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Aglientu :: si trova nella bellissima Gallura ed è situato al centro di un territorio granitico a pochi chilometri dal mare, paese rinomato per le sue spiagge dalle acque cristalline.

Località > Olbia Tempio
Aglientu informazioni turistiche e curiosita su Aglientu in provincia di Olbia e Tempio, dove dormire e dove mangiare ad Aglientu.
Aglientu
Il Paese è situato al centro di un territorio granitico a pochi chilometri dal mare. Il centro urbano risale a poco più di un secolo fa, anche se la presenza dell'uomo nel territorio ha origini antichissime, come si deduce dai numerosi nuraghi presenti nella zona. L'economia è legata principalmete al turismo balneare, ma è praticata anche l'agricoltura.

Abitanti: 1.105
Superficie: kmq 148,20
Provincia: Olbia-Tempio
Municipio: via Pariseddu, 39 - tel. 079 654346
Guardia medica: (Luogosanto) - tel. 079 652241
Polizia municipale: via Pariseddu, 39 - tel. 079 6579115
Biblioteca: via Mare, 40 - tel. 079 6572001
Ufficio postale: via Pariseddu, 34 - tel. 079 654386
La Torre Aragonese ad Aglientu.
Curiosità e Informazioni Turistiche su Aglientu
A pochi chilometri dal mare, Aglientu sorge in un territorio prevalentemente granitico, il cui paesaggio è segnato da massi maestosi e verdi vallate che si incontrano col mare talora digradando verso arenili sabbiosi dalle alte dune, talaltra con imponenti scogliere. Il suo litorale, lungo 22 km, è piuttosto rinomato per la bellezza delle spiagge e dei panorami, ma nonostante l'elevata frequentazione turistica è rimasto per lunghi tratti incontaminato. Il nome del paese si fa risalire ad una radice latina col significato di bianco, presente anche in numerosi altri toponimi della zona ("Montagliu", "Agliacana", "Frati Agli" e "Agliu"). La presenza dell'uomo è attestata sin dal neolitico antico, come indica il ritrovamento di utensili litici dell'epoca; numerosi nuraghi, tra cui Tuttusoni e Finucchjaglia, sono distribuiti principalmente sulla fascia costiera. In epoca romana nel territorio di Aglientu sorse una stazione di cambio dei cavalli, lungo la strada che da Porto Torres conduceva a S. Teresa di Gallura. L'attuale centro urbano ebbe origine nel 1776, quando Vittorio Amedeo III fece edificare la chiesa di S. Francesco d'Assisi. Qualche decennio più tardi vicino alla chiesa nacquero le cosiddette "cucine", costruzioni in cui si svolgevano nei giorni di festa attività a carattere socio-economico e fieristico, parallelamente alle cerimonie religiose. Verso il 1850, però, alcune famiglie benestanti cominciarono ad edificare delle vere e proprie abitazioni, che finirono per costituire il primo nucleo del centro urbano. Originariamente frazione di Tempio, Aglientu divenne comune indipendente nel 1959. Esempio caratteristico di fortificazione a guardia delle coste sarde è la torre di Vignola, datata 1606, situata presso l'omonimo borgo marinaro. La torre sorge a 25 m slm su un leggero pendio granitico, alta 12 m e di forma troncoconica, permette di godere di un panorama molto ampio sia sul mare che sull'entroterra. Numerose le chiese campestri del territorio di Aglientu. Tra queste, la più antica è quella di San Pancrazio, a 5 km dal centro abitato, risalente alla fine del '600. A 6 km dal paese, sulla strada per Tempio, sorge la chiesa di San Biagio, edificata nel 1967 in sostituzione di un precedente edificio di culto. Al suo interno si conserva la statua di San Biagio, risalente al XV-XVI secolo, scolpita da artigiani sardi in un unico blocco di pero. Al 1930 risale la chiesa di San Giovanni ed, infine, alla fine degli anni '30 la chiesa di San Silverio, edificata dai pescatori di Ponza nei pressi di Marina di Portobello, in una località remota in prossimità del mare. Attrattiva principale di Aglientu sono comunque le sue coste, dove a dune sabbiose piuttosto estese che si immergono nel mare evocando paesaggi desertici si alternano promontori rocciosi elevati, come quello di Monti Russu (90 m), in granito rosa, di forma tondeggiante, che si protende verso il golfo dell'Asinara. Tra le spiagge più estese, si ricordano Lu Litarroni, Vignola, Rena Majore. Numerose le sagre estive che attirano migliaia di turisti dalle coste, come la sagra delle seadas (il tipico dolce a base di formaggio, condito col miele), l'ultimo sabato di giugno, oppure la sagra della salsiccia e del formaggio, il 12 agosto. Il 25 gennaio si festeggia invece San Paolo di Lu Laldu nella chiesa campestre di San Pancrazio, con l'offerta di piatti tipici a tutti gli ospiti, ed il 2 febbraio, con il pranzo comunitario, si celebra la festa di San Biagio.


La grande spiaggia di Aglientu.
È uno dei centri meno antichi della Gallura, comune dal 1959: fino ad allora era frazione di Tempio Pausania. Il suo territorio, molto vasto, si colloca nella parte settentrionale della regione: montuoso e molto tormentato all’interno, è invece irregolarmente pianeggiante e degradante a ridosso dei suoi 18 chilometri di costa. Il granito è l’elemento predominante del suolo. Lunghi sistemi longitudinali percorrono il territorio dando di volta in volta luogo a sarri (brevi altipiani rocciosi, al modo della sierras spagnole) e a vallate profonde coperte di lecci, sugheri e olivastri e attraversate da corsi d’acqua a volte perenni. Notevoli sono appunto la sarra e la vallata di Cincudenti, coperte di folta macchia mediterranea, popolate ancora da selvaggina e caratterizzate dal corso mediano del fiume Vignola. Cumuli di rocce granitiche popolano inoltre qua e là il litorale dando forma a capi o a scogliere suggestive.



Le coste di Aglientu sono infatti un alternarsi di cale, di spiagge e di promontori in sequenze ora strette e profonde ora larghe e spaziose. La punta di Li Francesi separa le spiagge e le cale del recente insediamento turistico di Portobello di Gallura da quelle immense di Vignola, la Rena Bedda, lu Chiscinagghju, mentre il promontorio di Monti Russu divide queste ultime da quelle dell’Aquila e Rena Majori. Per un vasto tratto del litorale corre una fascia di folta pineta impiantata nel secondo dopoguerra nel quadro dell’attività di forestazione d’iniziativa regionale. Il territorio comunale è compreso fra quelli di Trinità d’Agultu, Aggius, Tempio, Luogosanto e Santa Teresa. Il corso d’acqua più ricco è il Vignola, che sbocca ad estuario nell’omonimo golfo. Seguono Lu Littaroni, Pischina, Li Saldi e Faa. La cima più alta (639 metri), La Puntaccia, si trova nel sistema granitico di Montiagliu.

Cartina dettagliata di tutte le spiagge di Aglientu e Vignola
“LA MEDDHU CUSSOGGHJA”
«Di li cussogghj la meddh’è Vignola; / Vignola è luminata illa Gaddhura». Cantava così il suo paese il popolare poeta Petr’Alluttu (alluttu in gallurese vuol dire “acceso”, ed è aggettivo che si dà anche alle persone di intelligenza vivace. Non è improbabile che il suo vero cognome fosse Orecchioni). Nato a Saltara, nelle campagne di Aglientu verso Rena Majori, nel 1820, morto nel 1888 in uno stazzo di Chivoni in agro di Luogosanto, visse una quieta vita di pastore sotto padrone (da pastór’angenu, come si dice).
Le strofe finali della poesia dicono così:
Da la marina a Cincu Denti stendi una fumaccia d’oru e folma sarra; da l’Aglientu innigno’ fala e accendi trami di luci e fióri la tarra. Vignóla, com’è beddha, si difendi: l’alti muntagni da li zuddhi affarra e folma sarri ch’alzan’a taddhóla dui milioni di canni d’altura. Di li cussogghj la meddh’è Vignóla Vignóla è luminata illa Gaddhura. La benefica stella faurita è supr’a li campagni incantadóri: Vignóla è lu riposu di la ‘ita, irrezza d’oru di l’amanti córi: l’alburatura frunduta e fiurita invita a lu riposu di l’amóri. Córi no agghju più, l’anima è sola: Vignóla s’ha pultatu córi a fura. Di li cussogghj la meddh’è Vignóla Vignóla è luminata illa Gaddhura. Da la casa di l’astri un donu arréa e polt’a casa tóia dugna be’. Candu t’agghj’a lacà, Vignóla méa, no sentu l’altu mundu, sentu a te: di cialdini e di muri d’oru, ‘ntréa, prizzata Penisula pal me, di lu re di lu céli sé’ fiddhóla, se’ nata pussidenti criatura. Di li cussogghj la meddh’è Vignóla Vignóla è luminata illa Gaddhura.


Attraverso i secoli
L’intero territorio di Aglientu ha visto da sempre e in ogni epoca la presenza di abitatori e di insediamenti umani. Sin dalla preistoria le cale e le spiagge del suo litorale sono state il naturale approdo dalle sponde della Corsica meridionale, mentre grotte e tafoni fra i sistemi montuosi costituivano validi ripari sottoroccia per quanti si spingevano verso l’interno. Quattordici nuraghi catalogati danno l’idea dell’intensità di popolamento. Fra essi gli unici ancora visibili e in qualche modo conservati sono Naracu Nieddu e quelli di Finucciaglia, Agliacana, Tuttusoni e La Foci, questi ultimi due a poca distanza dal mare. L’intero arco litoraneo era percorso in età romana dalla strada da Tibula (presso Capo Testa?) a Turris Libisonis (Porto Torres), di cui restano alcuni tratti ciottolati. Toponimi come Rumanedda e Vignola indicano la presenza di insediamenti di epoca romana e l’importanza che avevano allora il corso d’acqua ed il golfo omonimo. Vignola era fiorente anche in periodo medioevale. L’Angius, nel Dizionario del Casalis, compilato a metà Ottocento, colloca l’abitato più antico presso l’attuale chiesa di Santa Maria: visitando la zona nella prima metà del secolo scorso egli poté vederne e descriverne l’impianto urbano, oggi sepolto sotto una fitta boscaglia. Nella zona vi erano vestigia di altri edifici abitati probabilmente — secondo l’Angius — dai Benedettini. A ponente del golfo di Vignola sorge maestosa l’omonima torre spagnola. Eretta nel 1606 per volontà del barcellonese capitano Alberto Camos, doveva fare, con la guarnigione di due uomini, da deterrente contro le ricorrenti attività di contrabbando che si svolgevano fra pastori e banditi galluresi e corrispondenti corsi. Oggi la torre, restaurata e adibita a punto di osservazione del paesaggio, è il monumento più importante del paesaggio di Aglientu. Alla fine del Settecento tutto il territorio andò popolandosi di stazzi e agglomerati rurali con lo stanziarsi di famiglie di pastori. Nei punti di relativa concentrazione furono costruite anche delle chiese: San Pancrazio nel Montiagliu, Santa Maria a Vignola. Il paese attuale ha un’origine ben precisa. Nacque e si sviluppò intorno alla chiesa eretta tra il 1774 e il 1776 per volontà del ministro Bogino e del vescovo Guiso, che perseguivano l’intento di dare un’educazione, oltre che religiosa, morale e civile a pastori abitanti in territori lontani dalle “ville” maggiori. Nei primi documenti della parrocchia il nome antico figura come Allentu (ma la pronuncia spagnola è proprio Aglientu): per molti il termine deriverebbe dalla spagnolo àlito = vento, e significherebbe “punto ventilato”, quale appunto il paese era ed è. La chiesa venne intitolata a san Francesco, forse sulla scia di una tradizione di devozione delle genti di quelle contrade al santo di Assisi introdotta dai frati Minori che intorno al Quattrocento operavano a Luogosanto.
 

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