Stintino :: Città turistica nell'oasi protetta del golfo dell' Asinara. - Le Vie della Sardegna :: Partendo da Sassari Turismo, Notizie Storiche e Attuali sulla Sardegna, Sagre Paesane e Manifestazioni Religiose, Cultura e Cucina Tipica Sarda, Monumenti da visitare, Spiagge e Montagne dell'Isola. Turismo in Sardegna, itinerari enogastrononici e culturali, suggerimenti su B&B, Agriturismi, Hotel, Residence, Produttori Prodotti Tipici, presenti nel territorio. Informazioni e itinerari su dove andare, cosa vedere, dove mangiare, dove dormire sul Portale Sardo delle Vacanze e dell'Informazione. Sardegna Turismo dove andare e come arrivare, tutte le notizie che vuoi conoscere sull'Isola più bella del Mediterraneo. Scopri sul Portale Le Vie della sardegna le più belle località turistiche dell'Isola e la loro storia, i personaggi illustri e di cultura nati in terra Sarda.

Vai ai contenuti

Menu principale:

Stintino :: Città turistica nell'oasi protetta del golfo dell' Asinara.

Località > Sassari
Mare e Turismo a Stintino, dove andare, come arrivare, dove dormire, dove mangiare.
Stintino
Stintino è una delle località più famose dell'isola. L'origine del paese risale al 1885, quando le famiglie dei pescatori che abitavano l'isola dell'Asinara furono sfrattate per far posto alla colonia penale e dovettero fondare un nuovo insediamento a Capo Falcone. L'origine del toponimo deriva dal sardo "s'isthintinu", cioè il budello, dal nome dato allo stretto fiordo su cui sorse il paese. L'economia ruota intorno al turismo. La deliziosa cittadina si affaccia sul golfo dell'Asinara, sulla costa nord-orientale della Sardegna. È stato in passato una frazione di Sassari, diventando comune autonomo l'8 agosto 1988. Le prime elezioni si sono svolte nel marzo del 1989, quando venne eletto Baingio Benenati.

Abitanti: 1.135
Superficie: kmq. 58,68
Municipio: via Torre Falcone - tel. 079 523053
Cap: 07040
Guardia Medica: (Pozzo San Nicola) - tel. 079 534002
Polizia Municipale: via Torre Falcone - tel. 079 523053
Ufficio postale: via Lepanto - tel. 079 523003

Stinino cittadina turistica dal mare turchese e verde smeraldo del nord Sardegna.
Stinino cittadina turistica dal mare turchese e verde smeraldo del nord Sardegna.
L'origine di Stintino risale al 1885, quando le famiglie dei pescatori che abitavano l'isola dell'Asinara furono sfrattate per far posto alla colonia penale e dovettero fondare un nuovo insediamento a Capo Falcone. In precedenza il territorio, facente parte della Nurra di Sassari, era popolato da insediamenti sparsi di pastori-contadini, che abitavano in ricoveri di bestiame denominati "li cuili". La borgata di Stintino, è diventata comune autonomo il 10 agosto 1988. Le prime elezioni per la nomina del Consiglio comunale di Stintino si sono tenute nel marzo del 1989. L'origine del toponimo deriva dal sardo "s'isthintinu", cioè il budello, dal nome dato allo stretto fiordo su cui sorse il paese. Il paese si sviluppa intorno a due insenature che ospitano i porticcioli per barche da pesca e da diporto. La spiaggia più famosa è "La Pelosa", una delle più belle della Sardegna, ma meritano attenzione per la loro bellezza naturalistica anche quelle delle "Saline", di "Puzzona" e di "Ezzi mannu". In prossimità del mare, sorgono le antiche tonnare che fino al XX secolo erano una delle principali fonti economiche del paese. Oggi, ristrutturate, sono destinate a scopi turistico-ricreativi. Ogni estate si organizza al porto la sagra del tonno, mentre il museo della Tonnara espone una raccolta di documenti, oggetti, foto e modellini che raccontano il ciclo di vita del tonno e illustrano le varie fasi della mattanza. L'economia stintinese ruota intorno al turismo. Durante la stagione estiva vi sono frequenti iniziative di intrattenimento per i turisti e per i residenti. Tra le manifestazioni organizzate annualmente, importante è la regata velica di fine agosto denominata "Regata della vela latina". Altro importante centro abitato del comune è la frazione di Pozzo San Nicola mentre si ricordano le località di Ercoli, Pittiacca, Nanni Doro, Nodigheddu, Unia, Ovile Nuovo, Nodigheddu, Fioreddu, Preddu Nieddu, Country Village, Le Tonnare, Tamerici, Cala Lupo, Tanca Manna, Cala Reale, Ovile del Mercante, Italo-Belga, L' Ancora, Roccaruja, Capo Falcone e La Pelosa. Di importanza storico e culturale la prossimità con l'isola dell'Asinara, storicamente carcere di massima sicurezza ed attualmente un Parco Nazionale; sono famosi i suoi asinelli bianchi e le spiaggie incontaminate.
Storia di Stintino A differenza di altre realtà, di Stintino conosciamo esattamente la data di fondazione: 15 agosto 1885, l'origine del borgo di Stintino è dovuta alla decisione del Governo italiano di istituire sull'Isola dell' Asinara la stazione sanitaria marittima di quarantena e una colonia penale. In quei tempi l'isola era abitata 45 da famiglie, alcune dedite alla pastorizia e all'allevamento, che avevano dato origine agli agglomerati di Fornelli e Cala Reale, mentre a Cala d'Oliva vivevano i pescatori di origine ligure e ponzese che dopo varie migrazioni decisero di stabilirsi definitivamente nell'Isola per dedicarsi alla pesca stagionale del tonno e delle aragoste. Il governo, dopo una serie di trattative con gli ex abitanti dell'isola, associatisi nell'unione dei 45, offrì una ''regalia'' di 750 lire e la possibilità di scegliere un sito dove potersi insediare, le possibilità offerte erano due: la baia di porto Conte, vicino ai ruderi romani di Porto Ninfeo, o la lunga striscia di terra caratterizzata da due profonde insenature conosciuta come ''Isthintini'' non molto distante dalla Tonnara Saline. Data la posizione strategica e il legame che comunque legava gli esuli con l'Isola dell'Asinara si decise che il nuovo paese sarebbe sorto negli ''Isthintini'', i quali furono altrettanto decisivi per la scelta del nome del paese: Isthintini - Sthintini - Stintino, che inizialmente si sarebbe dovuto chiamare Cala Savoia. Le quarantacinque famiglie utilizzando le poche risorse messe a disposizione dal governo centrale, e grazie alla loro caparbietà riuscirono a costruire il nuovo paese. Sorse così Stintino, ordinato secondo piano regolatore che divise ordinatamente l'abitato in una stretta penisola fra i due bracci di mare, Porto Vecchio e Porto Nuovo (Portu Mannu), con le sue piccole case adornate con menta e basilico che ci ricordano a primo impatto quelle di Cala d'Oliva, così come la chiesa costruita nel 1937 che riprende la struttura di quella edificata nell'Asinara. Stintino era intimamente e doppiamente legato al mare non solo per fattori economici, per gli stintinesi il mare era il ''modus vivendi'' la tonnara e la pesca regolavano la vita di questo piccolo borgo, ogni stagione era accompagnata da riti e abitudini. La principale ricchezza del paese è sempre stata la Tonnara, poi è arrivato il turismo, nei primi anni del 900 il borgo ospitava alcune delle più illustri famiglie della borghesia sassarese, gli Azzena, i Berlinguer, Segni, Silenti, Scotti. Negli anni 60' il boom turistico investì anche Stintino, che divenne meta di un turismo in stile ''Costa Smeralda'', i Moratti acquistarono alcuni terreni e costruirono ville e alberghi facendo conoscere Stintino e le sue spiagge per tutto il mondo. Per oltre un secolo Stintino è stato frazione del comune di Sassari, il 10 agosto 1988 è divenuto comune autonomo, dopo centotre anni gli stintinesi finalmente hanno potuto decidere le sorti del loro paese.
Informazioni turistiche e curiosità su Stintino A pochi chilometri dall'abitato, in prossimità del mare, sorgono le antiche tonnare che fino al XX secolo erano una delle principali fonti economiche del paese. Oggi, ristrutturate, sono destinate a scopi turistico-ricreativi. Ogni estate si organizza al porto la sagra del tonno, mentre il Museo della Tonnara, il Mut, espone una raccolta di documenti, oggetti, foto e modellini che raccontano il ciclo di vita del tonno e illustrano le varie fasi della mattanza. A nord la strada prosegue lungo la costa fino a raggiungere Capo Falcone, con la torre nel punto più alto e le due fortificazioni spagnole della Pelosa e dell'Isola Piana. Tutta la costa di Stintino è orlata da candide spiagge, che fanno di questo paese uno dei più rinomati centri di villeggiatura di tutta la Sardegna. Dal Porto Nuovo è possibile raggiungere l'incontaminata oasi naturalistica del Parco Nazionale dell'Asinara.
Frazioni: Le Vele, Nodigheddu, Pischina Salidda, Pozzo San Nicola, Rocca Ruja, Tonnara Saline
Comuni contigui: Sassari, Alghero

Museo della Tonnara di Stintino (MUT) informazioni turistiche e culturali.
Museo della Tonnara di Stintino (MUT)
Sabato 18 giugno 2016 ha aperto il MUT, Museo della Tonnara, dove potrete fare un viaggio nella storia di Stintino e nel tempo attraverso video, immagini, documenti e reperti. Apre al pubblico il nuovo museo della Tonnara di Stintino, il MUT. Dopo due anni di lavori serrati, un investimento di due milioni di euro per il restauro dell'ex edificio Alpi (azienda lavorazione produzione ittica) e 200 mila euro per gli arredi, sabato 18 giugno 2016 alle 18.30, il museo sulla strada panoramica si e sveleto con tutto il suo fascino e il carico di storia. Direttore del Mut è Salvatore Rubino mentre la curatrice è Esmeralda Ughi. Singolare e moderno il “viaggio” attraverso il quale il visitatore potrà addentrarsi nelle stanze del nuovo museo. La modalità di fruizione scelta è quella dello storytelling audiovisivo: fulcro dell'allestimento sono una serie di brevi video che raccontano l'attività della Tonnara Saline, la vita dei tonnarotti, la storia di Stintino e dell'isola dell'Asinara. La narrazione si snoda per tutte le sale, guidando lo spettatore in un percorso storico, antropologico e scientifico, accompagnato dalle musiche di Paolo Fresu. Dopo un trailer iniziale, posto in apertura dello spazio espositivo, il visitatore è condotto in un viaggio nel tempo, a partire dalla fine del XIX secolo, con la nascita del borgo di Stintino, passando per gli Anni Novanta, ultimo periodo di attività della Tonnara Saline, fino ad arrivare ai giorni nostri, quando la memoria diviene risorsa per il territorio, al pari delle bellezze naturalistiche. Una storia carica di fascino e di ritualità, restituita, oltre che dai video, da una carrellata di immagini fotografiche, e da una serie di reperti. Fanno parte dell'allestimento gli attrezzi in uso nella tonnara, la documentazione della stessa, i diari, vecchi articoli di giornale, gli abiti usati durante la mattanza, e il modellino della tonnara realizzato dall'ultimo Rais della Tonnara Saline, Agostino Diana. In esposizione anche alcune opere selezionate di artisti sardi che hanno dipinto la vita della tonnara, Stanis Dessì e Ausonio Tanda tra gli altri, e gli acquerelli di Paola Dessì. Sarà il Centro studi sulla civiltà del mare e per la valorizzazione del Golfo e del Parco dell'Asinara, associazione attiva a Stintino dal 1997, a occuparsi della promozione e della valorizzazione del MUT su incarico del Comune di Stintino. La vocazione del MUT è quella di custodire la memoria e preservare l'identità collettiva, ma anche quella di dialogare con la comunità di riferimento e trasmettere i valori culturali del territorio. Uno spazio aperto, dunque, un laboratorio attivo e in divenire. L'archivio del museo, inoltre, sarà sede del progetto “Raccogli la memoria”, promosso dall'associazione Il Tempo della Memoria. L'obiettivo è quello di recuperare e catalogare immagini storiche di Stintino, della Tonnara Saline, dell'isola dell'Asinara.



Giorni e orari di apertura del MUT
18-30 giugno, 1-30 settembre: tutti i giorni dalle 11 alle 13 e dalle 18 alle 21
1 luglio - 31 agosto: tutti i giorni dalle 18 alle 23, il giovedì anche dalle 11 alle 13


Torre della Pelosa Stintino come arrivare e descrizione, informazioni turistiche.
Torre della Pelosa Stintino
Come arrivare Si percorre la SP verso Stintino, lasciando a d. il villaggio turistico per dirigersi verso Capo Falcone. Dopo 4,5 km si raggiunge la spiaggia della Pelosa. La torre si trova in un piccolo isolotto di fronte alla spiaggia. Per raggiungerla è necessaria un'imbarcazione. Il nome della torre deriva dal toponimo della zona, "La Pelosa", probabilmente in origine "sa palosa" per la forte presenza di paglia marina. La torre, a 3 metri slm, controllava lo stretto dell'Asinara ed era in contatto visivo con le torri dell'Isola Piana e di Capo Falcone.
Descrizione La torre, in scisto, ha forma troncoconica con diametro di base di 16 m, altezza di 10 m e spessore murario di circa 2,5 m. Il boccaporto, che garantiva l'accesso alla casamatta, cioè l'ambiente interno a prova di bomba, è collocato a circa 6 m dal suolo. Questa camera, dal perimetro circolare, presenta una volta a fungo con pilastro centrale ed è divisa in tre ambienti da tramezzi. In ognuno di questi spazi è collocata una troniera, cioè una feritoia. Alla s. dell'ingresso, all'interno della struttura muraria, è collocata la scala che accede alla piazza d'armi, il terrazzo esterno, sul quale a sua volta si collocavano altri cannoni. In questo ambiente si riconoscono ancora delle strutture rimanenti dello spalamento, cioè del parapetto lato terra, e parte della mezzaluna, una struttura realizzata in canne e coppi, dalla forma a semicerchio, che proteggeva le munizioni e i soldati per la notte. La costruzione della torre si pone generalmente prima del 1578, data della relazione del Viceré De Moncada, nella quale già si parla della necessità di ripararla. Nel 1637 è testimoniato un attacco di galere da Biserta e nel dicembre dello stesso anno anche da parte di una squadra navale corsara francese, che finiranno per distruggere le torri dell'intero settore N/O. Forse per queste motivazioni, da documenti d'archivio, si ricava come proprio nel 1637, nella Torre della Pelosa, vi fu una maggiore assegnazione di uomini e d'armi. Successivamente la torre, dopo essere stata riparata o ricostruita, è documentata nel 1720 nella relazione del Cagnoli, I Commissario di fabbriche, artiglierie e fortificazioni, dove viene definita "torre de armas", cioè gagliarda, di difesa pesante. In seguito, nella relazione del 1767 del piemontese Ripol, è testimoniata nella torre la presenza dell'"alcaide" (il capitano della torre), di un artigliere e tre soldati, più un armamento costituito da una spingarda e tre cannoni. Si ricordano, inoltre, riparazioni nel 1766, nel 1785-86, 1828 e 1841. Nel 1842 fu soppressa la Reale Amministrazione delle Torri, un istituto governato da un organo deliberante, composto dal viceré e da tre rappresentanti dei bracci parlamentari, che gestiva la difesa e la fortificazione di quei tratti di litorale sardo che non erano amministrati dalle città e dai baroni. Quattro anni dopo, la torre fu dismessa.
Storia degli studi La torre è compresa nelle principali opere sulle fortificazioni costiere in Sardegna.


Stintino informazioni turistiche, Stintino località turistica della Sardegna del Nord.
Il paese Il nome Stintino deriva dal termine sassarese isthintinu, “intestino”, col quale i frequentatori di un tempo ritennero di rappresentare la forma degli stretti fiordi che si allungano nell’entroterra – oggi adibiti entrambi a porto –, dando vita alla penisoletta sulla quale venne costruito il primo nucleo del paese.
Questo primo insediamento conserva ancora oggi l’aspetto originario: è costituito da case a struttura elementare, a uno, massimo due piani, tinte uniformemente di bianco o a delicati colori pastello; la struttura è a maglie regolari. Al centro la chiesa parrocchiale, anch’essa dalle linee elementari, dedicata all’Immacolata Concezione. In questo anni le amministrazioni che si sono succedute hanno abbellito la graziosa borgata con sculture e pitture murali. Ancora più importante è l’apertura del Museo della Tonnara: una costruzione in legno, realizzata lungo il porto turistico, riproduce nella sua struttura la rete utilizzata per la mattanza e offre al visitatore un materiale vario e di grande suggestione capace di far rivivere il ricordo di un’attività che fu molto importante, e per lungo tempo, in questo territorio. Stintino dispone di un’associazione turistica Pro Loco, di stazione dei Carabinieri, Guardia medica, farmacia, scuola dell’obbligo, sportello bancario, una Biblioteca comunale. Le comunicazioni terrestri sono assicurate da una sola strada che si dirige verso l’interno e, dividendosi poi in alcuni bracci, consente di raggiungere Porto Torres e Sassari, l’Argentiera e Alghero. Il porto peschereccio e turistico viene utilizzato anche per i collegamenti con l’Asinara.
L’economia La voce maggiore nel campo economico è costituita dal turismo, che può contare tra l’altro su 14 alberghi con oltre 2700 posti letto, un’azienda agrituristica e sette ristoranti. Gli operatori sono riuniti in un consorzio, il COTES, che si occupa della promozione del centro e del suo territorio. Altra voce importante è la pesca: gli addetti fanno tutti parte di una cooperativa che dispone di oltre 20 motobarche e raccoglie nel corso di un anno oltre 200 quintali tra crostacei e pesce pregiato. Scarse le attività agricole, anche a causa dell’aridità del suolo: il territorio interno è sfruttato quasi esclusivamente per l’allevamento.
Le tradizioni La festa più importante a Stintino è quella della Madonna della Difesa: si tiene l’8 settembre e prevede processione, musiche, albero della cuccagna, fuochi artificiali e altre manifestazioni religiose e civili. A maggio festa campestre di Sant’Isidoro. In agosto l’ormai popolare Regata della Vela latina. Tra i personaggi che, frequentando a lungo Stintino per le vacanze, ne sono divenuti cittadini d’adozione ricordiamo Mario Segni, che segue la tradizione di famiglia ed è grande appassionato della vela latina; i Berlinguer; Nicola Mancino, oggi vicepresidente del Consiglio superiore della magistratura; Demetrio Volcic, giornalista a lungo corrispondente della Rai dall’Unione Sovietica.

Storia e tradizione della località turistica Stintino nel Nord Sardegna. Preparativi per la pesca al Tonno a Stintino foto storica dei primi del novecento.
Le torri e la tonnara
Sono scarsissimi i segni delle antiche frequentazioni del territorio, frequentazioni saltuarie da parte di allevatori nelle parti interne, di pescatori e di truppe in quelle costiere. Spiccano le torri di avvistamento e difesa erette nel periodo della dominazione spagnola, qui molto numerose a testimonianza del rilievo che assumevano sotto il profilo difensivo e militare la costa, l’isola Piana e l’Asinara e i tratti di mare che le separano, venendo a costituire altrettanti importanti luoghi di transito. Una prima torre si trova sul rilievo più alto del territorio, ed ha assunto per questo il nome di Torre Falcone: costruita nel secolo XVI nella consueta forma cilindrica, con all’interno un ampio locale a cupola sorretto da un pilastro centrale, offre una vista amplissima. A breve distanza, sulla piccola isola della Pelosa situata tra Capo Falcone e l’isola Piana, si trova una seconda torre, detta appunto della Pelosa, che munita di artiglierie e di una guarnigione al comando di un alcade doveva prevenire i pericoli che potevano venire dai vicini luoghi di transito marittimo. Ancora una torre sull’isola Piana, e ben tre all’Asinara. Il sistema difensivo era completato dalla torre delle Saline, eretta in riva al mare a breve distanza dall’attuale abitato: articolata su due piani, fu una delle prime ad essere costruite, nella seconda metà del Cinquecento. La sua importanza derivava dal fatto che doveva garantire la sicurezza della tonnara sorta da poco nelle vicinanze: tonnara che ha costituito non soltanto una fonte di reddito e di lavoro, ma anche il più importante insediamento del territorio, nei secoli precedenti la fondazione dell’attuale nucleo abitato. La prima notizia certa del suo funzionamento, ha scritto Salvatore Rubino, si ha in un documento del 1602, che attesta una produzione annuale di 3000-4500 barili di tonno. Di proprietà regia, veniva gestita da concessionari. Nella seconda metà dell’Ottocento un gruppo di imprenditori genovesi l’acquistò, e la tenne poi in attività sino alla cessazione, negli anni Settanta del Novecento. La grande struttura, che comprendeva locali per la lavorazione e il deposito, nonché per l’abitazione delle maestranze e dei dirigenti, è stata in seguito riconvertita in un villaggio per vacanze.

La Pelosa Stintino Turismo Sardegna.
Gli Habitat naturali: Capo Falcone, Stagno di Casaraccio Pilo e Saline
Nel territorio di Stintino si estendono tre importanti habitat naturali, classificate come SIC (Siti di Importanza Comunitaria) e inseriti all'interno della rete Natura 2000. La rete natura 2000 ha lo scopo di garantire e preservare la biodiversità attraverso la conservazione degli habitat naturali della flora e della fauna selvatica nel territorio dell'Unione europea. Il promontorio di Capo Falcone si estende nella linea di costa da Capo Falcone a Punta Furana, il territorio è caratterizzato a alte coste rocciose e da una vegetazione a macchia mediterranea nella quale troviamo anche due specie endemiche protette: ll Fiordaliso Spinoso e la Buglossa Sarda. Nella zona sono presenti di 68 specie di uccelli come il Falco della Regina, il Falco Grillaio e il Gabbiano Gorso, 3 tipi di anfibi: la Gli Stagni di Casaraccio Pilo e Saline sono tra le zone umide di grande rilevanza ambientale, le aree ospitano diverse specie di nidificanti quali l'Airone Rosso, Gallina Prataiola, Martin Pescatore, con un numero significativo di individui a livello nazionale (50). Inoltre queste aree sono importanti per lo svernamento del Fenicottero rosa e di altri uccelli migratori . Le due aree stagnali sono accordate dalla fascia litoranea della spiaggia delle antiche saline e delle basse dune. Per l'avifauna il sito è tra le più importanti aree umide del Nord Sardegna.Testuggine Palustre, la Tartaruga di Terra e il Tarantolino.

Stintino Turismo, dove dormire a Stintino, dove mangiare a Stintino, cosa fare a Stintino
Dove dormire Dove mangiare Cosa fare a Stintino
Agriturismo Depalmas
Immerso nella campagna, a due km da Stintino e dalla splendida spiaggia della Pelosa, la struttura offre soggiorni rilassanti rispettando tutti i criteri di un’azienda agrituristica. Sei accoglienti camere con bagno, un’ampia sala da pranzo con 80 coperti dove si possono gustare prodotti genuini della cucina tradizionale. Un ambiente familiare, ideale per chi ama la natura, con la possibilità di praticare pesca sportiva in costa e tiro a volo.
Informazioni
di Pietro Depalmas
Stintino - Località Preddu Nieddu (SS)
Tel.: 079 523129 - Mob.: 388 0453479

 

Web Master: Adriano Agri - Sassari Servizi Internet
Copyright: © Le Vie della Sardegna Tutti i diritti Riservati

leviedellasardegna.eu
Copyright 2016. All rights reserved.
Torna ai contenuti | Torna al menu