irregolarmente e tessute in disordine; si aprono verso l’esterno con ingresso indipendente (a ovest) e con monofora nella testata orientale. L’aula è illuminata da una monofora per fianco, centinata a doppio strombo come quella al centro del semicilindro absidale.


Famiglia di Chiaramonti 1926
Chiesa di Santa Maria Maddalena Chiaramonti Sassari, informazioni storiche e curiosità.

Chiesa di San Matteo
Come arrivare Si lascia Ploaghe per percorrere 4,5 km lungo la SP 68. Si gira a d. e si imbocca la SS 672. Dopo circa 6,5 km si svolta a s. nella SS 132. Percorsi 2 km si giunge a Chiaramonti. Chiaramonti è borgo d'altura disposto su un rilievo tra le valli del rio is Canneddu e del rio Alideru. Lo sovrasta da un colle il maestoso castello dei Doria. La parrocchiale di San Matteo sorge nell'abitato.
Descrizione In puro stile neoclassico, la chiesa fu eretta in pietra vulcanica nel 1888, a tre alte navate con due colonne e due pilastri per parte. La facciata presenta decorazioni, basamento e cornice perimetrale molto scura che contrasta visibilmente con il bianco quasi lucente delle superfici intonacate. La torre campanaria ha base quadrata che va rastremandosi nell'ultimo tratto a pianta ottagonale e realizzata con la stessa vulcanite della facciata; in sagrestia si conserva una tela con Santa Lucia del sassarese Antimonio Paglietti.
Storia degli studi La chiesa è segnalata in alcune pubblicazioni su Chiaramonti.
Bibliografia Gruppo Giovanile di Chiaramonti, Chiaramonti. Il territorio e la sua storia, Chiaramonti, 1988.

Gregge al pascolo campagne di Chiaramonti Provincia di Sassari, turismo Rurale Sardegna informazioni.
Lughes e umbras de beranu, luci e ombre di primavera. Chiaramonti (SS).

La società e l'economia. L'istruzione pubblica è assicurata dalle scuole materna statale, elementare e media. Per gli studi superiori, i giovani fanno capo a Sassari, servendosi di appositi servizi automobilistici pubblici e privati. Il Comune possiede una biblioteca, ricca di migliaia di volumi, ma il suo funzionamento è assicurato solo saltuariamente. Le attività economiche prevalenti sono la pastorizia e, in misura minore, l'agricoltura; sono numerose le famiglie che vivono in campagna. L'allevamento del bestiame (oltre 20 mila capi ovini) è praticato ancora con metodi non sempre razionali. Di tre caseifici in attività sino a qualche tempo fa, due gestiti in cooperativa e uno privato, rimane oggi in funzione soltanto quest’ultimo; pertanto una parte del latte viene trasportata in altri centri e la produzione locale di formaggi si è ridotta dai 12.000 ai 7-8000 quintali annui; prevale sempre il tipo “pecorino romano”, che viene esportato nell’Italia meridionale e negli Stati Uniti. I rapporti intrattenuti con altri centri della provincia di Sassari e del resto della Sardegna non sono degni di nota. Un'atavica diffidenza, caratteristica del sardo in genere, impedisce a questo paese di avviare contatti durevoli e proficui persino con gli altri comuni del circondario. Anche un ente intermedio come la Comunità montana stenta a decollare.
Le tradizioni. A Chiaramonti (Zaramonte, in sardo) si parla in genere il sardo logudorese, che però ha subìto, specie negli ultimi decenni, notevoli variazioni a vantaggio della lingua italiana. Questa è divenuta ormai la vera lingua materna: i ragazzi d'oggi il sardo logudorese non lo apprendono nei primi anni di vita, come in passato, ma più tardi. Ciò a causa non secondaria dell'impoverimento dell'antico patrimonio linguistico locale che va assottigliandosi sempre più. Non a caso i bambini che parlano il sardo si esprimono più spesso traducendo dall'italiano, la qual cosa fa perdere all'antica parlata locale quella freschezza e quella immediatezza che soltanto negli anziani è dato ancora di riscontrare. Anche le antiche consuetudini (pagare l'affitto di casa a San Giovanni – 24 giugno – e quello dei terreni a Ferragosto) non godono più di un così rigoroso rispetto. Le diverse fasi dell'attività agricola e pastorale, un tempo scandite da feste e ricorrenze a carattere religioso, oggi obbediscono ad altri criteri, che sono ben lontani dalle antiche credenze: come quella che imponeva di portare in processione il simulacro di Santa Giusta da una chiesa campestre fino al paese (5 km a piedi!) per invocare la pioggia nei periodi di siccità. È pressoché scomparsa anche l'usanza che vedeva gruppi di giovani andare per le case, nelle vigilie di Capodanno e dell'Epifania, per cantare versi augurali e riceverne in cambio un bicchiere di vino e un assaggio di salsicce con pane fresco. Resiste, invece, la consuetudine dei romagliettes, o mazzetti di fiori che i giovani depongono, la notte del Sabato santo, sui davanzali delle finestre. Ma l'attenzione è rivolta soltanto alle ragazze gentili e simpatiche; alle superbe e altere (pazosas) è riservata paglia (paza) in abbondanza, per punirle della loro alterigia costringendole a ripulire di fretta la strada, la domenica di Pasqua, prima del passaggio della processione col Cristo risorto. Chiaramonti, che forse un tempo aveva un costume proprio, oggi non lo ha più; né di esso è rimasta alcuna traccia, se si eccettua il vestito di orbace con berritta per gli uomini; ma quest'ultimo non aveva alcunché di particolare rispetto a quello in uso nei centri vicini. Il paese non ha saputo conservare le pur interessanti e non poche tradizioni del passato; o forse non ha voluto. Probabilmente la volontà di rimuovere dalla memoria tante brutte storie di delitti e violenze ha favorito la scomparsa di un patrimonio culturale che altrove, invece, è stato salvaguardato con grande cura. Nessuno studio, del resto, è stato pubblicato, in particolare, su Chiaramonti e la sua storia. Alcuni studenti se ne sono occupati per lo svolgimento di tesi di laurea; ma le vicende passate del paese vi hanno trovato una parte molto modesta. Di notevole interesse sono invece alcuni manoscritti redatti dal dottor Giorgio Falchi, un aristocratico chiaramontese scomparso negli anni Venti del Novecento, il quale lasciò le proprie sostanze per la fondazione di un ente morale e di una biblioteca pubblica. Nei suoi quaderni il Falchi annotò con estrema precisione i fatti importanti e quelli minuti accaduti nel paese in quel tempo.

Testo di Carlo Pattatu

Agriturismo Pentuma Località Sassu Altu Chiaramonti (SS), Turismo a Chiaramonti, turismo rurale a Chiaramonti, dove dormire dove mangiare a Chiaramonti.
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Agriturismo Pentuma
di Angioni Doloretta Chiaramonti (SS)

L'Azienda Agricola Pentuma è vasta ben 55 ha, è di proprietà dell'Imprenditore Agricolo Doloretta Angioni dal 1995, dal 2001 è Agriturismo e Fattoria Didattica accreditata dalla Regione Sardegna. Questa nuova attività didattica è molto apprezzata dalle scolaresche che riscoprono il territorio e la cultura della nostra terra, è acquista un sempre maggiore interesse in gruppi di adulti e di turisti. All'interno della Fattoria sono presenti gli allevamenti caprini, ovini, suini allevati secondo le regole del "benessere animale" e del "biologico" cosi come tutte le coltivazioni presenti nelle tenute Pentuma. I prodotti alimentari ricavati (tutti biologici) vengono preparati in diverse pietanze secondo le ricette e le tradizioni tramandate.



Ospitalità:
Le Strutture Agrituristiche comprendono 6 appartamenti indipendenti e un'ampia Sala Ristoro, e una veranda esterna per pranzi e cene all'aperto. Gli appartamenti tutti costruiti nel 2002 sono completi di cucina, camere e bagno, dotati di tutti i confort, con veranda arredata e barbecue, con vista della campagna circostante. Uso lavatrice

- Un appartamento può ospitare fino a 2 persone.
- Quattro appartamenti possono ospitare fino a 4 persone.
- Un appartamento può ospitare fino a 6 persone.

Se amate la Natura incotaminata e la tranquillità che solo la campagna può dare Pentuma è il posto che fa per voi, sarete immersi nel verde paesaggio mediterraneo ma a pochi chilometri dalle più belle spiagge del nord Sardegna e da zone di grande interesse culturale e archeologico come la foresta pietrificata di Carrucana a Martis, il Castello medioevale di Chiaramonti e tanto altro ancora.
All’interno dell'Azienda Agrituristica Pentuma si organizzano escursioni.



    La Struttura é fornita di Accesso per Disabili
    Struttura per famiglie
    E' consentito portare animali
    Le Camere hanno il climatizzatore
    La struttura é Smoke-friendly (si può fumare)
    Parcheggio
    Giardino
    Angolo Cottura
    Televisione


Agriturismo & Appartamenti B&B: PREZZO PER PERSONA

   Pernottamento in appartamento indipendente min Euro 19,00 max Euro 25,00
   Mezza pensione min Euro 45,00 max Euro 55,00
   Pensione completa Euro 70,00


N.B. applichiamo sconti e offerte in base alle diverse richieste e all'età dei bambini.



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Agriturismo Fattoria Didattica Pentuma Chiaramonti (SS)
 

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