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Austis :: Borgo pastorale situato tra le montagne del Mandrolisai ha come simbolo Sa Crabarissa una roccia che si erge a 4 chilometri dal paese.

Località > Nuoro
Panorama di Austis paese in provincia di Nuoro Sardegna.
Austis
Borgo pastorale situato tra le montagne del Mandrolisai, sviluppatosi sul sito dell'antica stazione romana di Colonia Augusta. Le sue origini possono essere ancor oggi viste su alcune lapidi in granito con iscrizioni latine poste nella periferia del paese. Nei dintorni è possibile ammirare il dolmen "Sa Perda Longa". Austis è un piccolo centro appartenente geograficamente alla Barbagia di Ollolai, situato sulle pendici occidentali del Gennargentu. Sorge su un altopiano granitico a 737 metri sul livello del mare. Collocato al centro di una zona ancora ricca di alberi, nonostante ripetute attività di disboscamento, ha un centro storico ben conservato, con belle case in granito; nei pressi sono sorti un albergo e numerose attività agrituristiche.  Il nome Austis risale all'antichità romana e rimanda in modo chiaro alla base latina Augustis che per aver perso la sillaba "gu", nel passaggio dalla lingua latina alla lingua sarda, è diventato Austis. L'economia di Austis è principalmente a vocazione agropastorale e vede nell'allevamento degli ovini e dei caprini, le sue attività principali.

Abitanti: 819
Superficie: kmq 50
Altitudine: 737m
Provincia: Nuoro
Municipio: via Vittorio Emanuele, 20- tel. 0784 67213 - 67089
Guardia medica: (Sorgono) - tel. 0784 60285
Polizia municipale: via Vittorio Emanuele, 20 - tel. 0784 67213 - 67089
Biblioteca: via Roma, 3 - tel. 0784 67320
Ufficio postale: via Roma, 2 - tel. 0784 67027

Come arrivare
Da Cagliari e da Sassari percorrere la strada statale 131 fino al bivio di Abbasanta, continuare sulla 131 bis fino a raggiungere il bivio per Sorradile. Proseguire in direzione Nughedu Santa Vittoria in direzione Austis.
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Informazioni turistiche e curiosità su Austis
Austis è oggi un grazioso borgo ad economia agropastorale tra le montagne del Mandrolisai, nella zona più interna dell'Isola. Circondato da boschi di lecci, querce, sughere, si trova su un altipiano a circa 750 m di altitudine, caratterizzato da massicci affioramenti di roccia granitica scolpita in forme curiose dagli agenti atmosferici. Il toponimo trae origine dall'insediamento qui impiantato nel I sec. d.C. con finalità di controllo militare dell'area centrale della Sardegna: Forum Augusti. Si trattava evidentemente di un punto nevralgico per la supervisione della regione e probabilmente fu sede di un reparto di militari Lusitani (cohors Lusitanorum), testimonianza della profondità della penetrazione romana in Sardegna in quest'epoca. Naturalmente l'antropizzazione del territorio precedette di parecchi secoli questi avvenimenti e risale almeno all'età nuragica, come ampiamente testimoniato dai nuraghi presenti sul territorio. Adagiato sulle pendici occidentali del Gennargentu, Austis attrae i visitatori con i suoi boschi rigogliosi ed i panorami incantevoli. Tra l'altro, recentemente il Comune ha dato in concessione all'Ente Foreste della Regione Sardegna 1000 ettari circa del proprio territorio per favorire un'opera di rimboschimento e di valorizzazione del patrimonio boschivo. In quest'area si conservano i resti degli ovili anticamente usati dai pastori austesi e quelli delle carbonaie che fino a qualche decennio fa occupavano una posizione centrale nell'economia del territorio. Con la collaborazione delle scuole del paese si stanno elaborando e preparando ben sette itinerari tematici volti ad evidenziare le peculiarità del territorio. Nel centro abitato merita una visita la chiesa parrocchiale, costruita nel 1567 su un preesistente edificio, che si ritiene fondato nel 1200. Una bella scultura contemporanea, opera dell'austese Elio Sanna, riproduce un crocifisso assai espressivo formato da un unico pezzo di legno di pero selvatico. Al 1669 risale invece la chiesa campestre intitolata a Sant'Antonio da Padova, nella località di Basiloccu, che conserva all'interno un pregevole altare barocco. La terza domenica di settembre viene qui celebrata la festa, forse la più importante per Austis, in onore del santo portoghese. I festeggiamenti prevedono un ricco pranzo a base di arrosti locali, profumati con le erbe e gli aromi spontanei. Ad Austis, non a caso, è nato il primo agriturismo sardo, che permette al visitatore, con le altre strutture costituitesi nel frattempo, di gustare le numerose prelibatezze prodotte nel territorio austese, dalle carni ai formaggi, dal pane a sa fregula stufada, piatto tipico a base di pasta di semola al forno. L'insediamento romano è stato individuato da recenti prospezioni sul tavolato granitico su cui sorge ancora il paese, tra le attuali vie Roma e Colombo. A nord-est di quest'area è localizzata la necropoli (nell'area in cui oggi si trovano la scuola media, il centro sociale e l'area sportiva), dove sono state rinvenute tombe a cremazione (età alto imperiale), un sarcofago in trachite e alcune probabili tombe alla cappuccina. Da essa proviene anche la stele in trachite di epoca alto imperiale dedicata al venticinquenne Cn(aeus) Coruncanius Faustinus. Il simbolo di Austis è però forse Sa Crabarissa, una roccia che si erge a 4 chilometri dal paese, scolpita dagli agenti atmosferici fino ad assumere le sembianze di una figura femminile, indossante il costume tradizionale di Cabras, attorno alla quale la tradizione popolare ha costruito un'incantevole leggenda. Secondo questa, infatti, una giovane donna di Cabras, innamoratasi di un pastore austese durante il periodo invernale in cui le greggi venivano portate a pascolare in pianura, avrebbe atteso invano il ritorno del promesso sposo dopo lo scambio delle promesse e dei doni nuziali. Si sarebbe poi messa in viaggio alla ricerca dell'innamorato e giunta ad Austis l'avrebbe trovato sposato ad un'altra donna. Voltasi allora in fuga per tornare al suo paese, si sarebbe un'ultima volta girata verso l'amore perduto e sarebbe rimasta così pietrificata dal suo dolore. Ma un'altra leggenda dà una versione diversa e meno benigna nei confronti della forestiera, ignara delle tradizioni di ospitalità tipiche, ed evidentemente ritenute esclusive, della Barbagia. La donna, originaria di Cabras e sposata ad un pastore austese, di rientro dall'ovile del marito con un recipiente pieno di latte sul capo, avrebbe un giorno incontrato un pastore affamato. Alla richiesta di che cosa portasse con sé, lei avrebbe risposto che portava pietre ed il pastore le avrebbe allora predetto la sua trasformazione in pietra per la durezza del suo cuore. Maledizione puntualmente avveratasi. Ma sono numerose le rocce scolpite dal vento e dall'acqua che costellano il territorio di Austis, dotate di nomi fantasiosi e di forme altrettanto bizzarre, immerse in una natura selvaggia che declina tutte le gradazioni di verde. A forma di aquila è la roccia in località Sa Conca de Su Cannizzu, mentre è forata la roccia chiamata Su Nou Pertuntu. Spettacolare e suggestiva è infine la roccia nota col nome di Su Nou Orruendeche, un masso ciclopico apparentemente in bilico su un'altra roccia, che si trova in questa posizione da millenni.

Austis anni 60.
Eventi ad Austis
Festa di Sant'Antonio, terza domenica di settembre. Si svolge nella chiesa seicentesca costruita sull'altopiano di "Sa Sedda 'e Basiloccu". La festa di Sant'Antonio è una festa solenne organizzata dai pastori. E' considerata la più importante festa religiosa di Austis. Lungo i caratteristici portici che circondano la chiesa si svolgono i festeggiamenti in onore del santo che comprendono banchetti con il tipico pranzo festivo a base di arrosti profumati con erbe aromatiche.

Vergine Assunta in cielo, 15 agosto. Festeggiamenti in onore della Patrona di Austis.



Storia di Austis
Aùstis altitudine 737 m , abitanti 961, centro che, erede della romana «Colonia Augusta» (stazione militare posta probabilmente lungo il tracciato della strada Kàralis-Olbia), reca importanti testimonianze di tale presenza alla periferia Nord dell’abitato (località Perda Litterada), ove giacciono numerose lapidi in granito con iscrizioni latine. La parrocchiale della Madonna dell’Assunta fu edificata nel 1567 in sostituzione di una distrutta chiesa dedicata a S. Agostino, di cui si hanno solo notizie documentarie attestanti la sua esistenza dal 1213 e l’appartenenza ai Camaldolesi di S. Maria di Bonàrcado; l’attuale edificio subì nel 1950 un restauro che ne trasformò radicalmente l’aspetto originario. Di qualche interesse alcuni lavori d’intaglio, tra cui il portale moderno e il coro ottocentesco; un’altra lapide di età romana con iscrizione in latino è depositata nel cortile parrocchiale, mentre nella scuola elementare si trova un sarcofago della stessa epoca. Una strada stretta ma asfaltata che si dirama da Aùstis in direzione Nord Ovest, attraverso una zona montuosa di singolare bellezza e pregevoli valori naturalistici, perviene dopo 15.4 km al lago di Benzone; l’interesse prevalente della deviazione è rappresentato dalle straordinarie qualità del paesaggio, caratterizzato da una bassa vegetazione cespugliosa che riveste i rilievi fino a una certa quota, mentre più in alto emergono scenografiche cime rocciose; totalmente privo di insediamenti umani, questo territorio è popolato da specie faunistiche rare. Il percorso lungo i ripidi costoni acquista spettacolarità panoramica soprattutto nell’ultimo tratto, quando appare in vista il lago di Benzone m 152, specchio d’acqua che, sebbene artificiale, risulta integrato in modo omogeneo nel contesto paesistico e ambientale. È questo uno dei bacini realizzati lungo il fiume Taloro, tributario del lago Omodeo; ha una capacità di 11 milioni di m3, e la centrale relativa è alimentata attraverso una galleria lunga m 1960 e una condotta forzata di m 200, con potenza installata di 6300 kW su una sola unità. Un’altra deviazione, meno impegnativa, permette di raggiungere da Aùstis la chiesa campestre di S. Antonio da Padova; il percorso su fondo naturale, che si stacca (dopo 500 m) dalla strada per il lago di Benzone, sale a d. in breve all’altopiano detto Sa Sedda ’e Basiloccu, dominato dalla chiesa di S. Antonio da Padova; eretta nel 1669, è stata modificata all’esterno da un improprio restauro, mentre all’interno conserva le rustiche forme essenziali delle chiese campestri sarde e un interessante piccolo altare ligneo barocco.




Le Chiese
Chiesa della Beata Vergina Assunta. Attuale chiesa parrochiale, risale al 1567 (un'iscrizione che testimonia questa data è presente in un pilastro dell'edificio). Caratteristica particolare della parrocchia è la pendenza presente lungo il percorso che porta dall'ingresso al presbiterio. Sono presenti diverse sculture dell'artista locale Elio Sanna, fra cui un crocifisso che sovrasta la fonte battesimale. La chiesa ha inoltre potuto riavere un coro ligneo del 1829 recentemente ristrutturato.

Chiesa di Sant'Antonnio da Padova. Chiesa rurale, edificata nel 1669 per opera dei coniugi Grissante Satta e Giovanna Maria Dessì, si trova sull'altopiano chiamato "Sa Sedda de Basiloccu". Per costruire la chiesa fu chiesto il permesso all'arcivescovo di Oristano Bernardo Cotener e al conte di Sedilo, proprietario del terreno. La ricorrenza della festa era legata alle attività principali degli austesi: pastorizia e agricoltura. Ancora oggi la terza domenica di settembre si festeggia il Santo con balli e canti tradizionali.

Austis la Maschera Tipica Sos Colonganos durante la Cavalcata Sarda a Sassari
Austis, un tempo piccolo presidio romano, che dalla provincia di Nuoro si affaccia sull’Oristanese, in una vallata centrale del Mandrolisai, ricca di boschi di rovere e sughero, ha avuto nell’antichità ben altri splendori. La Forum Augusti (ancora Augustis per gli olzaesi) sorse in onore dell’imperatore Ottaviano Augusto (morto nel 14 d.C.). Era, in origine, un presidio militare destinato a combattere l’ostinatezza dei barbaricini indomiti e ribelli delle montagne. Estremamente vario è il paesaggio naturale, a causa della sua posizione geografica che ne fa un centro di regioni diverse, morfologicamente ed etnicamente: Barigadu a ovest, Barbagia di Ollolai a est e a nord, Mandrolisai a sud. Molti anche i comuni con cui confina: Sorgono, Tiana, Teti, Olzai, Neoneli, Ardauli, Sorradile, Bidonì, Nughedu Santa Vittoria. I boschi (monte Mannu, Sazzasi), le colline (Ghea, Montecorte), i monti (Borta Melone, Pasa Porcu) hanno incastonate vere e proprie perle naturali tutte ancora da scoprire, come alcune rocce considerate fra le più belle di tutta l’isola: Sa Crabarissa, Su Nou orruendeche sono vere e proprie “sculture del tempo nel paesaggio”. Molti fiumi attraversano il territorio del paese: Bittinori, Funtana Morta, Occisai, Allasigheddu: tutti e quattro vanno poi a confluire nel Taloro. Dal paese si vedono distintamente i monti del Gennargentu (Montes d’Iscudu e Mont’Ispada), la catena del Marghine e le fertili pianure dell’Oristanese.
Il paese. Il territorio di Austis era già abitato in epoca preromana: lo testimoniano numerosi nuraghi (il più famoso è Istecorì) e domus de janas. Decaduto come centro militare insieme con la potenza romana, Austis divenne dipartimento del Giudicato d’Arborea, e comprendeva i comuni di Tiana e Teti. I boschi, un tempo immensi, vennero sottoposti al taglio sregolato nel secolo scorso. Il centro storico, ancora ben conservato, è costruito tutto in granito bianco e possiede una certa austera bellezza. Esistono nel centro abitato due belle chiese di non particolare valore artistico (la parrocchiale, dedicata alla Vergine Assunta, e la chiesa di San Sebastiano) e una deliziosa chiesetta campestre in località Sant’Antoni in Basiloccu. Numerosi murales vivacizzano la struttura urbana del paese.
L’economia e la società. Il paese non ha avuto l’incremento abitativo che avrebbe dovuto meritare, in ragione delle bellezze naturali che favorirebbero il turismo e di una campagna fertile ed estesa che consente l’agricoltura intensiva e l’allevamento stanziale del bestiame. Gli austesi, invece, non hanno voluto scommettere sull’agrozootecnica locale, poco favoriti, si deve dire, anche dal totale disinteresse degli organi di governo. La pastorizia, basata ancora su moduli tradizionali, è comunque la maggior risorsa del paese, seguita dall’impiego nell’industria petrolchimica di Ottana e dal terziario che si riversa soprattutto a Sorgono e Oristano. L’artigianato è quasi inesistente: l’unica produzione degna di nota è quella di su pane carasau, un po’ dissimile dall’altro prodotto nella zona, veramente buono, con la forma antica de bertula, adatto cioè ad essere trasportato nella bisaccia a dorso del cavallo. Quasi trecento famiglie austesi si sono trasferite nel secondo dopoguerra a oggi sulla penisola, soprattutto in Toscana e nel Lazio, dove esercitano, per lo più, la pastorizia. Austis, si può dire, è rimasto un paese di pensionati e di persone che continuano a scommettere sulle possibilità locali, per niente favoriti e difesi dagli organi competenti. Da un punto di vista dei servizi, Austis è legato a Sorgono e Oristano, verso le quali ogni giorno viaggiano studenti, lavoratori, commercianti. La risorsa che maggiormente potrebbe essere valorizzata è certamente il turismo: questo bellissimo paese, infatti, ha attrattive naturali uniche in tutto il Mandrolisai. Un buon inizio si è avuto con la creazione di alcune aziende agrituristiche, che attirano turisti e villeggianti per i prodotti della gastronomia che propongono e la suggestività dei luoghi in cui si trovano; e con l’apertura della strada che conduce alla grande roccia granitica Sa Crabarissa. Economicamente Austis dipende molto da Oristano, e da Nuoro.
Le tradizioni. La festa più importante di Austis è quella di Sant’Antonio in Basiloccu, in campagna, a quattro chilometri dal centro abitato. A questa sagra concorrono moltissime persone dai paesi vicini: è una festa tipicamente pastorale nella quale i montargios austesi attendono amici e conoscenti ospiti, istranzos. Per qualche anno sulla festa si è inserita una importantissima sagra di poesia popolare denominata “Frores de Monte”. I frores sono la denominazione locale dei muttos, il più antico genere poetico conservato in Sardegna, con struttura ABC/ACBA, tutto in settenari o ottonari, importantissimo per la funzione sociale che questo genere poetico svolgeva. Il poeta di muttos era infatti il giudice e l’arbitro della storia popolare e riusciva (protetto dal tacito consenso di tutti) a descrivere i problemi del paese, risolvendone qualcuno col mettere in piazza pregi e difetti dei compaesani. Il comitato di valorizzazione della poesia popolare di Austis ha pensato bene di rivitalizzare questo genere poetico attraverso un premio di poesia che ha riscosso per alcuni anni un notevole successo. Può essere un’ottima carta da giocare per il futuro turistico del paese. Attraverso la cultura e quindi la riscoperta della storia gloriosa di Austis, l’individuazione delle bellezze naturali del territorio (si percorra, per esempio, la strada che porta a Nughedu Santa Vittoria, o quella che, attraverso Sant’Antonio in Basiloccu, conduce fino alla diga sul Taloro, ai confini con Olzai, e si vedranno dei paesaggi di straordinaria suggestione), il paese può sperare nel futuro turistico che merita, se si riesce a trovare degli imprenditori seri che giochino e sappiano giocare queste poche carte vincenti.
Austis informazioni turistiche e curiosità.
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Villaggio nuragico S’Urbale.
Lasciato Aùstis in direzione E si sale, km 69.2, al valico presso il Cùccuru S’Urbale m 889, da dove, oltre una recinzione sulla sinistra della strada, parte un sentiero di circa 500 m per il villaggio nuragico S’Urbale, composto di una cinquantina di capanne a forma circolare, edificate con muri a secco di conci di granito appena sbozzati, talvolta utilizzando e integrando massi affioranti. L’indagine archeologica, avviata nel 1931 e ripresa negli anni ’80, ha restituito abbondante e significativo materiale ceramico relativo soprattutto alla lavorazione delle fibre e ad altri usi domestici, nonché macine di lava basaltica per la triturazione del grano e grandi vasi per la sua conservazione. L’omogeneità cronologica dei ritrovamenti permette di collocare la cultura espressa dal villaggio alla prima fase del nuragico medio.


Austis Cortes Apertas 2017
23 e 24 Settembre
"Cortes Apertas" appuntamento fisso ormai dal 2006, ha luogo ad Austis l'ultimo fine settimana di settembre. Due sono le caratteristiche di questo avvenimento: l'ospitalità propria degli austesi che per l'occasione si esprime in modo veramente caloroso. Nei tre giorni di presentazione, non solo gli espositori, ma l'intera Comunità offre il meglio di sè, facendo in modo che tutti coloro che vengono a visitare il paese, si sentano a casa propria e possano gustare piacevolmente i nostri prodotti. La seconda caratteristica invece è data dalla individuazione di un tema diverso per ogni edizione, attorno al quale ruotano le attività sia economiche, che culturali. La manifestazione, oltre a far conoscere i nostri prodotti e con essi il paese, mira ad attirare flussi di visitatori per tutto l'anno. "Cortes Apertas" è anche occasione di conoscenza e recupero della propria memoria storica, attraverso l'esibizione delle antiche abitazioni e con esse gli strumenti delle attività lavorative tradizionali, il modo di vestire, di cucinare, di lavorare, più in generale il modo di vivere del passato.


AUSTIS Situato sulle pendici occidentali del Gennargentu, il territorio di Austis racconta una storia molto antica: punte di freccia in ossidiana, rinvenute in tutta l’area, sono i segni di un passato che risale fino al Neolitico. Alla preistoria appartengono anche alcuni importanti monumenti come il dolmen di Perda Longa e i nuraghi di Lughia, Turria e Istecori, testimoni della civiltà sarda che si sviluppò durante l’età del Bronzo. Nell’altopiano del Mandrolisai si scopre la stupenda foresta primaria di lecci mai sottoposti al taglio, i bellissimi boschi di sughera circondati dalla macchia mediterranea e le impressionanti sculture naturali modellate dagli agenti atmosferici sulla roccia granitica. Lungo i percorsi si incontrano i vecchi luoghi di lavoro, oggi oggetto di recupero: le carbonaie, utilizzate fino agli anni ’60 del Novecento, e i caratteristici ovili, ricoveri montani un tempo abitati dai pastori. In località Sa Sedda de Basiloccu si trova l’incantevole chiesa campestre di Sant’Antonio da Padova costruita nel 1669 dove, la terza domenica di settembre, si svolgono le celebrazioni in onore al Santo con canti e balli tradizionali, come su ballu tundu de su
chintorzu , accompagnati dal suono dell’organetto.




Incastonata tra tre regioni storiche (Barbagia, Mandrolisai e Barigadu) la terra di Austis è luogo di incontro e commistione di saperi e tradizioni. Rimandano a rituali pagani le antichissime maschere di sos Cologanos che caratterizzano il carnevale austese: il viso è coperto da una maschera nera di sughero su cui sono fissati dei rami di corbezzolo mentre sul corpo si portano pelli di pecora e sulle spalle sono appese diverse ossa di animale che durante il movimento producono un inquietante suono ritmico. Tra le tante iniziative a favore della cultura locale vi è la manifestazione Frores de Monte che si propone di conservare e valorizzare una arcaica forma di poesia popolare. Sos Frores sono i versi di questi componimenti creati seguendo una precisa metrica. Per approfondire la conoscenza della storia si possono visitare alcuni siti archeologici risalenti al periodo preistorico. Il dolmen Perda longa rappresenta un’ importante testimonianza delle strutture megalitiche di tipologia mediterranea edificate tra il Neolitico e l’età dei metalli. Il monumento è definito dolmen a galleria per la profondità della camera (lunga 8,30 m e larga 1,40) formata da 15 lastre verticali e 5 tavole di copertura. La sua particolare struttura rappresenta una soluzione a metà strada tra i dolmen e le successive tombe dei giganti. Tra i nuraghi (Lughia, Turria) presenti nel territorio assume una certa rilevanza quello di Istecori: si tratta di un nuraghe monotorre che si presume facesse parte del complesso di S’Urbale, posizionato a poca distanza in territorio di Teti. Al centro del paese si trova la parrocchiale intitolata alla Madonna dell’Assunta. Fortemente rimaneggiata nel secolo scorso, fu eretta nel 1567 (come testimonia l’iscrizione presente su un pilastro) sul luogo dove probabilmente sorgeva una chiesa del Duecento dedicata a Sant’Agostino. A poca distanza dall’abitato si trova l’incantevole chiesa campestre di Sant’Antonio da Padova costruita nel 1669 in località Sa Sedda de Basiloccu. Il santuario conserva un altare di legno intagliato in stile barocco. L’area intorno all’edificio è delimitata dai muristenis, alloggi temporanei per ospitare i pellegrini caratteristici delle chiese rurali sarde. Qui si celebra una delle feste più sentite dagli austesi: la terza domenica di settembre si svolgono le celebrazioni in onore al Santo con canti e balli tradizionali, come su ballu tundu de su chintorzu, accompagnati dal suono dell’organetto. Tradizionalmente la festa si svolgeva alla fine dei lavori nei campi e prima della partenza dei pastori per la transumanza verso il Campidano di Oristano. Molto apprezzata è la sua prelibata produzione gastronomica che si può gustare negli agriturismi della zona. Tra i piatti tipici si ricorda la fregula istuvada (con la caratteristica pasta a forma di piccole palline), fregula cun lampazzu (minestra con acetosella), i ravioli di patate e formaggio o di patate e cazzau saliu(caglio conservato sotto sale) oppure di ricotta, l’agnello e il capretto in umido o arrosto, la pecora bollita con patate e cipolla e le delicate e saporite seadas.


DA VISITARE
• Casa padronale austese. - Casa della Memoria, via Diaz
• Sas domos antigas. - Le case antiche visitabili lungo le vie del paese
• Santuario Campestre S. Antonio.
• Sa Crabarissa.
• Sa Conca de Oppiane.
• Su Nou Orruendeche.
• Nuraghe di Turria.
• Bortamelone.
• S’arzola austese. - Località Sant’Agostino (proseguimento via Dante)
• Stand ed esposizioni di prodotti locali.
• Scorci suggestivi del centro storico.

DA VEDERE
Mostra dei lavori realizzati dai bambini durante i laboratori. - Centro sociale
Lavorazione del formaggio
Lavorazione del pane
Esposizione di prodotti tipici



Dove mangiare e dormire ad Austis

  • Agriturismo da Valore Tel. 0784 67333 - cell. 348 5244571
  • Agriturismo S’Argalasi Tel. 0784 67113 - cell. 333 6698770
  • Agriturismo Carale Tel. 393 2318960 - cell. 339 2264930
  • Agriturismo Tourane tel. 338 5229911
  • Pizzeria Sueddane Tel. 0784 67010
  • B&B KiKina tel. 345 7100390




INFORMAZIONI
Comune di Austis corso V. Emanuele, 20
tel. 0784 67213
austis.comune@tiscali.it
www.comune.austis.nu.it

Sa Crabarissa di Austis la leggenda.
Sa Crabarissa
Nella regione storica del Mandrolisai, nella località denominata "Sa Sennoredda, si trovano vaste superfici ricoperte da macchia mediterranea e da rimboschimenti risalenti a oltre un ventennio fa, ni quali è ancora possibile osservare le varie fasi e tecniche delle lavorazioni forestali. In lontananza si intravede imponente, l'elemento caratterizzante del territorio che ha dato il nome al sentiero, la roccia denominata "Sa Crabarissa". Si tratta di un blocco di granito alto oltre 50 metri, che nell'insieme ha le sembianze di una ragazza in costume tradizionale.

La leggenda
Una popolare leggenda narra che una fanciulla originaria di Cabras, da cui il termine Crabarissa (Donna di Cabras), si innamorò di un pastore di Austis conosciuto durante la transumanza invernale, che dalle montagne faceva scendere le greggi alla ricerca dei pascoli migliori, fino alla costa dove il clima era più mite. Furono scambiati i doni e le promesse di matrimonio. Finita la transumanza il pastore ripartì per la montagna e la ragazza attese invano il suo ritorno. La giovane intraprese il lungo viaggio verso la montagna e giunta ad Austis trovò il pastore sposato con un altra donna e nel ritorno verso la pianura, la giovane rimase pietrificata dal dolore.

 

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