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Dorgali

Località > Nuoro
Dorgali è considerato il capoluogo dell'artigianato e in particolare del turismo della Barbagia, grazie alle carattestiche del suo ambiente naturale e alla fama turistica della sua frazione marina di Cala Gonone, dalla quale si possono raggiungere le più belle cale lungo la costa del Golfo di Orosei. Con i suoi 225 kmq di territorio, Dorgali è tra i comuni più estesi della Sardegna. Il mare cristallino del Golfo di Orosei e le montagne selvagge del Supramonte costituiscono un invidiabile patrimonio naturale.
Dorgali è considerato il capoluogo dell'artigianato e in particolare del turismo della Barbagia, grazie alle carattestiche del suo ambiente naturale e alla fama turistica della sua frazione marina di Cala Gonone, dalla quale si possono raggiungere le più belle cale lungo la costa del Golfo di Orosei. Con i suoi 225 kmq di territorio, Dorgali è tra i comuni più estesi della Sardegna. Il mare cristallino del Golfo di Orosei e le montagne selvagge del Supramonte costituiscono un invidiabile patrimonio naturale.
Dorgali
Dorgali è considerato il capoluogo dell'artigianato e in particolare del turismo della Barbagia, grazie alle carattestiche del suo ambiente naturale e alla fama turistica della sua frazione marina di Cala Gonone, dalla quale si possono raggiungere le più belle cale lungo la costa del Golfo di Orosei. Con i suoi 225 kmq di territorio, Dorgali è tra i comuni più estesi della Sardegna. Il mare cristallino del Golfo di Orosei e le montagne selvagge del Supramonte costituiscono un invidiabile patrimonio naturale. Sviluppatasi su un costone roccioso che scende dal monte Bardia, la cittadina di Dorgali dista 30 km da Nuoro e poco meno di 10 dal mare di Cala Gonone. Insediamento agricolo e pastorale, questo paese è anche un centro importante per l'artigianato del cuoio, della ceramica, della filigrana e per la tessitura di tappeti. Per i buongustai due tappe fondamentali sono costituite dalla cantina sociale e dal caseificio.

Abitanti: 8.190
Superficie: kmq 224,83
Provincia: Nuoro
Municipio: corso Umberto, 37 - tel. 0784 927201
Guardia medica: corso Umberto - tel. 0784 96521
Polizia municipale: corso Umberto - tel. 0784 927217
Ufficio postale: via La marmora - tel. 0784 94712

Svilupattasi su un costone roccioso che scende dal monte Bardia, la cittadina di Dorgali dista 30 km da Nuoro e poco meno di 10 dal mare di Cala Gonone. Insediamento agricolo e pastorale, questo paese è anche un centro importante per l'artigianato del cuoio, della ceramica, della filigrana e per la tessitura di tappeti.
Con i suoi oltre 8 mila abitanti residenti, Dorgali è uno dei centri più popolosi della provincia di Nuoro, dal cui capoluogo dista 32 chilometri. La superficie del suo territorio comunale (224,81 chilometri quadrati: densità di 36,8 abitanti per kmq) è per estensione una delle maggiori della provincia. L'altezza media sul livello del mare è di 387 metri. Il territorio comprende anche la frazione di Cala Gonone (un migliaio di abitanti nel periodo invernale, dai 5 ai 15 mila nel periodo estivo), affacciata sul mare a dieci chilometri dal paese al centro del golfo di Orosei.
Nel centro storico si incontrano vecchie costruzioni edificate con la scura roccia vulcanica. Molte le chiese dell'abitato, tra queste San Lussorio, la Madonna d'Itria e la Maddalena. Sulla centrale piazza Vittorio Emanuele si innalza la facciata della Parrocchiale di Santa Caterina, il cui interno è ornato da un grande altare ligneo scolpito. In paese si può visitare l'interessante Museo Archeologico che raccoglie una importante collezione di reperti di epoca nuragica (provenienti anche dal vicino sito di Serra Òrrios), punica e romana. Qui ci si può rivolgere per avere informazioni sulle visite al villaggio di Tiscali. Sono diverse le spiagge che si consigliano di visitare per le sue bellezze naturalistiche: Cala Cartoe, Osalla di Dorgali e Ziu Martine. Al Comune di Dorgali appartengono inoltre le Grotte del Bue Marino, famosissime in tutto il mondo.

Supramonte Il ginepro potrebbe essere la pianta simbolo del Supramonte, data la comune forma contorta e suggestiva. Ed è la natura incontaminata la carta vincente di questo territorio fin dal nome, evocativo di una metafisica che vuole una montagna sopra un'altra, abitata da specie peculiari delle zone montuose come il muflone, l'aquila reale, la martora, il gracchio corallino o l'avvoltoio. Il Supramonte racchiude grotte ancora inesplorate, foreste di lecci secolari che mai sono stati sottoposti al taglio, una presenza umana limitata ai pastori che ancora non hanno abbandonato i cuiles, capanne che richiamano come forma e sostanza gli antichi nuraghi e la cima del monte Corrasi che raggiunge i 1463 metri sul livello del mare, più volte cantata da Sebastiano Satta, il poeta di Sardegna. È questa un'area ricca anche di testimonianze archeologiche come il villaggio di capanne nuragiche Sa Sedda 'e sos Carros, posto all'imbocco della valle di Lanaittu, interessante per comprendere il sistema di raccolta delle acque nell'età del bronzo (1500 a.C.). Di sicuro fascino è la visita alla dolina del monte Tiscali (518 metri), al cui interno è racchiuso un villaggio nuragico, composto da capanne con architravi e copertura di legno di ginepro: i suoi abitanti si approviggionavano d'acqua raccogliendo quella che colava dalle pareti della grotta che ne circoscrive l'area. Nelle vicinanze di Tiscali si trovano anche la gola di Su Gorropu, che con pareti di oltre 400 metri è uno dei canyon più alti d'Europa.

Nel Comune di Dorgali in provincia di Nuoro si trova la gola di Su Gorropu che con pareti di oltre 400 metri è uno dei canyon più alti d'Europa.
Il Canyon di Su Gorropu
La spettacolare Gola di Su Gorropu, nei pressi di Dorgali, è un vero monumento naturale con pareti verticali alte fino a 400 m scavate dalle acque del Rio Flumineddu, è uno dei canyon più alti d'Europa. Per raggiungere l’area si scende nella valle dell’Oddoene dove si imbocca una strada sterrata che costeggia il Rio Flumineddu e che porta all’ingresso del canyon annunciato da due torri di pietra (Punta Cucuttos e Punta Iscopargiu). L’esplorazione della gola, così profonda da essere in molti punti perennemente all’ombra, avviene lungo un percorso accidentato in mezzo a grandi massi bianchi lisciati dall’erosione e a pozze di acqua limpidissima, simili a piscine naturali che si riducono in estate. La completa esplorazione del canyon richiede un buon allenamento e la capacità di saper utilizzare tecniche alpinistiche.




Su Gorropu – Le pareti della gola che si apre lungo il corso del rio Flumineddu.
Su Gorropu, Stretta gola lungo il corso del rio Flumineddu, a circa 10 km da Dorgali. Caratterizzata da pareti rocciose che si innalzano per oltre 200 m a perpendicolo sul corso del torrente, preceduta da boschi e da ovili, ha una bellezza naturalistica incomparabile, in un territorio ricco di alcuni nuraghi costruiti con bianche pietre calcaree. La gola al fondo conserva una pietraia candida il cui riflesso illumina l’ambiente di una luce quasi irreale, resa piu` evidente e viva dal contrasto con le alte pareti scure che formano quasi un canyon. Il percorso segue il corso del Flumineddu per sentieri tracciati tra rocce e laghetti di grande bellezza e dai colori più strani, fino a giungere a un pozzo profondo 5 m e inoltrarsi in una grotta nella quale è un lago interno da attraversare in canotto per uscire a cielo aperto accanto a una cascata, al cui termine il Flumineddu scompare sotto la roccia. Il cammino lungo la gola prosegue attraverso uno stretto sentiero fino a lasciare Su Gorropu e giungere dalla parte opposta sul versante del monte Oddeu.




Feste Sagre ed Eventi a Dorgali

Fuoco di Sant'Antonio La notte tra il 16 e il 17 gennaio da Dorgali a Bolotana, da Bosa a Desulo, da Budoni ad Escalaplano, da Samugheo a Orosei e in tanti altri paesi ancora si accendono i falò in onore di Sant'Antonio Abate, esponente importante dell'ascetismo egiziano del III secolo d. C. Un culto antico e radicato quello per questo santo, visto dalla collettività cristiana come uno strenuo oppositore dei diavoli e delle fiamme dell'inferno. La leggenda, infatti, racconta che Sant'Antonio avrebbe rubato una favilla incandescente dal Regno degli Inferi per regalarla all'umanità, dotandola, così, del fuoco. La notte del 16 gennaio si chiedono al Santo grazie e miracoli in un contesto quasi magico, dominato dall'imponente falò che consuma enormi cataste di legna. Questo rito, che mescola devozione cristiana ad antiche tradizioni pagane, è documentato fin dalla metà del XIX secolo, ma le sue origini sono sicuramente più remote. Dopo i riti liturgici e la benedizione del fuoco, i partecipanti stazionano di fronte ad esso, intenti ad intessere conversazioni, cantare, gustare dolci ed assaporare vini offerti dalla comunità. Il fuoco arde tutta la notte: sarà il disegno del fumo emanato a suggerire auspici e profezie.
San Giovanni Battista Festa di antiche tradizioni, si celebra in tantissimi paesi dell'isola con riti folclorici legati alla ricerca delle erbe, all'accensione dei fuochi e al rito del comparatico.
Autunno in Barbagia Ogni anno dal lontano 2001 nel periodo autunnale si rinnova l'appuntamento a Dorgali con le Cortes Apertas: "Cortili Aperti" le case storiche del paese aprono i loro cortili, e tra questi si svolge un percorso enogastronomico, folkloristico, storico e artistico.

 Dorgali lago artificiale del Cedrino.  Inaugurata nel 1983, la diga sul fiume Cedrino ha rappresentato un'importante opera di regolamentazione dell'afflusso delle acque sulla piana di Orosei. Lo sbarramento del Cedrino, uno tra i fiumi più ricchi d'acqua della Sardegna, ha creato l'invaso artificiale del lago omonimo, alimentato anche da diverse sorgenti carsiche. Il lago, delimitato sulla sinistra dalle alte pareti basaltiche dell'altopiano di Gallei su Giuncu, è particolarmente adatto alla navigazione e ospita sulle sue rive una cospicua fauna lacustre, il cui esemplare più numeroso è l'airone cinerino.
Fiume Cedrino
Il quinto più lungo della Sardegna. Cedrino (Caedris). Lungo 70 km, sgorga dal monte Fumai nel massiccio del Gennargentu e sbocca nel golfo di Orosei. Nasce nel versante settentrionale del massiccio del Gennargentu a 1316 m sul livello del mare, tra il monte Funai e il monte Novo. Con un percorso inizialmentemolto tortuoso si dirige alla pianura delle Baronie e dopo 80 km sfocia nel golfo di Orosei. In passato le sue piene rappresentavano un pericolo per le popolazioni della Baronia fino a quando, nel 1984, la diga sul fiume costruita in località Pedra ’e Ottoni su un progetto elaborato nel 1962 formlò un lago e disciplinò il flusso delle acque nella pianura circostante.





DORGALI LAGO ARTIFICIALE DEL CEDRINO
La diga del Cedrino, detta di Pedra ’e Othoni, è stata costruita con i fondi della Cassa per il Mezzogiorno stanziati nel 1964. La diga è costituita da una scogliera artificiale da 1 milione di metri cubi. È rivestita da un manto di lamiera di ferro puro per 19.000 mq. La lunghezza del coronamento è di 301 metri, la larghezza 8; l'altezza minima è di 81,70; la capienza assoluta è di 109,3 milioni di metri cubi. La portata delle sue gallerie varia dai 350 ai 600 metri cubi al secondo. La mano d'opera impiegata è stata di 412.387 giorni lavorativi. Viene utilizzata per l'irrigazione della Baronia, per impianti industriali, potabilizzazione, centrali di produzione di energia elettrica dell'ENEL.
Inaugurata nel 1983, la diga sul fiume Cedrino ha rappresentato un'importante opera di regolamentazione dell'afflusso delle acque sulla piana di Orosei. Lo sbarramento del Cedrino, uno tra i fiumi più ricchi d'acqua della Sardegna, ha creato l'invaso artificiale del lago omonimo, alimentato anche da diverse sorgenti carsiche. Il lago, delimitato sulla sinistra dalle alte pareti basaltiche dell'altopiano di Gallei su Giuncu, è particolarmente adatto alla navigazione e ospita sulle sue rive una cospicua fauna lacustre, il cui esemplare più numeroso è l'airone cinerino.



 

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