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Birori :: Il paese sorge alle falde della montagna del Marghine, nell'area nord dell'altopiano di Abbasanta, nella Sardegna centro settentrionale.

Località > Nuoro
Birori paese nella provincia di Nuoro situato al centro della Sardegna informazioni turistiche e curiosità.
Birori
Birori è un piccolo paesino situato al centro della Sardegna, nella pianura del Marghine. Nel territorio si conserva un ricco patrimonio archeologico; sessanta monumenti tra nuraghi, tombe di giganti, dolmen e domus de janas. Tra i più importanti la Tomba di Giganti di Palattu, i nuraghi di Orosai e Miuddu la Tomba di Giganti di Padru Lassia.

Abitanti: 584
Superficie: kmq 17,38
Provincia: Nuoro
Municipio: via S. Andrea, 20 - tel. 0785 72002
Guardia medica: (Macomer) 078 570109
Polizia municipale: via Sant'Andrea, 20 - tel. 0785 72002
Biblioteca: via Leone XIII - tel. 0785 20713
Ufficio postale: via IV Novembre - tel. 078 520387

Birori tomba dei giganti Sa Pedra de S'Altare
Birori sorge alle falde della montagna del Marghine, nell'area nord dell'altopiano di Abbasanta, nella Sardegna centro settentrionale. Il territorio venne interessato fin da epoche remote da insediamenti umani, come attesta la presenza di dolmen, tombe di giganti e nuraghi. Nel Medioevo il paese, chiamato Birore, apparteneva alla curatoria del Marghine, del giudicato di Torres; successivamente passò al giudicato di Arborea e quindi al marchesato di Oristano. Più tardi, dopo il periodo di dominazione aragonese, entrò nei possedimenti dei Pimentel, titolari del marchesato del Marghine poi ceduto ai Tellez Giron. Il centro storico si sviluppa intorno alla chiesa parrocchiale di Sant'Andrea, mentre il quartiere moderno, costituito da nuove costruzioni, ospita impianti sportivi ed una biblioteca. Nel paese si distendono ampi spazi verdi di Funtana Idda e Funtana Maggiore, ricoperti di rigoglioso manto boschivo. Nella piazza principale si trova la chiesa di Santo Stefano, edificata nel XVII secolo, che ospita al suo interno il simulacro del santo. Nell'abitato si trova, inoltre, la tomba di giganti "Su Palatu", costituita da un corpo tombale allungato e absidato. Ai margini del paese sono ubicati i nuraghi di Arbu e Miuddu. Quest'ultimo è costituito da una torre centrale circondata da un bastione trilobato. A lato della stazione ferroviaria si trovano i dolmen di Tanca Sar Bogadas e Sa Perda e S'Altare. Vicino alla stessa stazione le tombe di giganti di "Lassia" recano una caratteristica rara fra i monumenti megalitici: due coppie di nicchie leggermente rialzate rispetto al piano di calpestio, con pianta trapezoidale, probabilmente utilizzate come vani di appoggio per le offerte funebri. Oltre alla verdeggiante configurazione naturalistica e ricchezza di monumenti archeologici, Birori offre una ricca e saporita tradizione gastronomica che si imprime come piacevole ricordo nella memoria dei suoi visitatori. Si tratta di piatti prevalentemente di terra: pane bollito, fave con lardo, pasta con pomodori secchi, cipollata, brodo di carne e pecora bollita, zuppa di finocchi selvatici, lumache in umido, cordula di agnello con piselli, cinghiale in umido, agnello con finocchietti selvatici e poi i classici maialino e agnello allo spiedo arrostiti. Fra i dolci, Birori produce deliziose formagelle, "casadinas", di ricotta e formaggio, i papassini alla sarda o di sapa, le seadas, i pirichittos, origliettas e tante altre specialità. Il 17 gennaio il paese ospita la festa di Sant'Antonio Abate, con una suggestiva accensione di falò la sera della vigilia. Dal 2 al 5 agosto si svolge la festa di Sant'Antonio nel sagrato della chiesa di Sant'Andrea.

Panorama del paese di Birori, turismo a Birori, cosa vedere a Birori.
Testi di Salvatore Secchi
Birori sorge sul declivio di una collinetta dal pendio dolce, nell’altipiano del Marghine. Il terreno è di origine vulcanica con presenza di rocce basaltiche. Gode di un clima mite e sano con estati mitigate da una buona ventilazione. Il suo territorio, che confina con le campagne di Borore, Bortigali, Dualchi e Macomer, è attraversato dal Murtazzòlu, affluente del Tirso. Il paese Birori è quasi un’appendice di Macomer, da cui dista solo 3 chilometri. Gli abitanti, comunque, tengono molto alla propria autonomia amministrativa. Le campagne sono ricche di nuraghi (Sorolo, Orosài, Chessa, Frùsciu, Bidùi, Sèrbine, Meùddu, San Giorgi, ecc.), dolmen e tombe di giganti; complessivamente vi sono stati censiti 50 monumenti dell’era nuragica e prenuragica. La tomba denominata Pedra de S’Altare è tra le più grandiose, per le sue dimensioni e la sua imponenza, della Sardegna. La chiesa principale, dedicata al patrono santo Stefano, fu costruita nei primi decenni del Seicento e custodisce una pregevole statua del santo: i pannelli della nicchia, raffiguranti il martirio, sono disegnati in oro zecchino. L’abitato desta un’impressione gradevole di pulizia e ordine, con vie ampie e soprattutto grandi spazi verdi, case ben tenute: sul davanti hanno piccoli cortili che anticamente ospitavano sa mola, la macina di pietra per il grano. È dotato di una scuola materna statale e della scuola elementare (per le medie e le superiori i ragazzi raggiungono Macomer con cui il paese è comodamente collegato), di un campo sportivo polivalente (calcio, tennis, atletica), una palestra, un ambulatorio e una farmacia: nel centro funziona anche una biblioteca comunale.

L’economia e la società L’economia di Birori si regge in prevalenza sulle inenciclopedia dustrie e sul terziario della vicina Macomer, dove lavorano oltre cinquanta biroresi, e in parte sulle aziende di Ottana e della LACESA di Bortigali (un’industria casearia). Ci sono pochi allevatori “professionisti”; sono in molti quelli che possiedono dei capi di bestiame, ma soltanto per integrare un reddito che comunque assicura agli abitanti un tenore di vita più che decoroso. Birori è forse l’unico paese del Marghine-Planargia, e uno dei pochi della provincia, a registrare una crescita demografica costante fin dal 1981. Dai 392 abitanti di quell’anno, infatti, si è passati ai 557 del censimento 1991 e ai 586 del 2005. Questo dato, in un periodo contrassegnato dal lento declino dei piccoli comuni sardi, appare significativo. Alla base c’è una politica intelligente delle amministrazioni locali che hanno attrezzato aree edificabili in grado di attirare abitanti anche dalla vicina Macomer. Nell’apposita Zona artigianale si sono insediate, inoltre, alcune attività di rilievo, tra le quali un moderno albergo-ristorante, un panificio, un laboratorio di analisi per i prodotti lattiero-caseari ecc. La lingua parlata è il sardo-logudorese con abbondanza di r. La sagra più rappresentativa è quella in onore di Santo Stefano, che cade il 3 agosto, mentre la novena ha luogo dal secondo lunedì di settembre nei caratteristici muristenes, accanto al santuario dove le prioresse alloggiano per nove giorni.

Eventi a Birori
"S. Antoni 'e su fogu", 17 gennaio.
I festeggiamenti prevedono, intorno al grande falò, favata con cotiche e lardo per tutti.
S. Stefano, dal 3 al 5 agosto.
I festeggiamenti si svolgono nel sagrato della Chiesa di S. Andrea. Il 2 agosto parte la processione a cavallo dalla Parrocchia alla chiesa campestre intitolata al Santo.
Novena di S. Stefano, secondo lunedì del mese di settembre
Sono previsti balli e canti nel sagrato della chiesa campestre.
Festa di S. Andrea, il 30 novembre.

Birori Nuraghe Miuddu.
Birori nuraghe di Miuddu

NURAGHE MIUDDU
Provincia - Nuoro
Comune - Birori
Località - Miuddu
Posizione - IGM Foglio 206 I NO Macomer 40°16’04” - 3°37’35”
Quota -  m 486 s.l.m.
Catasto -  Foglio 4; Mappale 12

Il monumento si trova sul versante meridionale della SS Macomer-Nuoro, all’altezza del km 90,60, a controllo di una via naturale e a dominio della piana di Birori, sulla linea di confine dei territori di Birori e Bortigali: a  breve distanza, verso Est, la tomba di giganti omonima, e il Nuraghe Nuscadore a NO. Si tratta di un nuraghe complesso,  definito in pianta   dopo recenti scavi (1995),  costituito da una torre centrale racchiusa da un bastione  con  tre torri d’angolo sporgenti da due cortine rettilinee e da una terza curvilinea.



Come arrivare Il monumento si trova a destra della SS 129 da Macomer a Nuoro, all'altezza del km 90,6, poco oltre l'abitato di Birori.
Il monumento è ubicato sul margine di un pianoro che domina sulla piana di Birori, nel Marghine, regione della Sardegna centro-settentrionale. Il Miuddu è un nuraghe complesso, costituito da una torre centrale racchiusa da un bastione trilobato (lunghezza m 31; larghezza m 26,50; altezza m 5,30). Alla torre centrale, a pianta circolare (diametro m 11,00), si accede oggi attraverso l'apertura della scala sul piano di svettamento, mentre l'ingresso originario è obliterato dai crolli. Dalla scala, elicoidale (lunghezza m 10,00; larghezza m 1,00; altezza m 2,10), si accede al corridoio, dotato di una nicchia, che immette nella camera centrale. Questo ambiente, a "tholos" (diametro m 5,00-5,30; altezza m 7,20), presenta tre nicchie disposte a croce. La nicchia sul lato sinistro è poligonale (profondità m 2,50; larghezza m 0,60/1,50; altezza m 2,75) e a sezione ogivale; quella sulla parete frontale (profondità m 2,48; larghezza m 1,07) presenta un ingresso che immette in un corridoio curvilineo (lunghezza m 9,00); la terza nicchia presenta due vani contrapposti di difficile definizione perché ostruiti dal crollo.
Presso la terza nicchia, sul piano pavimentale della camera, si apre un pozzo "a bottiglia" (diametro max. m 1,70; profondità m 1,76), il cui paramento murario è realizzato con blocchi di piccole dimensioni disposti a filari.
Le pareti della camera sono realizzate con blocchi poligonali di varie dimensioni, posti in opera a filari irregolari con numerose zeppe di rincalzo. Il bastione - con ingresso rivolto a S - ingloba tre torri a pianta circolare ubicate sul lato N (diametro m 7,20), ovest (diametro m 7,30 x m 6,40), e S (diametro m 7,00). Sul lato E curiosamente non compare la quarta torre, che la forma quadrangolare del bastione porterebbe a supporre. Il monumento è circondato da un ampio antemurale (lunghezza m 70; spessore m 2,00; altezza m 1,50/2,00) che ingloba, sul lato S, una capanna a pianta circolare con ingresso rivolto a N (diametro m 9,10; spessore m 1,40/1,60; altezza m 1,20). Il complesso è databile al 1400-1000 a.C.
Nelle immediate vicinanze è presente una tomba di giganti.



Storia degli scavi È stato scavato nel 1995 da Alberto Moravetti e Elisabetta Alba.

Bibliografia
A. Della Marmora, Voyage en Sardaigne ou description statistique, phisique et politique de cette ile avec des recherches sur ses productions naturelles et ses antiquités, II (antiquités), Paris, A. Bertrand-Torino, J. Bocca, 1840, p. 82;
A. Taramelli, "Fogli 205-206: Capo Mannu-Macomer", in Edizione della carta archeologica d'Italia al 100.000, 57, Firenze, Istituto geografico militare, 1935, p. 62;
A. Moravetti, Il patrimonio archeologico del Comune di Birori: piano particolareggiato di censimento, valorizzazione e fruizione, Cagliari, Pisano, 1985, fig. 10;
M. Sequi, Nuraghi: manuale per conoscere 90 grandi torri megalitiche della Sardegna, Robbiate, Multigraf, 1985, p. 50;
E. Alba, "Birori (Prov. di Nuoro): scoperte e scavi preistorici in Sardegna nell'anno 1995", in Rivista di scienze preistoriche, I-II, 1995, XLVII, 1996, Firenze, 1997, pp. 465-467;
A. Moravetti, Ricerche archeologiche nel Marghine-Planargia, collana "Sardegna archeologica. Studi e monumenti", 5/I, Sassari, Carlo Delfino, 1998, pp. 299-305.


Birori tomba dei giganti di Lassia
Birori tomba di giganti di Lassia
Come arrivare Uscire da Birori e procedere sulla strada per Borore per poche centinaia di metri; si svolta a destra sulla vecchia strada che conduce alla stazione ferroviaria: dopo circa 300 metri, sulla sinistra, si trova la tomba, situata, a ridosso della strada e segnalata da un cartello turistico. La tomba di giganti è situata in prossimità di Birori, ai piedi della catena del Marghine, nella Sardegna centro-settentrionale.

Il monumento, orientato lungo l'asse NO/SE, con ingresso a SE, presenta un corpo rettangolare absidato (lunghezza m 15,90; larghezza m 4,60) con corridoio funerario interno. Dell'antistante esedra (freccia m 5,60; arco 15 m) si conserva solo in parte l'ala sinistra. Il paramento murario esterno del corpo tombale è realizzato con lastroni di notevoli dimensioni infissi a coltello (10 nel lato NO e 5 in quello SE), mentre un solo blocco sagomato a linea curva costituisce la terminazione absidata posteriore della sepoltura. Grandi lastroni piatti si sovrappongono nelle fiancate e dovevano ricoprire interamente il corpo della tomba che assumeva così la forma di una chiglia di nave rovesciata. La camera funeraria ha pianta rettangolare (lunghezza m 13,24; larghezza m 1,05/1,25; altezza m 2,30/2.05) e sezione trapezoidale: le pareti sono realizzate sovrapponendo agli ortostati di base massi disposti su filari orizzontali ed aggettanti. Costituiscono una rarità, nell'ambito delle tombe di giganti, le due coppie di nicchie, leggermente rialzate dal pavimento, che si affrontano in prossimità dell'ingresso della camera funeraria; hanno pianta e sezione trapezoidale (larghezza m 0,75 min. - 0,95 max.; altezza m 0,75-0,90; profondità m 1,10) e sono formate da cinque lastre in perfetta connessione. Erano probabilmente vani d'appoggio di offerte funebri, anche se non si può escludere che servissero per deposizioni secondarie distinte.
Non si ha notizia di materiali provenienti dalla tomba.

Storia degli scavi La tomba è segnalata in bibliografia sin dagli anni sessanta del secolo scorso.

Bibliografia
G. Lilliu, La civiltà dei Sardi dal neolitico all'età dei nuraghi, Torino, ERI, 1963, pp. 220, 270;
A. Moravetti, "Birori, Nuoro. Tomba di giganti di Lassia o Noazza", in I Sardi. La Sardegna dal paleolitico all'età romana, a cura di E. Arnati, Milano, Jaca Book, 1984, pp. 194-195;
A. Moravetti, Ricerche archeologiche nel Marghine-Planargia, I, collana "Sardegna archeologica. Studi e monumenti", Sassari, Carlo Delfino, 1998, pp. 314-315.
Il municipio di Birori
“SA PEDRA DESS’ALTARE”
Come nelle altri parti del pianoro del Màrghine, così in questa sono frequentissime quelle maniere di antichi monumenti, che si appellano generalmente in Sardegna nuràghes, e sepolturas de gigantes. Di molti appariscono le sole vestigie, dopo che per costruire le muriccie delle chiudende si distrussero i coni, e le cinte; di altri rimane ancora qualche parte, che il viaggiatore possa osservare, e onde ammiri l’arte, che già possedeva l’antichissimo popolo edificatore di queste grandiose moli, o alla memoria dei suoi maggiori, o a cagione di religione, o ad uno ed altro fine copulativamente. Tra li più degni di menzione è il Sòrolo presso al fiume, che elevasi circa 50 piedi con grosso corpo, nella cui stanza interna vi si conterrebbero comodamente 60 persone. L’adito è alquanto più basso della statura dell’uomo. Era di quei che avevano una cinta, in cui comprendevasi un terrapieno, che arrivava al livello della camera media. Le sepolture dei giganti meglio conservate sono quattro. Tre sono distanti dal paese minuti circa 15, la quarta un’ora, che si riconosce col nome pedra dess’altare, cui raffigurossi dal volgo la gran lastra che chiudeva il monumento incontro al levante. Di questa costruzione ciclopica ha già data la descrizione il chiarissimo cavaliere Alberto Ferrero Della-Marmora, e trovasi inserita nel Bullettino dell’Instituto di corrispondenza archeologica (1833). La sua lunghezza, dalla estremità posteriore al diametro del semicircolo delle pietre aperto al levante, è di metri 20,00, il diametro di 13,00. la cassa è lunga 11,00, larga 1,25, con mura spesse 1,50, alte sul suolo circa 1,40.


Birori tomba dei giganti di Palatu
Birori tomba di giganti di Palatu

Come arrivare Il monumento, facilmente individuabile, è ubicato nella periferia del paese, nel quartiere omonimo. Il monumento sorge all'interno del centro abitato di Birori, ai piedi della catena del Marghine, nella Sardegna centro-settentrionale.
La tomba, orientata lungo l'asse NO/SE, con ingresso a SE, è costituita da un corpo tombale allungato e absidato (lunghezza m 14,50; larghezza m 4,00-4,30) preceduto da ampia esedra (corda m 11,70; freccia m 3,25). Lo spessore murario del corpo tombale, così come quello delle ali dell'esedra, è costituito da pietrame minuto. Il corridoio funerario rettangolare (m 11,55 di lunghezza; larghezza m 1,10 di media e m 0,55 all'ingresso) è costruito con grandi lastroni ortostatici di base sui quali poggiano filari aggettanti di pietre di medie dimensioni appena sbozzate; la copertura è a piattabanda, mentre il pavimento doveva essere in origine lastricato, così come, forse, lo era parte dell'esedra. Il vano funerario presenta due nicchie quadrangolari contrapposte ricavate nello spessore murario in prossimità dell'ingresso: la nicchia a s. (m 0,85x0,60x0,84 di altezza) è formata da tre lastroni ortostatici per lato e da uno di piano, ben lavorati e connessi; la nicchia a destra presenta i lati del tutto simili alla precedente, mentre il piano risulta leggermente sopraelevato (cm 30) e composto da due pietre lavorate rozzamente e affiancate con poca cura. Dell'esedra si conservano attualmente otto ortostati (altezza m 2,25-1,25; spessore medio m 0,30; larghezza m 1,10-1,75) - quattro per parte - e una modesta porzione della parte inferiore della grande stele centinata che segnava l'ingresso alla camera funeraria. Lungo il profilo esterno dell'esedra correva il sedile - composto da blocchi di medie dimensioni affiancati - che lo scavo ha dimostrato essere posteriore all'impianto della tomba.



Storia degli scavi La tomba fu scavata da Alberto Moravetti nel 1982.

Bibliografia
A. Moravetti, "Notiziario Sardegna", in Rivista di scienze preistoriche, XXXVI, 1981, pp. 360-64;
A. Moravetti, Il patrimonio archeologico del Comune di Birori: piano particolareggiato di censimento, valorizzazione e fruizione, Cagliari, Pisano, 1985, fig. 8;
A. Moravetti, "Le tombe e l'ideologia funeraria", in La civiltà nuragica, Milano, Electa, 1990, p. 123, fig. 135, n. 132, p. 134, figg. 148-149;
A. Moravetti, "La tomba di giganti di Palatu (Birori, Nuoro)", in Nuovo bullettino archeologico sardo, I, 1984, pp. 69-96;
G. Lilliu, La civiltà dei Sardi dal paleolitico all'età dei nuraghi, Torino, Nuova ERI, 1988, p. 319 ss.;
A. Moravetti, Ricerche archeologiche nel Marghine Planargia, I, collana "Sardegna archeologica. Studi e monumenti", Sassari, Carlo Delfino, 1998, pp. 296-297.

 

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