Seui :: Situato al centro della Barbagia è famoso per la bellezza del suo territorio ricco di storia, cultura e tradizioni, nei dintorni del paese si segnalano grotte e cavità naturali, varie tombe dei giganti, domus de janas e sei nuraghi. - Le Vie della Sardegna :: Partendo da Sassari Turismo, Notizie Storiche e Attuali sulla Sardegna, Sagre Paesane e Manifestazioni Religiose, Cultura e Cucina Tipica Sarda, Monumenti da visitare, Spiagge e Montagne dell'Isola. Turismo in Sardegna, itinerari enogastrononici e culturali, suggerimenti su B&B, Agriturismi, Hotel, Residence, Produttori Prodotti Tipici, presenti nel territorio. Informazioni e itinerari su dove andare, cosa vedere, dove mangiare, dove dormire sul Portale Sardo delle Vacanze e dell'Informazione. Sardegna Turismo dove andare e come arrivare, tutte le notizie che vuoi conoscere sull'Isola più bella del Mediterraneo. Scopri sul Portale Le Vie della sardegna le più belle località turistiche dell'Isola e la loro storia, i personaggi illustri e di cultura nati in terra Sarda.

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Seui :: Situato al centro della Barbagia è famoso per la bellezza del suo territorio ricco di storia, cultura e tradizioni, nei dintorni del paese si segnalano grotte e cavità naturali, varie tombe dei giganti, domus de janas e sei nuraghi.

Località > Ogliastra
Il palazzo del Comune Seui Provincia dell'Ogliastra, informazioni turistiche e curiosità su Seui paese dell'Ogliastra famoso per l'evento festoso Su Prugadoriu del 30-31 ottobre e 1 novembre.
Seui
Situato al centro della Barbagia, Seui è famoso per la bellezza del suo territorio ricco di storia, cultura e tradizioni. Nei dintorni del paese si segnalano grotte e cavità naturali, varie tombe dei giganti, domus de janas e sei nuraghi. Nel centro storico sono presenti esempi di abitazioni in pietra scistosa con balconcini in ferro battuto e porte in legno intagliato.

Abitanti: 1432
Superficie: kmq 148,15
Municipio: via della Sapienza, 38 - tel. 0782 54611
Cap: 08037
Guardia medica: via Roma, 27 - tel. 0782 54642
Polizia municipale: via della Sapienza, 38 - tel. 0782 54611
Biblioteca: via Leopardi - tel. 0782 539007
Ufficio postale: via Roma, 254 - tel. 0782 54286

I tacchi e le falesie del Tonneri. Dal Centro Servizi della Foresta di Montarbu (dove è possibile il pernottamento) comincia la salita verso la più alta vetta del compendio demaniale: Pizzu Margiani Pubusa (punta volpe upupa) che dai suoi 1320 m offre uno spettacolare panorama che va dalla falesia del Monte Tonneri, alla Vallata del Flumendosa e il Gennargentu di Arzana a nord; alla zona di Perda Liana di Gairo ad est; alla foresta di Montarbu, di Taccu Mannu e i tacchi d’Ogliastra a sud; alla Barbagia di Seulo a ovest. Abbandonata la vetta, comincia la discesa lungo il sentiero escursionistico n.113, che dopo aver lambito l’ighiottitoio carsico di Su Stampu , 48 m di profondità, prosegue per S’arcu e Pirastu Trottu da dove una salita porta l’escursionista nel territorio di Gairo Sant’Elena in direzione della torre calcarea di Perda Liana, le falesie del Tonneri.
I tacchi e le falesie del Tonneri. Dal Centro Servizi della Foresta di Montarbu (dove è possibile il pernottamento) comincia la salita verso la più alta vetta del compendio demaniale: Pizzu Margiani Pubusa (punta volpe upupa) che dai suoi 1320 m offre uno spettacolare panorama che va dalla falesia del Monte Tonneri, alla Vallata del Flumendosa e il Gennargentu di Arzana a nord; alla zona di Perda Liana di Gairo ad est; alla foresta di Montarbu, di Taccu Mannu e i tacchi d’Ogliastra a sud; alla Barbagia di Seulo a ovest. Abbandonata la vetta, comincia la discesa lungo il sentiero escursionistico n.113, che dopo aver lambito l’ighiottitoio carsico di Su Stampu , 48 m di profondità, prosegue per S’arcu e Pirastu Trottu da dove una salita porta l’escursionista nel territorio di Gairo Sant’Elena in direzione della torre calcarea di Perda Liana, le falesie del Tonneri.

Veduta panoramica di Seui, informazioni turistiche storiche e tradizioni di questo pittoresco paese della provincia dell'Ogliastra.
Informazioni Turistiche e Curiosità su Seui

Le prime testimonianze scritte del paese risalgono al XIV secolo, sebbene il suo territorio fosse abitato sin dal III millennio a.C. Secondo la leggenda i primi abitanti furono gli Iliesi, compagni di Enea, i quali fuggiti dalla ormai distrutta Ilio (Troia), si stabilirono nell'isola. Nelle zone "Funtana mercusei", "Coili 'e genna cussa", "Santu Perdu", "Orburedu", "Genna 'e mori", "Ardasai", "Arduei" e "Cercessa", si trovano ancora oggi dei resti della civiltà prenuragica e nuragica. Tra i più significativi troviamo frammenti ceramici, resti di ossidiana e di rame fuso, "circoli tombali" costruiti con grosse pietre conficcate verticalmente sul terreno e disposte in circolo, tombe dei giganti simili a Dolmen, cioè formati da uno o più blocchi di pietra verticali che ne sorreggono uno o più orizzontali, pozzi sacri, nuraghi monotorre e polilobati (i più conosciuti sono quelli di Margiani pubusa, Sa lei, Funtana manna). La civiltà nuragica cessò di esistere nel momento in cui i romani penetrarono militarmente nella Barbagia. Nel 534 la Sardegna divenne bizantina e il territorio fu diviso in distretti chiamati Merèie, governati da uno Judex che stava a Calaris (Cagliari) e presidiati da un esercito che stava a Forum Traiani (attualmente Fordongianus), al comando di un Dux. Nel frattempo, invece, nelle Barbagie si creò un effimero regno indipendente, con tradizioni religiose e laiche sardo-pagane, di cui Ospitione fu uno dei sovrani. Dopo il declino della dominazione bizantina nell'isola e la successiva formazione dei giudicati, Seui è appartenuto al marchesato di Quirra, quindi al ducato di Mandas. In seguito il paese è passato, insieme al resto della Sardegna, sotto la dominazione del regno d'Aragona (dal 1233 al 1479) e di quello spagnolo (dal 1479 al 1708). In questi lunghi secoli le uniche attività economiche erano l'agricoltura e l'allevamento del bestiame praticate con sistemi arcaici. Inoltre, non esisteva la moneta come strumento di scambio. Nel 1708, a causa della guerra di secessione spagnola, il governo del regno di Sardegna passò di fatto nelle mani degli austriaci e nel 1718, col trattato di Londra, venne ceduta ai duchi di Savoia, principi del Piemonte. La storia di Seui è legata in parte alla miniera carbonifera di San Sebastiano, dove tra la fine dell'Ottocento e la metà del Novecento, si estraeva l'antracite, utilizzata per la vicina ferrovia. Nel 1901 la Sardegna venne divisa in due sole provincie e così Seui fece parte della provincia di Cagliari. Nel 1927 passò alla provincia di Nuoro e nel maggio 2005, con la costituzione delle nuove provincie, venne incluso in quella dell'Ogliastra. Riguardo l'origine del toponimo ci sono pareri discordanti. Alcuni studiosi affermano che derivi da "Seuli", poiché pare che il paese sia stato fondato da pastori seulesi. Un altro significato è "segum bubulum", gente che segue i buoi. L'archeologo Spano Giovanni sostiene che il nome di Seui derivi dalla lingua fenicia col significato letterale di "solitudine". Nel centro storico sono ancora presenti esempi di abitazioni in pietra scistosa con balconcini in ferro battuto e porte in legno intagliato, la cui lavorazione artigiana era abbastanza diffusa. Tra le varie costruzioni, le più caratteristiche sono il carcere spagnolo, attivo dal 1600 sino al 1975 come carcere mandamentale, la "Casa Farci" del 1800, aperta e inaugurata al pubblico nel luglio 2003, e la palazzina Liberty del 1905, in passato sede della società mineraria Monteponi, le quali fanno parte del percorso del Sistema Museale Seuese, e il palazzo municipale del 1877 che ospita la galleria civica. Gli oggetti esposti rappresentano una testimonianza tangibile degli usi e dei costumi delle tradizioni popolari, un legame intimo e profondo con un passato ricco di storia e di cultura. Altre costruzioni caratteristiche sono degli antichi sottopassaggi "Su porci". Tradizioni Tra le usanze più importanti del paese vanno citate quella legata alla festa di San Giovanni Battista, che consisteva nella preparazione di ''su cardamponi'', un pranzo collettivo a base di carne arrosto preparato dai pastori del paese e di altri prodotti della campagna. Questa viene accompagnata da celebrazioni religiose, di buon auspicio per la nuova annata. Un'altra usanza è legata alle feste invernali di San Sebastiano, di Sant'Antonio Abate e di Sant'Efisio, e consisteva nell'allestimento di falò in varie piazze del paese. "Su Scravamentu" è, invece, una tradizione religiosa che prevede la deposizione del Cristo dalla croce e la processione per le vie del paese.
Leggende e racconti popolari su Seui Tra i vari racconti popolari ricordiamo le leggende di "Su pascifera", pastore invisibile della selvaggina e protettore dei mufloni, e "Sa rutta 'e is diaulus", presunta porta dell'inferno al confine tra Seui e Ussassai, descritta dal Casalis nel "Dizionario geografico storico degli stati sardi". La leggenda di "Perdasarbas", narra che nel villaggio di San Cristoforo la gente era "mmala e ffrastimmada Deus e Nnostra Signora", per questo motivo Gesù Cristo le trasformò in pietre (G. Bottiglione, Vita Sarda, racconti). Infine, secondo un'altra leggenda, San Cristoforo, per espiare la sua pena per aver ucciso i genitori, fu costretto ad attraversare il fiume "erriu de Santu Cristolu" con in braccio un bambino, che altro non era che Gesù Bambino.
Territorio Seui è il più importante centro della Barbagia di Seulo, situato sulle pendici meridionali del Gennargentu, a 800 metri sul livello del mare. E' famoso per i suoi caratteristici paesaggi e i rigogliosi boschi. Il territorio che circonda il paese è ricco di sorgenti, di guglie e torroni calcarei, in gran parte montuoso e roccioso. Sono poche le zone coltivate e coltivabili, la maggior parte sono idonee al pascolo. Seui possiede un'isola amministrativa, "Orboredu", staccata dal resto del territorio e situata tra Esterzili, Escalaplano, Perdasdefogu e Ulassai. A circa 20 Km dal paese si trova l'oasi "Montarbu", area di estremo interesse paesaggistico e naturalistico, che ospita piante di vario genere e dà asilo a numerose specie di animali. A nord del centro abitato, a circa 4 km, in zona Fundu de Corongiu si trova la miniera di antracite e la "laveria", lo sfruttamento della quale ebbe inizio alla fine del 1800 per cessare nel 1959. Economia L'economia di Seui attualmente si basa sulla selvicoltura e l'allevamento, ma ultimamente si segnala una forte crescita dell'attività turistica.

Cascata Montarbu, la Foresta Demaniale di Montarbu è attraversata da numerosi corsi d’acqua tra i quali il più importante è naturalmente il Flumendosa, che costituisce il limite nord del Complesso Forestale. Altri corsi d’acqua, che sono a carattere perenne e traggono quasi tutti origine dal massiccio calcareo sono il rio Ermolinos, il rio Funtana d’Oru ed il Liscerzu. Numerose sono anche le sorgenti che sgorgano in grande abbondanza nell'area dei calcari; tra le più importanti ricordiamo le sorgenti di Funtana d'Oro, Strumpu Seidi, S'Orroli, Pirarba, Is Medduris, Nuletta, Middai e Funtana Dorada.
Cascata Montarbu, la Foresta Demaniale di Montarbu è attraversata da numerosi corsi d’acqua tra i quali il più importante è naturalmente il Flumendosa, che costituisce il limite nord del Complesso Forestale. Altri corsi d’acqua, che sono a carattere perenne e traggono quasi tutti origine dal massiccio calcareo sono il rio Ermolinos, il rio Funtana d’Oru ed il Liscerzu. Numerose sono anche le sorgenti che sgorgano in grande abbondanza nell'area dei calcari; tra le più importanti ricordiamo le sorgenti di Funtana d'Oro, Strumpu Seidi, S'Orroli, Pirarba, Is Medduris, Nuletta, Middai e Funtana Dorada.

Seui fontana di Goppulu, Seui turismo cosa vedere dove andare come arrivare.
Testi di Paolo Pillonca

Il territorio Seui sorge a un’altitudine di 820 metri sul mare e attualmente (autunno 2009) ha 1432 abitanti, meno della metà rispetto al 1960, quando il paese ne contava più di 3000, e perfino assai meno della popolazione rilevata da Vittorio Angius nel 1832, 1770 anime. Siamo di fronte a uno spopolamento graduale e finora irrefrenabile, iniziato dopo la chiusura della miniera di antracite, intorno al 1960. Appartiene alla nuova provincia di Ogliastra. Il suo territorio si estende per 14.820 ettari e confina a nord con Àrzana e Gàiro, a est con Ussàssai, Ulàssai e ancora Gàiro, a sud con Esterzili, a ovest di nuovo con Esterzili, Sàdali e Seùlo. La maggior parte di queste terre è soggetta al vincolo degli usi civici: il proprietario della terra non è il Comune, esclusivo amministratore del tutto, ma i cittadini residenti in parti uguali. In virtù di questo istituto secolare, il bene è inalienabile e non soggetto a usucapione. Si tratta in gran parte di terra calcarea ma non mancano scisti, graniti e basalti. Numerose le fontane nell’agro e all’interno dell’abitato. Le principali sorgenti calcaree sono Gersàdili – che alimenta l’acquedotto –, Nuleta che si riversa sul riu Macuta e S’Ìligi Ladu che sbocca nel riu Bacu de Piras. Tra le fonti scistose e granitiche, che danno acque leggere e limpide, da ricordare Funtana Manna, Scirinùlu e Bau de Lucheddu. Nel centro abitato le sorgenti più copiose sono Coli-Coli, Funtana de Scascia, Funtana de foras e Funtaniossu. I corsi d’acqua perenni sono a nord il Flumendosa, che delimita il confine con Arzana, a sud il Flumineddu; nella parte centrale confluiscono nel rio Cannas, le acque di San Cristoforo, di riu Ogliastu, Crocoladori e Bau Alìni. Numerosi i torrenti e i ruscelli. L’orografia del territorio segna la punta massima a settentrione, con Margiani Pubusa (1324 metri), appena sopra Montarbu (1294) e Andriotu (1232). A sud la cima dominante è Monti Lusei (1105 metri). La parte bassa, sempre a sud, registra le quote minime a Isca de ua (317 metri) e Flumineddu (230), nell’isola amministrativa di Orboredu, 800 ettari fra Esterzili ed Escalaplano. Rigogliosi di boschi i valloni e gli altipiani. La specie forestale d’elezione è il leccio, frequente la roverella, più rara la quercia da sughero. A Montarbu è presente il carpino. Estese le macchie di ginepro, fillirea, erica e corbezzolo. Attorno al paese è tuttora praticata la coltivazione del castagno, del nocciolo e del noce. Molti gli endemismi, nelle falesie del Tònneri. Diffusissime le erbe aromatiche: timo, elicriso, rosmarino e mentastro in misura maggiore. In netto calo è la coltivazione della vite, pure praticata su vasta scala fino a mezzo secolo fa.




Il nuraghe Ardasai comune di Seui, Seui Turismo come arrivare dove andare.
La preistoria Tra i monumenti megalitici preistorici del territoriro spicca il nuraghe di Ardasai (foto in alto), a 1050 metri, che domina la vallata del Flumendosa. Il nuraghe e le sue pertinenze sono da diversi anni oggetto di scavi diretti dalla Sovrintendenza di Sassari e Nuoro. Nella parte sottostante la torre si notano ancora le tracce del villaggio e, seppure semidistrutta, una Tomba di giganti. A monte della torre rimangono tracce di altri due nuraghi minori, nascosti da un fitto bosco di lecci. Un’altra torre, con villaggio, sorgeva ad Anulù, foresta di Montarbu. Sempre all’interno del demanio, a Cercessa, c’è un nuraghe monotorre e a Margiani Pubusa i resti di un’altra torre. Testimonianze di età nuragica si trovano a Pranu de Nanì e alle pendici del monte Alastria, dove si può ammirare una bellissima fonte di quel periodo. Nell’isola amministrativa di Orboredu restano tracce di due nuraghi, a Sa Cola e Ogliastu ’Entosu. Insediamenti nuragici non mancano neppure nella parte meridionale dell’agro, con le torri semidiroccate di Sa Lei e S’’Enna de s’Ómini.
La storia L’attuale centro abitato ha origini medioevali e nell’arco dell’ultimo trentennio, grazie alla cura degli amministratori e di gruppi culturali di universitari appassionati, per fortuna non ha subìto le devastazioni e i saccheggi che sono toccati, invece, a molti altri paesi sardi. Seui fece parte del Giudicato di Cagliari e nel 1258 fu assegnato ai Visconti. Alla loro caduta il paese entrò nel Regnum Sardiniae come feudo dei Carroz e, dopo varie vicissitudini, fu incorporato nel feudo di Mandas (1352). Nel Seicento acquistò importanza come curia di giustizia, diventando sede del carcere baronale. Nel 1821 divenne capoluogo di mandamento ed entrò nella provincia di Isili. Dal 1859 appartenne alla provincia di Cagliari ma nel 1927, con l’istituzione della provincia di Nuoro, fu assegnato al nuovo ente intermedio. Nella prima guerra mondiale i caduti di Seui furono 33 su 151 chiamati alle armi, nella seconda 12, con 15 mutilati.
Il paese Sull’origine del nome del paese, un tempo scritto Sehùi e oggi pronunciato in loco nel rispetto delle vocali e della consonante, è arduo sostenere ipotesi credibili. In qualche centro della Barbagia lo si chiama Siùi. Nell’ultimo trentennio il centro storico è stato oggetto di vari progetti di recupero – alcuni dei quali ancora in atto – e rappresenta uno dei motivi di maggior attrazione del paese. Il Comune ha acquisito gli edifici più significativi, tre dei quali ospitano le strutture museali della civiltà pastorale e mineraria, la casa natale dello scrittore Filiberto Farci, il vecchio carcere spagnolo e altre strutture private. Tre le scuole statali: elementari e materne, medie e liceo scientifico. Con la soppressione della pretura, Seui è sede del giudice di pace, di guardia medica zonale e di alcuni servizi periodici di medicina specialistica. Ha un ristorante-albergo con una ventina di posti letto, tre pizzerie, un agriturismo nel Tònneri e sette bed and breakfast. Nella foresta di Montarbu è possibile utilizzare alcuni bungalow. È collegato con Cagliari e l’Ogliastra mediante servizi di pullman; d’estate si rimette in funzione la linea ferroviaria ( inaugurata nel 1894) Cagliari-Arbatax.

Seui nuraghe Cercessa informazioni storiche e turistiche.
Montarbu la vecchia stazione di Anulu comune di Seui Ogliastra
Seui oasi naturalistica di Montarbu vegetazione endemica nella punta Margiani Pubusa.
L’economia e la società L’attuale patrimonio zootecnico conta 3500 ovini, 4331 caprini, 622 bovini e 19 equini. Nettissimo il calo: per averne un’idea basta riferirsi alla consistenza del bestiame ai tempi di Vittorio Angius quando, fra il 1832 e il 1846, l’abate registrò a Seui 1000 bovini, 7000 capre, 10.000 pecore, 1200 maiali e 500 cavalli, 340 buoi e 220 asini domati. Non censiti i suini, a causa della reiterazione di focolai di peste classica e africana. Nel complesso, comunque, l’allevamento del bestiame resta il fondamento dell’economia paesana e coinvolge una cinquantina di addetti, oltre a nuclei minori di allevatori a tempo definito. La seconda fonte di reddito viene dai salari degli operai di Montarbu e Scirinùlu, i due nuclei di foresta demaniale: 36 nel primo, 12 fissi e 58 stagionali nel secondo. Di notevolissimo rilievo la consistenza della selvaggina, grazie soprattutto alla presenza di alcune aree protette estese per diverse migliaia di ettari affidati all’Ente Foreste: mufloni, cinghiali, cervi, dàini, aquile, falchi, pernici, lepri, conigli, volpi, donnole, martore. Questo patrimonio incalcolabile costituisce una potente attrattiva turistica anche fuori stagione, quando le scolaresche, sarde e non, fanno tappa a Montarbu insieme con gruppi di turisti anziani provenienti da tutta Italia e sempre più spesso anche dall’estero. Seui conserva le usanze tipiche del pastoralismo, prima fra tutte la solidarietà umana alle persone bisognose di aiuto, in occasione di malattie gravi, lutti e altre evenienze negative. Le feste, poi, sono ancora occasioni intensamente sentite di ritrovi comunitari nel senso più pregnante del termine, oltre che di ospitalità ai forestieri. Le relazioni esterne più consolidate riguardano Cagliari, meta preferenziale di emigrazione per chi si dedica alle attività commerciali (bar e ristoranti soprattutto). Esiste ancora nel capoluogo una copiosa colonia di seuesi immigrati di prima, seconda e terza generazione valutabile nell’ordine di diverse migliaia.
Le tradizioni A Seui si parla una varietà di sardo campidanese che si potrebbe definire di montagna. La parlata seuese non registra le particolarità fonetiche più tipiche del campidanese di pianura (assimilazioni fra consonanti, caduta di intervocaliche e metatesi). Al contrario, rispetta la radice dei lemmi e fra i relitti lessicali conserva termini gergali dell’ovile di chiara genesi logudorese, analizzati negli anni Sessanta del Novecento dal linguista Michele Contini. Il costume tradizionale è semplice. Quello maschile non ha peculiarità di rilievo. L’abbigliamento femminile è più ricco e utilizza la seta nel fazzoletto (su mucadori), nel giacchino (su giponi) e nel grembiule (su deventali), la lana nella gonna (sa ’unnedda), il cotone ricamato a filet nella camicia (sa camisa) e il tibet nello scialle (su sciallu). Di particolare interesse l’abito da sposa (bestiri de còia) con il manto rosso in panno (su mantu) provvisto di una catena in argento (su giunchigliu) e il corpetto in broccato policromo. Il costume paesano è di nuovo orgogliosamente esibito nelle feste dal gruppo folk ‘Santa Lucia’, nato trent’anni fa e presente, oltre che nelle sagre locali, nei maggiori raduni della Sardegna come il Redentore e Sant’Efisio. Le feste principali, tutte campestri tranne San Giovanni (24 giugno), nella chiesetta a lui dedicata nel rione omonimo della parte alta del paese, e l’Assunta (15 agosto), nella chiesa parrocchiale di Santa Maria Maddalena, sono: San Cristoforo (prima domenica di giugno) nel santuario montano poco distante dal nuraghe di Ardasai, Santa Lucia (prima domenica di luglio) nella chiesa della zona omonima a valle del centro abitato, La Madonna del Carmelo (terzo fine-settimana di luglio) sul monte Arcuerì, San Sebastiano (ultima domenica di agosto) nel santuario a poca distanza dalla vecchia miniera di antracite, ricostruito grazie ai volontari una quindicina di anni fa. L’unica festa invernale all’aperto è quella in onore di Sant’Antonio Abate, ricordato a metà gennaio con i falò di piazza che coinvolgono l’intera popolazione.
Personaggi illustri Tra i seuesi illustri vanno ricordati lo scrittore Filiberto Farci (1882-1965: la scuola media porta il suo nome); i fratelli Augusto (1879-1968) e Attilio Bìssiri (1891-1978), successivamente emigrati negli Usa dove il primo si distinse nella progettazione di impianti d’avanguardia per la sicurezza ferroviaria, il secondo in ricerche chimiche sperimentali (il liceo scientifico è dedicato a entrambi); Demetrio Ballicu (1892-1985), medico storico del paese che resse la condotta per quattro decenni, dal 1922 al 1962 (a lui è stata dedicata di recente la Biblioteca comunale); il colonnello Rinaldo Loi (1894), caduto sul fronte africano di Amba Ghiorghis nel 1940 (da mezzo secolo la piazza centrale del paese ha il suo nome) e Benigno Deplano (1922- 1991), intellettuale brillante e polemista acuto, poeta, saggista, dirigente politico e primo sindaco comunista di Seui nel 1957, che il Comune si prepara a ricordare nel 2011, a vent’anni dalla morte.

Come arrivare

Il trenino arriva direttamente a Seui.

In auto:
  • da Cagliari si percorre la SS 131 sino allo svincolo sulla SS 128 per Senorbì. Si prosegue per il bivio di Isili immettendosi poi sulla SS 198 per Seui.
  • da Sassari si percorre la SS 131 arrivando allo svincolo della SS 537 per Nuoro, proseguendo lungo la SS 389 direzione Villagrande Strisaili, continuando verso Gairo, Ussassai per poi arrivare a Seui.
  • da Oristano si percorre la SS 131 arrivando allo svincolo della SS 537 per Nuoro, proseguendo lungo la SS 389 direzione Villagrande Strisaili, continuando verso Gairo, Ussassai per poi arrivare a Seui.
  • da Nuoro si percorre la SS 389 direzione Villagrande Strisaili, continuando verso Gairo, Ussassai per poi arrivare a Seui.

Festa della Madonna del Carmine di Seui
Feste e Manifestazioni a Seui


Gennaio

   16 gennaio: Is Fogoronis sant'Antonio Abate.
   19 gennaio: Is Fogoronis San Sebastiano

In onore di questi santi si fanno is fogoronis (falò). In ogni vicinato il diciasette e il ventuno, al calar della sera, le famiglie si riuniscono intorno ai fuochi. Si consumano cibi caratteristici: castangia a orrostu, patata a buddiu, ciggiri e fa cun lardu, coccoeddasa…
I più giovani "visitano" tutti i falò e li saltano per propiziarsi salute e fortuna.

Aprile

   Venerdì 18 Aprile 2014: "Su Scravamentu".
   Domenica 20 Aprile 2014: "S'Incontru"

Giugno

   31 maggio  e 1 Giugno 2014: San Cristoforo
   28 e 29Giugno: San Giovanni Battista, Su Cardamponi



Luglio

   5 e 6 Luglio: Santa Lucia
    18-19-20 Luglio: Festa della Madonna del Carmelo (Su Cramu)

Agosto

   2-3 Agosto: S.Sebastiano
   14 e 15 Agosto: Ferragosto seuese

Settembre

   15 Settembre: S.Barbara

Novembre

   31 Ottobre - 1-2 Novembre: Su Prugadoriu

Su Prugadoriu Nuscus e Saboris Antigus 30-31 ottobre e 1 novembre
SU PRUGADORIU
Nuscus e Saboris Antigus
30/31 Ottobre e 1 Novembre 2017
XXI EDIZIONE
Tre giorni di festa nel suggestivo centro storico di Seui, alla riscoperta di tradizioni, antichi mestieri, sapori e profumi dei prodotti tipici locali. Degustazioni, prodotti tipici e artigianali, maschere sarde, spettacoli musicali itineranti, rappresentazioni teatrali, proiezioni, convegni, visite al percorso museale seuhiense, mostre. Un ambiente pressoché intatto, fanno da contorno una serie di iniziative che rievocano le peculiarità di questa ricorrenza legata al culto delle anime. La festività rappresenta un'importante occasione per presentare il meglio della tradizione artigianale locale sia culinaria che delle antiche professioni. Verranno allestiti negli antichi mangasinus degli spazi espositivi e delle lavorazioni artigianali tipiche del territorio della Barbagia di Seulo.



Sarà possibile inoltre assistere in loco alla creazione dei manufatti artigianali. Ampio spazio verrà dedicato alla tradizione culinaria attraverso la presentazione dei prodotti tipici seuesi quali i rinomati culurgionis e civargeddu prenus. Nei tre giorni di festa si potranno degustare il prelibato vino seuese, le castagne e le patate arrosto, visitare i musei, partecipare ai laboratori per la realizzazione dei prodotti artigianali, escursioni naturalistiche.


DOVE DORMIRE A SEUI

  • “A Domu de Nonna” di Maddalena Anedda, Via Cavour 61, tel. 0782 54707
  • “Antico Borgo” di Daniela Meloni, Via Cavour 42, tel 0782/54365 – cell. 339/7886397
  • “La Rosa Gialla” di Angioletta Deplano Via S. Giorgio 83, tel 0782/54262 – cell. 320/8387450
  • “Ponti de Bocci” di Fabiana Boi, Via S. Giorgio 163, tel 0782/54551 – cell.3491326751
  • Sulis Luigia Via S. Elia 3,  cell. 3735079461
  • Zia Lina Via Plebiscito 20, tel 0782 54378 -  cell. 349/6924838 -
  • Mascia Barbara Via Roma 184,  tel 0782/54340
  • B&B Cannas Salvatore, cell. 339/4417730
  • B&B Stricci,  tel 0782/539014 cell. 328/7180937
  • B&B Sogni tra i boschi,  tel 0782/54591 - 0782/54364 -  Anna Deidda cell.328/4462206 - Paola Deidda cell.329/5408701
  • B&B "Su Ferreri" di Deidda Candida, tel. 328/283637
  • B&B "Su Ferreri" di Deidda Candida, tel. 328/2836379 o 0782-54756
  • B&B “Barrosu” di Puddu Angela tel. 329/3532437
  • B&B “Per de fa” di Melis Angela, tel 328/0270087
  • Bungalow Montarbu



DOVE MANGIARE A SEUI

  • Pizzeria Trattoria "Degli Amici" tel. 0782/54447
  • Trattoria Pizzeria di Salvatore Mascia tel 0782/54636
  • Ristorante Sa Mamulada 0782/54614 - 320.9681517
  • Trattoria, Pizzeria, rosticceria di Gino Mascia  Telefono: 0782/54340


*Lungo il Centro Storico saranno predisposti diversi punti di ristoro dove si potranno degustare i menù tipici, le castagne, le patate e il vino seuese.


DA VEDERE A SEUI
Percorso Museale Seuhiense: Galleria Civica, Palazzina Liberty, Carcere Spagnolo, Casa Farci, Omu de sa Maja – Gestione Cooperativa S’Eremigu tel 0782539002 – www.museiseui.eu –eremigu@tiscali.it

  • Mostra del costume sardo seuese c/o Palazzo Comunale
  • Chiesa Santa Maria Maddalena – Chiesa San Giovanni
  • Mostra del Trenino “Fedeli alla “Lenia” c/o Palazzina Liberty e Fabbrica di Kimbe
  • Mostra naturalistica curata dall’Ente Foreste c/o ex salone del cinema
  • Mostra didattica di promozione dell’editoria sarda realizzata dalla casa editrice Domus de Janas
  • Parco Archeologico Ardasai
  • Foresta di Montarbu
  • Centro Storico


Laboratori prodotti tipici: is culurgionis, su civargiu, su civargeddu prenu, torrone e tanti altri.
Laboratori artigianali: s'arrasoja seuese, legno, pelle, bronzo / argilla, telaio, cestini e tanti altri.


DA FARE A SEUI
  • Escursione Geologico – Naturalistica Tour 4 x 4  - 1 novembre orari di partenza dalla P.zza Rinaldo Loy  dalle ore 10.00 alle 18.00 -  con guida turistica a bordo  percorso Corongiu miniera di antracite - Monte Taddì – Ardasai – Arcuerì – Seui .  Per informazioni  e /o prenotazioni. tel. 070.7326371, cell. 340.5380123  - info@lugori.com
  • Escursioni sportive naturalistiche località Gennìacca e/o foresta Montarbu , Arcuerì, S’Iligi ‘e Canali, Su Passu Malu automuniti con partenza da Seui alle 10.00 e rientro alle 17.00. Per informazioni Escursioni Sportive e Speleologiche di Moi Marcello cell. 3398960241 – moimarcello@libero.it  sito www.sardegnadentro.it


Ajò in pullman a... SEUI
per Su Prugadoriu 2017

Anche quest'anno faremo rotta a Seui per una manifestazione ritenuta da tutti tra le più belle e suggestive della Sardegna, Su Prugadoriu! La festa richiama alla memoria l’usanza dei bambini di andare per le case chiedendo un’offerta per le anime del Purgatorio, al fine di alleviare le loro pene (una sorta di Halloween ante litteram in salsa sarda!). Ma l'altro nome della manifestazione è "Nuscus e saboris antigus", perché sarà possibile visitare gli antichi "magasinus" dove degustare e bere le bontà locali e ammirare le lavorazioni artigianali. L’atmosfera che si vive è quella del borgo medievale, fino a sera tra luci soffuse e antiche tradizioni; il tutto accompagnato da mostre, escursioni, laboratori e musica per le strade.



PROGRAMMA:
  • partenza mercoledì 1 novembre da Cagliari (parcheggi ex Hotel Mediterraneo) h11
  • rientro a Cagliari previsto per le h23 circa

Possibili fermate speciali: CAPOTERRA, CORTE DEL SOLE, MONASTIR, SENORBI' (maggiori info)

QUOTA:
- 18€ fino al 23 ottobre (dopo 23€)

INFO (anche WhatsApp):
328/9053599 Nicola (orario 15.00-20.00) - 347/2594854 Enrico (orario 10.00-15.00)



Per informazioni:
Comune di Seui tel 078254611 (interno 1 o 2) - fax 078254363
Ufficio Culturale tel 3428256172
Durante la manifestazione in piazza Rinaldo Loy sarà allestito un infopoint.


* Se prenoti avvisa che arrivi dal Portale "leviedellasardegna.eu"

Maschere Tipiche di Seui.
Seui vicolo del centro storico
Miniera di Corongiu
Come arrivare Seui si raggiunge dalla SS 125 (Orientale Sarda) svoltando per Jerzu e proseguendo in direzione di Gairo e quindi di Ussassai, oppure imboccando la SS 198 a N di Mandas. L'insediamento industriale è situato nel fondo valle alla periferia del paese, in mezzo alle foreste di Montarbu che fornivano il legno per la forza motrice, utile alla lavorazione del minerale.



Descrizione La miniera di antracite fu inizialmente affidata a privati per passare alla società Corr'e boi nell'ultima parte dell'Ottocento, favorita dalla costruzione della ferrovia Cagliari-Arbatax. Dopo alterne vicende la miniera fu dichiarata fallita nel 1959. L'edificio più significativo è la laveria di San Sebastiano in prossimità della strada ferrata, al di là di un ponte in pietra, e si sviluppa su tre piani con altrettanti fabbricati uniti fra loro: una torretta sul lato s. con aperture a due e tre luci separa da pilastrini, un corpo centrale sul quale si ripetono ampie finestre ed un edificio più basso. In particolare nella torretta sono visibili sobrie decorazioni tra Liberty e Art Déco, mentre le lesene angolari presentano fasce bicrome. Sui rilievi circostanti sono le piccole abitazioni e i cameroni per le famiglie e per i minatori scapoli, mentre gli edifici di servizio come il laboratorio e la polveriera sono collocati più in alto. La miniera fa parte del Parco Geominerario, Storico e Ambientale della Sardegna, riconosciuto dall'UNESCO. Storia degli studi La miniera è compresa in varie pubblicazioni di archeologia mineraria in Sardegna. Bibliografia S. Mezzolani-A. Simoncini, Paesaggi e architetture delle miniere, Nuoro, 1993, pp. 291-293.



Miniera di Fundu e’ Corongiu
Trattando dell’archeologia mineraria di Seui non può che farsi riferimento alla miniera di Fundu e’ Corongiu, unico giacimento di antracite presente in Sardegna e uno dei pochi esistenti in Italia. La miniera di antracite di Corongiu è situata a pochi chilometri dal paese. Essa è disposta in un’area denominata Fundu e’ Corongiu- San Sebastiano in prossimità della linea ferroviaria delle Ferrovie Complementari della Sardegna che, nel lontano 1894, fu costruita appositamente in quel luogo per strappare all’isolamento l’intera zona e per consentire lo sviluppo della miniera. La denominazione Fundu e’ Corongiu, deriva da “fondo” ma anche da “terra chiusa” da un Corongiu, ossia da una roccia; infatti la miniera di cui parliamo si trova in un terreno nelle vicinanze di una parete rocciosa a picco.
La scoperta del giacimento di antracite è da attribuirsi a Lamarmora che nel corso dei suoi viaggi in Sardegna rimase incuriosito da una leggenda popolare della zona che raccontava di pietre nere capaci di emanare calore e di bruciare.
Questi recatosi nella località indicatagli dagli abitanti di Seui trovò le pietre nere, l’antracite appunto, era il 1827. Da subito vennero disposte le analisi del carbonfossile rinvenuto. I primi scavi iniziarono nel 1838 e nel 1870 iniziò l’attività estrattiva; sei anni più tardi dopo un attento esame del minerale si stabilì l’assoluta eccellenza dell’antracite coltivata a Corongiu.
La miniera di Corongiu è  rimasta attiva dal 1870 al 1958. Durante questi anni si susseguirono tre diverse gestioni. Dopo la legge del 1859 che sanciva la proprietà statale del sottosuolo la miniera venne data, dal 1886 al 1900, inconcessione alla Società Genovese delle Miniere e alla Società Generale; dal 1900 al 1938 subentrò nella gestione e sfruttamento del giacimento la Società Monteponiche si serviva dell’antracite della miniera di Corongiu come combustibile per il trattamento dello zinco estratto ad Iglesias; dal 1938 al 1958 la concessione venne invece affidata alla Società Veneto-Sarda. Senz’altro più difficile è stata la gestione della miniera nel periodo antecedente il 1886.
Si è trattato per lo più di concessioni affidate a privati che per mancanza di fondi si trovarono costretti ad interrompere ogni attività. Le maggiori difficoltà e gli scarsi investimenti, in realtà, erano da ascriversi all’eccessivo isolamento della zona che rendeva difficile, e fino al 1894 praticamente impossibile, ed economicamente poco vantaggioso, il trasporto del materiale estratto verso i porti dell’isola. Nel primo periodo della sua esistenza (1887-90)la miniera di Corongiu occupava mediamente sei  operai, si trattava per lo più di  piccoli agricoltori e pastori del luogo (fonte: www.minieredisardegna.it). La presenza della miniera, negli anni della sua attività, ha cambiato il volto al paese di Seui sia dal punto di vista economico che dal punto di vista sociale consentendone il passaggio da un’economia rurale ad un’economia industriale. Infatti, per un verso essa frenava il fenomeno migratorio e dall’altro costituiva per la povera gente del luogo l’occasione per sviluppare una coscienza sociale e per acquistare una visibilità e una consapevolezza di classe. In questa miniera, tuttavia, le condizioni di lavoro degli operai erano precarie e le retribuzioni molto basse.
Non pochi furono i casi di infortunio e di morte. Di ciò fu testimone dal 1922 al 1962 il dottor Demetrio Ballicu, medico condotto di Seui, cui spettava il dovere di rispondere alle chiamate dalla miniera a qualsiasi ora del giorno o della notte. Egli stesso scrisse: “Parecchi di loro che formano non un gruppo  sparuto ma una nutrita falange si trascinano, miseri ruderi umani, tristi con passo malsicuro e titubante sotto il peso non degli anni ma degli acciacchi e delle sofferenze causate dalla funesta silicosi, mentre il mio cuore pulsa con regolarità fisiologica e i miei polmoni respirano a pieno regime. Non voglio, non posso dimenticare queste vittime del lavoro. Li terrò  sempre presenti nella memoria insieme con altri minatori i quali in condizioni di completa efficienza fisica perirono sfracellati, schiacciati dalle frane nelle miniere di Corongiu."

"In un periodo gli  infortuni nelle gallerie di quella miniera si susseguirono con ritmo pauroso, tanto impressionante che i familiari di una delle vittime, nel parossismo della costernazione, fecero scolpire sulla lapide del loro congiunto una scritta che incute orrore e induce a  meditare": “L’ha ucciso la miniera assassina”.

Laboratori artigianali e dei prodotti tipici di Seui
 

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