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Carignano del Sulcis :: chi lo produce e lo vende, informazioni e curiosità su un vino tipico sardo.

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Carignano del Sulcis, informazioni curiosità, chi lo produce, chi lo vende.

Carignano del Sulcis
Vitigno chiamato comunemente ‘‘Uva di Spagna’’ (Axina de Spagna), fu introdotto in Sardegna dalla penisola iberica nel corso del secolo XVII. Probabilmente deriva dal mazuela e fino a poco tempo fa era coltivato quasi esclusivamente in tutta la fascia costiera del Sulcis e nell’isola di Sant’Antioco; negli ultimi anni, pero`, si e` andato diffondendo anche in altre parti della Sardegna. Viene utilizzato per produrre l’omonimo vino che si ottiene da uve Carignano per il 90% mescolate con uve Monica o Alicante per il 10%. In altri tempi per la sua compattezza e corposita` il C.d.S. era molto ricercato in Francia come vino da taglio; da alcuni decenni, pero`, viene lavorato nei territori d’origine come un vino pregiato di grande qualita`. Si produce in due diversi tipi: il normale a 12 gradi, il superiore a 15 gradi.
E` di colore rosso rubino brillante, con riflessi amaranto, dal profumo vinoso e dal sapore asciutto, armonico e generoso.


NEL SEGNO DEL CARIGNANO
Nel segno del Carignano, il Sulcis riscopre l’industria del vino. Un modo bizzarro di rilanciare il settore riducendo la produzione di uva. Proprio così, meno grappoli ma superselezionati. Una vendemmia di qualità insomma nelle vigne del Basso Sulcis per realizzare quello che sembra un paradosso: meno uva più denaro.
La “scuola” nella quale si insegna la nuova filosofia del lavoro tra i filari è una cantina sociale. Si trova in quel di Santadi e raccoglie la produzione dei vigneti di un ampio territorio che si spinge fino a Giba e Sant’Anna Arresi da una parte, Nuxis e Narcao dall’altra. Come cantina sociale è un po’ anomala. Ventitré anni fa un consiglio di amministrazione coraggioso guidato da Antonello Pilloni – attuale presidente – decise di voltare pagina: non più vino da taglio ma un prodotto accuratamente selezionato. Non è stato facile ma i risultati sono arrivati visto che quella di Santadi è l’unica cantina sociale a produrre vini annoverati
nell’élite dei “Tre bicchieri” nazionali. È per questo che quando la produzione scende nella cantina si brinda al successo. Quest’anno, ad esempio, sono stati raccolti 25 mila quintali di uva, 5000 in meno del 1998. Brutta annata? «Macchèé, ottima: abbiamo chiesto ai nostri soci di ridurre la produzione per migliorare la qualità e la natura ci ha dato una mano», spiega il direttore Lino Cani. Ma producendo meno i soci non incassano meno? «Altro errore: la nostra cantina paga le uve in base alla qualità, così chi produce poco ma bene finisce per guadagnare di più». I conti, quando arriva il momento di passare alla cassa, stanno convincendo anche i più scettici tra i 250 soci della cantina. Difatti mentre l’uva diminuisce il giro d’affari aumenta. Metà dei 22 mila ettolitri del vino prodotto nella vendemmia ’98 sono stati imbottigliati. Un milione di bottiglie per 13 etichette (9 rossi e 4 bianchi). «Se la qualità migliora ulteriormente siamo in grado di aumentare l’imbottigliato» spiega Lino Cani. E il mercato? «Nessun problema, i clienti fanno la fila per avere un prodotto di qualità». La cantina di Santadi esporta all’estero la metà del vino imbottigliato. Europa al completo, Stati Uniti, Giappone, Brasile e, fra qualche mese, anche Polonia e Repubblica Ceca sono tra i maggiori clienti. I risultati non hanno deluso. Il giro d’affari, come rivela Antonello Pilloni, è passato da poche centinaia di milioni a sei miliardi. Fanno più di 100 posti di lavoro e, soprattutto, una prospettiva di sviluppo per un settore che era stato dato per spacciato.

SANDRO MANTEGA,
“L’Unione Sarda”, 12 ottobre 1999.



Mulleri S.R.L. Via Silanus 32- 09044 Quartucciu (CA)
tel. 070 8600097- fax 178 2738942
info@mulleri.it


Presentazione
Il vino, per la nostra famiglia, è una storia presente che rimanda al passato. Il nonno coltivava la vigna, e così il nonno del nonno. Oggi, nel solco della tradizione, noi portiamo avanti la nostra storia fatta di memoria, forza del territorio, di racconti di un’isola antica e beata, la Sardegna. Mito e magia si intrecciano in un angolo di paradiso, il soffio del vento, a volte impetuoso e irruento, a volte dolce e carezzevole, inebria con i dolci profumi le uve coltivate e lavorate con sapienza. I nostri prodotti sono il frutto di tutto questo, morbidi, avvolgenti, caldi, profumati. I nostro impegno è quello di non rovinare ciò che una natura perfetta ci ha offerto.
Nel rosso Cenere, Carignano in purezza, abbiamo cercato dei gusti morbidi evitando gradazioni alcoliche elevate e persistenza di legno. Abbiamo voluto un prodotto caldo, avvolgente, versatile, morbido. Nel bianco, Vermentino in purezza, abbiamo voluto esaltare i profumi e la dolcezza del territorio, con un prodotto ricco di profumi e fresco come la brezza marina e il soffio del maestrale in una calda serata di agosto della magica isola che lo produce. Nell’olio è la natura a farla da padrone, con i suoi profumi di erba fresca e di carciofo ed il suo gusto fruttato. Con l’ultimo nato, Diavolo Cervo, abbiamo voluto proporre un vino importante, adatto a confrontarsi con i grandi vivi italiani e francesi, mantenendo le nostre peculiarità in termini di morbidezza ed eleganza.
La Sardegna, terra di uve Carignano e Vermentino, raccolte nei vigneti a piede franco dell’isola di Sant’ Antioco e sapientemente lavorate con tradizione e passione, è l’elemento di collegamento tra vino territorio, cultura e tradizioni. Terra ricca di storia e arte, di artigiani sapienti che lavorano il legno, di artisti e letterati che hanno con la loro bravura lasciato una traccia nel mondo, è il filo conduttore del nostro progetto. I nomi dei nostri vini sono stati scelti volutamente per ricordare un personaggio come Grazia Deledda che, grazie a
questo romanzo, “Cenere”, ha vinto il nobel nel 1926 per la letteratura , illuminando con questo la cultura sarda. L’utilizzo dei tessuti di Suni per abbellire il prodotto, il legno di Orani per custodire la bottiglia, il sughero di Berchidda per proteggere i profumi sapientemente racchiusi, sono altri pezzi d’arte che hanno completato il corredo dei prodotti. Abbiamo proseguito il nostro viaggio con Franco Nonnis, noto pittore sardo che con mani sapienti e attente ha raccontato in modo non convenzionale l’arte attraverso il vino utilizzando colori e temi che esprimono ancora una volta il territorio del Carignano, il rosso inebriante del vino e il grigio della cenere e la sabbia, dove nascono e crescono le viti. Abbiamo, in breve, cercato di proporre il nostro modo di parlare di vino, arte e territorio, fondendo in un unicum tutti gli elementi che sono propri della nostra isola; li abbiamo però proiettati al futuro con delle forme espressive adatte al mercato internazionale.

“No, neppure il vino poteva lenire il dolore di quei ricordi. Tuttavia egli prese il bicchiere e bevette piangendo. Sì, tutto era cenere: la vita, la morte, l'uomo; il destino stesso che la produceva. Egli ricordò che fra la cenere cova spesso la scintilla, seme della fiamma luminosa e purificatrice, e sperò, e amò ancora la vita. ” Grazia Deledda, Cenere,1904

Diavolo Cervo, Carignano del Sulcis Riserva, Cantina Mulleri Via Silanus, 32 Quartucciu (CA).
Cenere, Carignano del Sulcis, Cantina Mulleri Via Silanus, 32 Quartucciu (CA).


Altea Illotto - vini e olio extravergine d'oliva da Agricoltura Biologica
Via Don Minzoni, 12 - 09040 Serdiana (CA) Sardegna - Italia
Tel/Fax 0783 70306 - Cell. 339 6773628 - 339 1260519
E-Mail:  info@alteaillotto.it


L’Azienda Agricola Altea Illotto nasce nel 1992 da un’idea di Maurizio Altea e Adele Illotto, agronomi ed esperti degustatori di vino e di olio extravergine d'oliva, con l'obiettivo di fare prodotti di qualità con i metodi dell’Agricoltura Biologica. L’Azienda pratica la viticoltura e l’olivicoltura rispettivamente a Serdiana (CA) nella Sardegna meridionale e a Seneghe (OR) nella Sardegna centro-occidentale.
Maurizio così racconta: “La nostra passione per l’enologia inizia a concretizzarsi nel 1997 con la costruzione della cantina in modo da vinificare in proprio le uve dei nostri vigneti. Nel 2000 esce la nostra prima bottiglia. Nel 2004, Adele si laurea in viticoltura ed enologia e di conseguenza si occupa con maggiore impegno degli aspetti enologici dei nostri vini. Ho molta fiducia in lei, crede come me nei vini naturali, inoltre è bravissima nell’analisi sensoriale, e questo è molto importante se si vogliono fare dei vini di qualità. La motivazione che ci ha portato a diventare produttori è stata la nostra passione per i vini e la conseguente volontà di realizzare da noi i vini che avevamo in testa. L’obiettivo che ci siamo posti sin dall’inizio è stato quello di sviluppare un'agricoltura fortemente legata al territorio, di conseguenza i nostri vini derivano da vitigni autoctoni e da lieviti naturali, in quanto siamo convinti che anche i lieviti autoctoni contribuiscano all’espressione del territorio.
Nel comune di Seneghe, zona fortemente vocata per l’olivicoltura, produciamo un olio extra vergine d’oliva che noi amiamo molto per la sua intensità olfattiva e gustativa tipica degli oli di questa zona della Sardegna".



Serdiana Le campagne di Serdiana (CA) celebri per la loro vocazione alla coltivazione della vite ospitano i nostri vigneti, circondati da siepi d’assenzio e finocchio selvatico. Il comune di Serdiana a 20 km a Nord di Cagliari, a 171 mslm occupa la posizione più pianeggiante del Parteolla. Attorno al paese, basse colline accolgono piante di mirto, lentischio, querce, ginepri e olivastri. Nella valle di S'Isca Manna è possibile trovare numerose piccole sorgenti. Nel suo territorio è presente uno stagno salato, “Su Staini Saliu”, di grande interesse naturalistico, dove d’inverno sostano i fenicotteri, le avocette, i cavalieri d’Italia e le cui rive sono ricche di tamerici, di giunchi e d’erba corallina. A pochi chilometri dal paese c’è la chiesetta romanica di Santa Maria di Sibiola. Eretta nella prima metà del secolo XII dai Benedettini dell'ordine di San Vittore di Marsiglia, rappresenta un piccolo gioiello di architettura religiosa. Situata in una piccola altura, circondata da vigneti probabilmente fu un centro agricolo guidato dai monaci. Il centro abitato si è formato intorno alla chiesa parrocchiale e a quelli che erano i pozzi pubblici. Le case più antiche sono case a corte in mattoni crudi.  


 

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