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Maria Carta :: Regina del folk sardo, poetessa e attrice, scoperta da Morricone, la sua incantevole voce e la sua straordinaria bellezza hanno fatto il giro del mondo.

Cultura Sarda > Personalità Sarde
Maria Carta
Regina del folk sardo,
poetessa e attrice, scoperta da Morricone,
la sua incantevole voce e la sua straordinaria bellezza
hanno fatto il giro del mondo
Cantautrice (Siligo 1940 - Roma 1994). Dotata di straordinari mezzi vocali, dopo aver ottenuto giovanissima i primi successi cantando nelle piazze dei paesi sardi, nel 1958 si trasferì a Roma dove si perfezionò nel canto dedicandosi contemporaneamente allo studio della musica tradizionale. Frequento` il centro di studi di musica popolare dell’Accademia di Santa Cecilia. Allieva di Diego Carpitella e di altri maestri, iniziò a esibirsi al Folk Studio di Roma e applicando i risultati delle sue ricerche ai suoi eccezionali mezzi vocali, elaborò i brani e lo stile di canto che la resero famosa in tutto il mondo. Tra questi vanno ricordati il Deus ti salvet Maria, No Potho Reposare e Procurade e moderare, tratti da testi di poeti sardi dei quali rese una interpretazione inimitabile. Con gli anni la sua ricerca spaziò in tutti gli ambiti della poesia tradizionale. Memorabile un suo concerto al Bolscioi di Mosca. Nel 1980 fu al Festival di Avignone, nel 1987 cantò nella cattedrale di St. Patrick a New York. Nel 1988 fu in America Latina, nel 1989 cantò nella cattedrale cattolica di Amburgo. Grande successo ebbe anche all'Olympia di Parigi. Miss Sardegna nel 1957, ha sperimentato, si può dire, tutte le forme di spettacolo, a cominciare dal fotoromanzo. Ha partecipato a musical e ha recitato testi teatrali, come nella Medea di Franco Enriquez. Ha interpretato anche molti film di registi importanti, fra cui Il Padrino parte II di Francis Ford Coppola (1974), Cadaveri eccellenti di Franco Rosi (1975), Gesu` di Nazareth di Franco Zeffirelli (1975). Nel 1975 ha pubblicato anche la sua unica raccolta di liriche, Canto rituale, edito da Coines, prefazione di Raffaele Crovi: «Una piccola Spoon River di Sardegna, una vera e propria rivelazione», ha scritto Emanuele Garau in una compiuta biografia della cantautrice (Edizioni Della Torre, 1998). La sua discografia, al 1998, contava 25 dischi. Il suo paese le ha dedicato una Fondazione Maria Carta, che organizza importanti manifestazioni culturali. Purtroppo, al culmine della fama, fu vinta da un inesorabile male.


Maria Carta la colonna sonora della Sardegna.
Maria Carta la colonna sonora della Sardegna.
Museo su Maria Carta Siligo (SS) Foto: Salvatore Marceddu
Museo su Maria Carta Siligo (SS)
Museo "Maria Carta"
Dedicato a Maria Carta, musicologa, poetessa, attrice e sensibilissima interprete della musica popolare sarda, che più di ogni altro ha contribuito a far conoscere nel mondo. L'esposizione, su due livelli, due sale di 90 metri quadri ciascuna, è articolata in varie sezioni che illustrano, con foto, abiti di scena, cimeli e filmati, la sua molteplice attività. Si parte dalle vicende biografiche, dalla nascita a Siligo (1934) alla morte a Roma (1994), per un male incurabile affrontato con grande coraggio. La seconda sezione è dedicata alla sua carriera di cantante e musicologa. Straordinario contralto, Maria incontra la musica da bambina, cantando la messa. Col tempo matura un profondo interesse filologico per la musica popolare logudorese, ma anche barbaricina, gallurese e campidanese. Perfeziona le ricerche a Roma (dove si trasferisce nel 1958) presso il "Centro studi di musica popolare" dell'Accademia di Santa Cecilia. Riscopre ninne nanne, "gosos", "muttos" e canti gregoriani. Li rielabora ed interpreta in modo innovativo, con adattamenti a testi poetici sardi antichi e contemporanei, dando luogo a una ricca produzione discografica e ad un'attività concertistica di grande successo (Milano, Roma, Avignone, New York, San Francisco, Filadelfia, America Latina, Amburgo, Giappone, India, Australia, Parigi, Mosca, Tolosa). Nel 1990-91 è incaricata dall'Università di Bologna di tenere un corso sul metodo di raccolta dei canti. La terza sezione è dedicata a Maria Carta poetessa, la cui maggiore opera è "Canto rituale", 1975, una serie di componimenti su uomini, paesaggi, traumi e passioni della Sardegna. Sono presenti manoscritti inediti ed un prezioso filmato in cui l'artista interpreta alcune poesie. Le seguenti sezioni illustrano l'attività teatrale ("Medea", regia di Franco Enriquez, 1972; "Le memorie di Adriano", con Giorgio Albertazzi, regia di Maurizio Scaparro, 1989/90; protagonista nel ruolo di Santa Teresa d'Avila del musical di Franco Simone "A piedi nudi verso Dio", 1992) e cinematografica ("Il Padrino II" di Coppola, 1974; "Cadaveri eccellenti", di Rosi, 1976; "Gesù di Nazareth" di Zeffirelli, 1977; "Il camorrista”, di Tornatore, 1986; "Disamistade", di Cabiddu, 1988). Viene infine presentato il suo impegno politico come consigliere comunale a Roma per il PCI, tra la fine degli anni settanta e i primi anni ottanta del secolo scorso. Una foto la ritrae con Enrico Berlinguer, un'altra riporta commoventi riflessioni sulla fede scritte dall'artista, già minata dal male, dopo l'incontro con Giovanni Paolo II. Per apprezzare la figura dell'artista Maria Carta, il contesto sociale e culturale della Sardegna e le sue trasformazioni. Il pezzo forte consiste in abiti di scena, premi e riconoscimenti, foto, rassegna stampa originale, manoscritti, filmati e musiche.
Servizi Guardaroba, book-shop. Esistono monitor per la proiezione di musiche e immagini a ciclo continuo. Non sono presenti barriere architettoniche. L'accesso è facilitato da una piattaforma elevatrice.

Indirizzo: via Aldo Moro 1, 07040 Siligo.
Telefono e fax 079.837009
Gestione: Fondazione Maria Carta
Orari: dal lunedì al venerdì ore 10.00 - 13.00; 16.00 - 19.00. Sabato e domenica su richiesta.
Biglietto: gratuito e visita guidata
Sito internet: www.fondazionemariacarta.it
e-mail: fondazionemariacarta@mail.com

1976 - Foto tratta dal film Gesù di Nazareth di Franco Zeffirelli
Maria Carta 1976 - Foto tratta dal film Gesù di Nazareth di Franco Zeffirelli
1977 - Foto tratta dal film Cadaveri eccellenti di Francesco Rosi
Maria Carta 1977 - Foto di Alessandro Binarelli tratta dal film Cadaveri eccellenti di Francesco Rosi
FONDAZIONE MARIA CARTA:

La Fondazione Maria Carta nasce per valorizzare e promuovere la musica e la cultura tradizionale della Sardegna, patrimonio che la grande artista ha fatto conoscere e apprezzare fuori dai confini isolani.

Nella memoria dell’indimenticabile cantante la Fondazione intende favorire lo studio e la diffusione delle musiche e delle danze sarde di tradizione orale della cultura di cui è diretta espressione, anche in relazione alle dinamiche di sviluppo della società contemporanea, valorizzando le risorse culturali ed economiche dell’intera Sardegna.

Tali finalità verranno raggiunte con la realizzazione delle seguenti iniziative:

  • Creazione del Museo Maria Carta, per far conoscere la vita e l’opera della cantante;
  • Fondazione di un centro studi antropologici ed etnomusicali;
  • Organizzazione di rassegne, convegni e seminari sulle culture materiali e musicali e sulle tradizioni orali della Sardegna e dell’area mediterranea;
  • Pubblicazione di ricerche e tesi di laurea d’argomento antropologico-musicale;
  • Istituzione di un premio annuale che sostenga il progresso scientifico, culturale, artistico ed economico della Sardegna e dei sardi.
  • Manifestazioni in Italia e all’ Estero




La Fondazione Maria Carta viene costituita il 1° agosto 2002 con l’obiettivo di valorizzare e promuovere la musica e la cultura della Sardegna, patrimonio che l’artista ha fatto conoscere e apprezzare fuori dai confini isolani. Ha la sua sede a Siligo, piccolo comune nella provincia di Sassari in cui Maria Carta nacque e visse fino ai venti anni. L’ente nasce per iniziativa della famiglia dell’artista e del comune di Siligo. In un momento successivo aderiscono all’organismo la regione Sardegna, le università di Sassari e Cagliari, la provincia di Sassari e la camera di commercio del nord Sardegna. Rientrano tra le attività della fondazione l’organizzazione di seminari, convegni, concerti, attività culturali, la gestione stabile del museo “Maria Carta” e la realizzazione dell’omonimo “Premio” annuale. Il museo è suddiviso per sezioni tematiche e raccoglie foto, dischi, video, cimeli che ne evidenziano la molteplice attività artistica e la grande sensibilità.

Il “ Premio Maria Carta”, intende riconoscere il contributo dato alla società da soggetti, enti e istituzioni che con la propria attività hanno fatto conoscere e apprezzare l’arte e la cultura in Italia e nel mondo. Il nome dei premiati è individuato da un comitato scientifico di cui fanno parte artisti ed esperti.
Siligo piazza dedicata alla Cantante Poetessa Sarda Maria Carta
Maria Carta è nata a Siligo (SS) il 24 Giugno 1934. Ha unito un carattere forte e pieno di passione alle sue doti vocali. La sua carriera di artista a tutto tondo l’ha portata dal canto tradizionale alla ricerca musicologica e filologica sul campo, sia nel territorio che l’ha vista nascere, (Logudoro) che nelle zone limitrofe come Barbagia, Gallura, Campidano. La sua attività di ricerca – è stata, tra l’altro, docente a contratto di antropologia culturale all’Università di Bologna nell’anno accademico 1990/1991 – le ha permesso di raccogliere e conservare una grande quantità di canti tradizionali che, grazie a lei, sono sopravvissuti al trascorrere del tempo. In lei si sono felicemente incontrati il canto di memoria, erede della tradizione mediterranea pastorale e omerica, e la capacità di rivivere e rinnovare a ogni esibizione il pathos e la drammaticità della tradizione. Questi accenti umani e artistici hanno sedotto e appassionato il pubblico di tutto il mondo dove Maria Carta ha portato i canti della sua terra: dal Festival di Avignone (1980) alla cattedrale di St. Patrick di New York (1987), dalla cattedrale di St. Mary di San Francisco (1988), a Philadelfia, all’America Latina, alla cattedrale cattolica di Amburgo (1989). Dal Giappone all’India fino all’Australia, dalla basilica di San Severin all’Olimpya e al “Théâtre de la Ville” di Parigi, sino a Lione (tre stagioni teatrali 1986/1988). Ha portato i suoi canti anche al teatro “Bolshoj” di Mosca (1975). Maria Carta, oltre che appassionata cantante e musicologa, ha svolto attività di poetessa pubblicando nel 1975 il volume di poesie dal titolo “Canto rituale”, che include pensieri e componimenti poetici sulla cultura, il paesaggio e la gente di Sardegna. Il verso ha mutuato dalla musica e dalla concretezza degli scenari della gente sarda quel colore vivo e mai caricaturizzato di una terra antica, isolata, problematica e ricca di innumerevoli potenzialità. Maria Carta ha svolto anche attività cinematografica e teatrale recitando in “Medea” per la regia di Franco Enriquez (1976), ne “Le memorie di Adriano” (1989/1990) per la regia di Maurizio Scaparro e come protagonista nel ruolo di Santa Teresa d’Avila in “A piedi nudi verso Dio” (1992). L’attività cinematografica l’ha vista prendere parte a grandi produzioni: dal “Gesù di Nazareth” di Franco Zeffirelli al “Padrino parte II” di Francis Ford Coppola, dal “Camorrista” di Giuseppe Tornatore a “cadaveri eccellenti” di Francesco Rosi sino a “Disamistade” di Gianfranco Cabiddu, “Il reietto delle isole”, girato in India con Massimo Girotti e Segio Fantoni, e “La Cecilia”, del regista francese Jean Louis Comolli.

Accanto all’attività artistica Maria Carta ha profuso un importante impegno politico, essendo stata eletta consigliere comunale a Roma dal 1976 al 1981. Nel 1991 il Presidente Francesco Cossiga la nomina Commendatore della Repubblica.

Muore nella sua casa di Roma il 22 Settembre 1994.

 

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