Atzara :: paese “speciale” dove il vino scorre a fiumi e disseta tutti i paesi del circondario ed anche altri lontani, vino profumatissimo di mille essenze che in questa luce ha inebriato tanti pittori sardi e stranieri. - Le Vie della Sardegna :: Partendo da Sassari Turismo, Notizie Storiche e Attuali sulla Sardegna, Sagre Paesane e Manifestazioni Religiose, Cultura e Cucina Tipica Sarda, Monumenti da visitare, Spiagge e Montagne dell'Isola. Turismo in Sardegna, itinerari enogastrononici e culturali, suggerimenti su B&B, Agriturismi, Hotel, Residence, Produttori Prodotti Tipici, presenti nel territorio. Informazioni e itinerari su dove andare, cosa vedere, dove mangiare, dove dormire sul Portale Sardo delle Vacanze e dell'Informazione. Sardegna Turismo dove andare e come arrivare, tutte le notizie che vuoi conoscere sull'Isola più bella del Mediterraneo. Scopri sul Portale Le Vie della sardegna le più belle località turistiche dell'Isola e la loro storia, i personaggi illustri e di cultura nati in terra Sarda.

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Atzara :: paese “speciale” dove il vino scorre a fiumi e disseta tutti i paesi del circondario ed anche altri lontani, vino profumatissimo di mille essenze che in questa luce ha inebriato tanti pittori sardi e stranieri.

Località > Nuoro
Atzara abito tradizionale foto d'epoca
Atzara  prospetto della chiesa parrocchiale di Sant'Antioco primi del novecento. Atzara cosa vedere e dove andare informazioni turistiche e storiche.
Atzara
Atzara è situato nel Mandrolisai, conserva diverse tradizioni legate alla storia della Sardegna. Il centro storico mantiene ancora il connotato di borgo medievale, con la bella chiesa gotico-aragonese di Sant'Antioco Martire. L'economia del paese è basata sulla produzione di ottimi vini, soprattutto rossi, e tappeti di pregiata fattura. Atzara è un paese di origine medievale che conserva l'originario tessuto urbano, celebre per la luce e i colori delle sue campagne che hanno ispirato nella prima metà del secolo numerosi pittori. Da vedere la chiesa di Sant'Antioco, gotico-aragonese, risalente al XV secolo che custodisce due antichi altari lignei opera di intagliatori locali, una statua lignea della Vergine (XVI sec.) e argenterie cinquecentesche. Paese di vigne e frutteti in cui si produce la gran parte dell'uva che darà vita allo squisito Mandrolisai, Atzara ha una grande tradizione nella tessitura: i suoi tappeti sono fra i più rinomati dell'isola. Rinomata la tradizione dolciaria: is bucconettes (a base di mandorle dolci), sa tumballa 'e Latte (a base di caffè e rum), su gattou (a base di mandorle dolci e zucchero), sa pan' è saba (a base di sapa).

Popolazione: 1300 abitanti (al 2002)
Densità: 36,6 per kmq
Altitudine: 553 m. s.l.m.
Superficie: 35,81 Kmq
Provincia: Nuoro
Municipio: via V. Emanuele, 37 - tel. 0784 65205 - fax 0784 65380
Guardia Medica: (Sede di Sorgono) Via De Castro Tel. 0784 60285
Associazione Volontari Soccorso: Vico Oristano Tel. 0784 65219
Biblioteca: via La Marmora, 1 - tel. 0784 659007
Protezione civile: Via Dante Tel. 0784 65138
Ufficio postale: Via Oristano, 6 Tel. 0784 65269

DOVE MANGIARE E DOVE DORMIRE AD ATZARA
RISTORANTE-PIZZERIA "AL VECCHIO MULINO" Via Regina Elena, 3 Tel. 0784 65400
AGRITURISMO "SU ZEMINARIU" Loc. Su Zeminariu Tel. 3713584833
AFFITTACAMERE "S'ARGIOLA" DI PIERLUIGI CORONGIU Via Antioco Demelas Serra, 25 - ATZARA (NU) Tel. 3491354823

Atzara è situato nel Mandrolisai, conserva diverse tradizioni legate alla storia della Sardegna. Il centro storico mantiene ancora il connotato di borgo medievale, con la bella chiesa gotico-aragonese di Sant'Antioco Martire. L'economia del paese è basata sulla produzione di ottimi vini, soprattutto rossi, e tappeti di pregiata fattura. Atzara è un paese di origine medievale che conserva l'originario tessuto urbano, celebre per la luce e i colori delle sue campagne che hanno ispirato nella prima metà del secolo numerosi pittori. Da vedere la chiesa di Sant'Antioco, gotico-aragonese, risalente al XV secolo che custodisce due antichi altari lignei opera di intagliatori locali, una statua lignea della Vergine (XVI sec.) e argenterie cinquecentesche. Paese di vigne e frutteti in cui si produce la gran parte dell'uva che darà vita allo squisito Mandrolisai, Atzara ha una grande tradizione nella tessitura: i suoi tappeti sono fra i più rinomati dell'isola. Rinomata la tradizione dolciaria: is bucconettes (a base di mandorle dolci), sa tumballa 'e Latte (a base di caffè e rum), su gattou (a base di mandorle dolci e zucchero), sa pan'è saba (a base di sapa).
Informazioni Turistiche e Curiosità su Atzara
Delizioso borgo di origine medievale, Atzara fu fondato probabilmente intorno all'anno Mille dagli abitanti di tre vicini villaggi. La tradizione vuole che che il primo insediamento si trovasse in località Bigia 'e josso, nei pressi di una fonte. Il paese conserva tutt'ora l'originario tessuto urbano di epoca catalana, con le tipiche architetture basse realizzate in granito, con le soffitte coperte da travi di quercia. Alcune case poi presentano graziose decorazioni a scalpello sulle cornici delle porte o delle finestre. I rioni più antichi sono Su frusci, Sa Cora Manna, Su Cuccuru de Santu Giorni, Montiga 'e Susu, Lodine, Zuri e Montica 'e josso. Atzara è oggi un ridente centro agricolo del Mandrolisai, che si distende in un paesaggio ricco di boschi e colli coltivati a frutteti e soprattutto a vigneti, dai quali si ottiene, con tecniche tradizionali, il famoso vino nero "Mandrolisai", destinato per lo più alla cantina sociale di Sorgono. Più volte rappresentata, Atzara è famosa per la luce e i colori dei suoi paesaggi, oltre che per la particolarità del suo abito tradizionale femminile, col caratteristico copricapo Sa Tiagiola, divenuto protagonista delle opere dei grandi pittori sardi della prima metà del Novecento. Il paese ha infatti ospitato nelle sue stanze gli studi dei pittori spagnoli costumbristi Eduard Chicharro e Antonio Ortiz Echagüe, cui seguirono i sardi Antonio Ballero, Filippo Figari, Giuseppe Biasi, Mario Delitala, Carmelo Floris e Stanis Dessì. Questi grandi artisti sono tutt'ora presenti e vivi grazie all'allestimento nel centro storico del Museo di Arte Moderna e Contemporanea "Antonio Ortiz Echagüe", che ospita loro importanti opere. Merita una visita anche la parrocchiale di Sant'Antioco, un pregevole esempio di architettura gotico-catalana risalente alla fine del XV secolo. La caratteristica facciata, a terminale piatto merlato, è ornata da un bel rosone trachitico; all'interno sono poi ospitati due begli altari lignei di età barocca e una statua di Madonna con bambino risalente alla seconda metà del XVI secolo. Un'altra chiesa da visitare è Santa Maria Bambina, di fattura romanica e probabilmente la più antica della zona, che si trova sulla strada antica per Belvì. Il territorio è poi costellato di diverse emergenze preistoriche: domus de janas, alcune tombe dei giganti, dei nuraghi, tra cui quello di Abba Gadda, tutt'ora in buono stato di conservazione. Molto raffinata è la tradizione tessile atzarese, che fa sì che i tappeti del paese siano tra i più rinomati dell'isola, così come i suoi costumi tradizionali. Tra le sagre ricordiamo a maggio quella del vino, che si svolge in concomitanza con la Festa di Sant'Isidoro. Il 13 novembre viene invece festeggiato il patrono Sant'Antioco. In passato in quest'occasione arrivavano in paese numerosi forestieri, cui veniva offerto Su pane 'e sapa, vitto e alloggio. Venivano preparati due tipologie di pane, uno detto "fioriu" con noci, nocciole e mandorle, l'altro con sola uva passa per i poveri di passaggio.

Le Feste le Sagre e gli Eventi Religiosi ad Atzara
Le Feste le Sagre e gli Eventi Religiosi ad Atzara

Riti religiosi
13 Novembre, Sant’Antioco. Sant’Antioco è il patrono di Atzara. Un tempo la festa in onore del Santo Martire era la festa più importante dell’anno. Arrivavano ad Atzara numerosi forestieri che si trattenevano per alcuni giorni, alcuni per settimane. Veniva data loro Su Pane ‘e Saba, vitto e alloggio Anche i bisognosi giungevano ad Atzara, chiedevano l’elemosina. Si preparavano due tipi di pane ‘e sapa, uno fioriu, cioè ricco di noci , nocciole e mandorle, un altro solo con l’uva passa che veniva offerto ai poverelli di passaggio. Questa festa per le famiglie non ere solo un divertimento ma comprendeva la fatica di accudire gli ospiti. Per questo motivo si cantava: “Santu’A ntiogheddu meu devotu , bettae un’abba lena lena, chi non bengiada gente angena”. Ancora oggi la ricorrenza è molto sentita e partecipata da tutta la popolazione locale che si stringe in un ideale affetto collettivo al suo Santo Patrono, durante la processione per le vie del centro storico e la Santa Messa. Atzara e gli atzaresi mantengono viva la tradizione di festeggiare il Santo con Su Pane ‘e Saba, preparato nei giorni precedenti la festa dalle donne del paese e dal comitato promotore dei festeggiamenti e distribuito a turisti e residenti.



29 novembre, Santu Andria. Tradizionalmente nel giorno dei festeggiamenti in onore del Santo, i cittadini si riunivano per degustare il primo vino delle botti. Oggi, i festeggiamenti in onore di Santu Andria sono stati inseriti nel circuito Autunno in Barbagia che prevede la manifestazione Cortes Apertas, dal vino alla pittura .

17 gennaio, Sant'Antonio Abate. Sacro e profano in questa suggestiva festa in cui è possibile assistere alla tradizionale processione e alla Santa Messa. Al calar della sera, nel centro del paese come nelle piazze periferiche, il comitato promotore dei festeggiamenti e i cittadini accendono i falò e si radunano attorno per consumare il buon vino locale e i dolci della rinomata tradizione dolciaria atzarese.

II domenica di Maggio, Sant'Isidoro. La tradizionale processione in onore di S. Isidoro si abbina con l’importante manifestazione enogastronomica denominata Sagra del Vino. Il Santo viene accompagnato per le vie del centro storico dal tradizionale carro trainato dai buoi e dai costumi più belli della Sardegna.

20 gennaio, San Sebastiano. Riti religiosi e laici in questa si ripetono in questa giornata con i falò che rischiarano le fredde notti di gennaio e la complicità dei dolci tipici e del buon vino del luogo.

21-22-23 Agosto, Santa Maria de Josso. E’ una festa paesana molto sentita dagli atzaresi, che rendono onore alla vergine Maria con manifestazioni religiose e laiche di assoluto interesse. Nella piccola chiesa di Santa Maria de Josso, i cittadini e i visitatori si riuniscono per assistere alla Santa Messa. Successivamente i balli tipici e le degustazioni offerte dal comitato promotore elevano a piacevole esperienza momenti che riportano indietro nel tempo. Le manifestazioni proseguono poi nel centro abitato dove diversi spettacoli intrattengono i visitatori.

8 settembre, Santa Maria de susu. I festeggiamenti si svolgono nella omonima chiesetta campestre, con una suggestiva messa all’aperto seguita da numerosi fedeli. La tradizione vuole che il parroco, a conclusione della Santa Messa, annunci i nominativi dei cittadini che organizzeranno la prossima edizione della manifestazione. Successivamente i presenti degustano il buon vino locale e i dolci tipici e si recano nel vicino parco per consumare un pasto collegiale offerto dal Comitato Promotore della manifestazione.


Sagra del vino
La Sagra del Vino si ripete ogni anno la seconda domenica di maggio unitamente ai festeggiamenti per Sant’isidoro. All'insegna della tradizione, Atzara accoglie turisti e visitatori tra le suggestive vie del centro storico con la calorosa ospitalità che le appartiene. Le case di pietra (domos de pedra), presentano i segni del tempo e accompagnano il turista in un affascinante percorso tra i magasinos, le antiche cantine dove il visitatore potrà degustare del buon vino, il "nero di Atzara", offerto con cordialità dagli abitanti. Ma la Sagra è anche una preziosa occasione per assaporare i prodotti locali, salumi, formaggi, dolci tradizionali, e per immergersi nella tranquillità del piccolo borgo del Mandrolisai.



Museo Atzara Dipinto Cortes apertas ad Atzara Autunno in Barbagia ad Atzara dal Vino alla Pittura
Museo Atzara Cortes apertas ad Atzara Autunno in Barbagia ad Atzara dal Vino alla Pittura
Basta andare ad Atzara per sapere cosa vi hanno trovato tutti i più grandi pittori sardi (e non solo sardi) che l’hanno, ormai da secoli, scelta come patria d’adozione. Le tele della sala dei matrimoni del Municipio di Cagliari vennero dipinte proprio qui da Filippo Figari, che si stabilì in questo paese per un decennio. Cercava la luce, si disse, e ad Atzara la trovò più luminosa che altrove. Come lui, qualche tempo prima, il De Queiros ed altri “grandi” della pittura spagnola, come Eduardo Chicharro Aguera e Ortiz Eichagüe, autore dell’indimenticabile scena corale che è un po’ la madre di tutta la pittura “sardista”, e dopo di loro Giuseppe Biasi e Carmelo Floris. È proprio quella luce così “speciale”, ricca di umori nascosti, che ha fatto nascere ad Atzara alcuni tra i più bravi pittori sardi, alcuni dei quali tuttora operanti. Forse la luce filtrava dalle due antiche “entrate” di Sa Bandela e S’Istrumpu, oppure si rispecchiava nei boschi di Sa Costa, dove si fermano tutte le speranze del turismo atzarese.
Il paese Atzara è un paese “speciale” dove il vino scorre a fiumi e disseta tutti i paesi del circondario ed anche altri lontani: Desulo, Belvì, Aritzo, Fonni, Gavoi, Tonara, Busachi, Allai, Fordongianus; un paese che si vanta d’aver il gruppo folk più bello di tutta la Sardegna, non tanto per i costumi (ve ne sono di migliori) o per il ballo (non è tra i più belli) ma per l’armoniosa sintesi di queste due cose alle quali viene infuso un fascino particolare, per così dire “luminoso”. Un paese veramente tranquillo, che neppure in tempi antichi s’era distinto per banditi, omicidi, furti, danneggiamenti: una sorta di “paradiso” nella Barbagia travagliata. Paese di contadini poveri ma onesti, senza l’angustioso problema delle faide pastorali. Situato in una conca fertilissima piena di vigne il paese vive, così, il lento sonno dei “non beati”, senza distinguersi né nel bene né nel male, eccetto, forse, che nel vino profumatissimo di mille essenze che in questa luce ha inebriato tanti artisti. Dolci declivi, colline e valli si susseguono in una sintesi armoniosa di luci e di colori che in autunno e in primavera assumono tonalità eccezionali.
Le origini Il paese ha origini molto antiche, testimoniate dalla presenza di quattro nuraghi che pare difendano il paese ai quattro lati: Abbacadda (il più bello, sotto Bruncu Ziara, a 460 metri d’altezza), Niu Crobu, Nuraghe ’e Sole, Mugaddu. In tempi andati il territorio atzarese veniva suddiviso in due saltos, de susu e de josso, nei quali vennero edificate due chiesette campestri, dedicate a Santa Maria: una distante tre chilometri, nella regione denominata Leonisa, a est, la seconda, Santa Maria ’e Josso, a ovest, distante sempre circa tre chilometri dall’abitato. La chiesa principale (il monumento più bello di Atzara), dedicata al santo martire Antioco, fu edificata nel ’500 in forme tardo-gotiche, probabilmente sui resti di un’altra più antica. Si ha ricordo di questa chiesa, infatti, sin da epoca pisana. Il paese ha avuto un modesto sviluppo urbano; alcuni rioni antichissimi rimangono ancora, fortunatamente, intatti; la struttura delle case è, chiaramente, d’origine spagnola, con la “corte”, il patio e i ballatoi più elaborati di quelli d’architettura barbaricina classica.
L’economia e la società Il paese vive a stretto contatto col più grosso centro di Sorgono: moltissimi atzaresi, infatti, sono impiegati nella piccola capitale del Mandrolisai, soprattutto nel settore dei lavori pubblici e del terziario. Più della metà dell’uva lavorata dalla Cantina sociale di Sorgono, inoltre, è prodotta dalle vigne atzaresi: complessivamente 8000 quintali, oltre il cinquanta per cento dell’intera produzione della cantina. Altri settemila quintali d’uva (5000 ettolitri) vengono lavorati nelle cantine private di Atzara. Oltre diecimila ettolitri di vino che rappresentano, per il piccolo centro del Mandrolisai, un buon volume d’affari. Se l’allevamento del bestiame, legato a una secolare arretratezza di conduzione, non riesce a svincolarsi da una serie di problemi legati all’assenza di strutture pubbliche e di nuove tecnologie e viene, così, bloccato nel suo sviluppo, l’agricoltura, invece, è una delle risorse principali della popolazione, assieme all’artigianato che non riesce però a decollare come meriterebbe. Gli arazzi e le coperte atzaresi, con la bellissima lavorazione a pibiones, pur essendo fra i migliori prodotti dall’artigianato tessile isolano, non riescono a trovare un’adeguata commercializzazione. Importantissima, inoltre, la produzione di dolci, famosissimi in tutta l’isola: pan”e saba, papassinos, candelaos. In tempi andati gli atzaresi erano famosi perché erano i “vinai” di tutte le sagre della Sardegna: essi partivano con i carri e i cavalli carichi di botti di vino da vendere in tutte le sagre dell’isola.
Le feste più importanti del paese sono quella di Sant’Antioco e Santa Maria ’e Susu e soprattutto, nella seconda decade di maggio, la sagra del vino, alla quale è abbinata una estemporanea di pittura d’eccezionale interesse. La sua luce meravigliosa è il segreto di molti capolavori sardi. E giustamente è stata aperta di recente nel paese una Pinacoteca d’Arte moderna e contemporanea, che comprende una collezione di dipinti di pittori sardi e spagnoli dei primi anni del Novecento, tra i quali Antonio Ortiz Echague ed Eduardo Chicharro Aguera, che soggiornarono ad Atzara e dipinsero quadri di soggetto locale.

Testi di Antonangelo Liori
Panorama del Paese di Atzara (NU). Storia, origini, informazioni culturali e turistiche, usi e costumi del Paese di Atzara in provincia di Nuoro, dove mangiare ad Atzara, dove dormire ada Atzara.
UN VINO MOLTO VANTATO
I cavoli, e i pomidoro sono le sole piante ortensi che si pregino e si curino: quindi debbonsi comprare quegli altri frutti di questo genere che si brami gustare, come comprasi non piccola porzione del lino e canapa, che adoprano le donne nelle loro manifatture. Mentre il colono azzarese è quasi del tutto distratto da questi oggetti, che dovrebbero per ragione di economia ben riguardare, deve dirsi che la sua attenzione è rivolta principalmente alle vigne, che egli reputa il più importante capo delle sue risorse. Le uve quasi tutte sono nere: non si sa se il vino sia tanto buono, quanto si vanta; ma è certo che grandissima è la sua quantità, la quale non solo basta al consumo prodigioso, che se ne fa nel paese, ma ancora a provvedere ai villaggi circonvicini, Dèsulo, Belvì, Aritzo, Tonara, Ortuèri, Samughèo, Busàchi, Allài, Fordongiànos, ed a molti altri villaggi del marghine e del campidano, nei quali luoghi non occorre festa, in cui non vadano cinque o più azzaresi con altrettante botti di vino, senza far conto di quelli che vel trasportano in mezzine sul dorso dei cavalli. Dopo tanta quantità che sivende, ne resta ancora per bruciarlo ad acquavite per la provvista del paese. La particolare industria di questi paesani in cotal ramo trae ancora vantaggio dalle uve, e ne fa del buono zibibbo per se stessi, e per darne ad altri. Poche sono le specie degli alberi fruttiferi, che si coltivano, ma molto numerose; principalmente i noci, peri, susini e pomi. Siccome non se ne vende a stranieri, così quanto sovrabbonda di quei frutti, che presto corromponsi, serve ad ingrassare i majali. Le tanche, e i chiusi sono in numero di 100 e più, che occuperanno una quarta del territorio. La maggior parte delle tanche hanno degli alberi ghiandiferi, e nella stagione delle ghiande vi si introducono i porci, ai quali succedono poi le altre specie: le restanti che sono sgombre di quegli alberi e dei frutici di macchia, alternativamente si seminano, e si lasciano a pascolo. Le selve ghiandifere del comune sono in tre colline, una a ponente in saltu de Giossu, le altre due a levante in saltu de Susu, e in Crechigiassi. Dominano le quercie e i soveri; i lecci sono poco numerosi. I frutti, se contrarie cause non li scemino, bastano non solo all’ingrassamento dei porci del contado, ma di gran numero ancora, che vengano altronde. Gli alberi sono tutti grandi ed annosi. Il terreno occupato dai medesimi nelle tre suddette regioni si computa della capacità di star. 800 di seminario, che equivale ad ettari 31,888. La maggior eminenza di tutto l’azzarese è l’anzidetto Monte- Costa, o Sa-Costa, nella cui sommità stassi in centro ad un orizzonte estesissimo dalla parte di ponente-libeccio a ponentemaestro. È di accesso difficilissimo. Sta a mezzodì del paese, ed è coperto di quercie e roveri.

Vittorio Angius
Atzara  Museo Antonio Ortiz come arrivare cosa vedere.
Museo d'Arte Moderna e Contemporanea "Antonio Ortiz"

La collezione della pinacoteca comunale " Antonio Ortiz Echagüe" è costituita da opere che vanno dall'ultimo decennio del 1800 ad oggi. La sua nascita si collega idealmente a importanti vicende del primo Novecento, quando giunsero ad Atzara i pittori costumbristi spagnoli, affascinati dagli aspetti della cultura tradizionale locale. Atzara, vivace e colta, diventò così il centro di elaborazione di un linguaggio pittorico autoctono d'ispirazione iberica, nonché il crocevia obbligato per la formazione di importanti artisti che vi soggiornarono più o meno a lungo: Antonio Ballero, Giuseppe Biasi, Filippo Figari, Mario Delitala, Carmelo Floris, Stanis Dessy, solo per citare i più noti le cui opere fanno parte della ricca esposizione. Sono presenti inoltre opere di Antonio Ortiz Echagüe, Antonio Corriga, Vittorio Tolu, Bernardino Palazzi, Pietro Antonio Manca, Mauro Manca, Gino Frogheri, Antonio Atza, Gavino Tilocca e tanti altri. Sia stilisticamente che tematicamente, esse offrono una panoramica completa delle tendenze artistiche del XX° secolo. Essendo una collezione molto varia, non essendo omogenea e senza un tema preciso è stato scelto un criterio espositivo che valorizzi le opere nella loro diversità. Nella sala al piano terreno sono state collocate le opere degli artisti spagnoli e isolani che nei primi anni del Novecento soggiornarono per brevi periodi nella cittadina di Atzara.
La sala II raccoglie una serie di opere classificate secondo un criterio temporale, vista l'eterogeneità della collezione formata da numerosi artisti differenti per stile, formazione e periodo di produzione. Al visitatore si propone un percorso che inizia con alcune opere della prima metà del Novecento per proseguire poi in un excursus temporale nel quale si succedono i nomi di alcuni grandi protagonisti del secolo scorso.
Le tematiche trattate nelle opere sono diverse, ritroviamo infatti dei temi tradizionali ma anche paesaggi trattati secondo tendenze espressionistiche. Varietà di stili dunque, di periodi storici, ma sempre grandi personalità artistiche che hanno segnato la storia dell'arte dell'Isola. Dall'agosto 2009,  a seguito di importanti lavori di abbattimento delle barriere architettoniche, l'accesso al Museo è facilitato anche per i soggetti diversamente abili.



INFORMAZIONI
Indirizzo: Piazza Antonio Ortiz Echagüe, 1 - tel.0784 65508 - cell. 3477983242 E- mail: pinacotecatzara@tiscali.it
Orari: 10,00-13,00 e 16,00-19,00 (legale) 10,00-13,00 e 15,00-18,00(solare) - Lunedi chiuso (aperto su richiesta)

Visite guidate su prenotazione
Percorsi didattici per bambini e scolaresche
Possibili escursioni  al centro storico e zone archeologico con degustazioni.

Biglietti: € 3,00 (intero), € 1,00 gruppi di almeno 25 persone e scolaresche (una gratuità ogni 25 persone)- Gratuito sotto i 10 anni

È aperto il bookshop, dove sono disponibili i manifesti e i cataloghi delle più importanti mostre realizzate, la guida turistica del Comune di Atzara e le cartoline promozionali del territorio.



Il museo Il Museo è nel centro storico del paese, nelle sale di un edificio ottocentesco, completamente ristrutturato. Articolato su tre piani, è strutturato in tre ambienti tematici: una parte storica, che comprende una mostra fotografica con immagini del paese nei primi decenni del Novecento, una parte artistica dove sono esposte le opere di pittori stranieri, italiani e sardi, e infine una parte dedicata all'allestimento di mostre temporanee. La creazione di un museo d'arte moderna e contemporanea in un piccolo centro del Nuorese si giustifica con le vicende del primo Novecento che portarono ad Atzara tre pittori spagnoli "costumbristi: Eduardo Chicharro Agüera, Antonio Ortiz Echagüe e Bernardo De Quirós, affascinati dagli abiti e dalle tradizioni popolari locali. Atzara, vivace e colta, diventò così il centro di elaborazione di un linguaggio pittorico autoctono d'ispirazione iberica, nonché la meta di importanti artisti sardi che vi soggiornarono più o meno a lungo. Tra i più noti Francesco Ciusa, Antonio Ballero, Giuseppe Biasi, Filippo Figari, Mario Delitala, Carmelo Floris, Stanis Dessy. Il museo merita l'attenzione dei visitatori, oltre che per l'importante esposizione di opere del Novecento, anche per la validità della produzione pittorica contemporanea che proviene da donazioni spontanee di collezionisti, artisti e diversi enti. Il pezzo più famoso e conosciuto è senz'altro il dipinto di Antonio Ortiz Echagüe "Donne di Sardegna", concesso al museo, in comodato, dall'Istituto Superiore Regionale Etnografico. Servizi Corsi attinenti le arti grafiche. Esiste un servizio di visita guidata compreso nel prezzo del biglietto. Sono previsti percorsi didattici particolari per bambini e scolaresche. Non ci sono postazioni multimediali. È aperto il bookshop. Esistono barriere architettoniche. Con una maggiorazione sul prezzo del biglietto sono previste escursioni alle cantine nelle quali si produce il vino della zona, al nuraghe di Abba calda e al pozzo sacro. Il percorso può essere effettuato a piedi o in auto. Nelle escursioni si può prevedere anche il pranzo.


Atzara Cortes Apertas 18 e 19 novembre 2017

Autunno in Barbagia: dal vino alla pittura

Benvenuti ad Atzara. Il vostro viaggio nella nostra tradizione parte dal Museo Antonio Ortiz Echagüe. Qui riceverete tutte le informazioni per visitare le cortes e vi verranno indicati i luoghi nel centro storico dove potrete assistere alle dimostrazioni della lavorazione del ferro, del legno, del formaggio, del pane, dei dolci; se poi siete degli incontentabili curiosi, potrete farvi accompagnare dalle guide alla scoperta di tutto il patrimonio che orgogliosamente custodiamo. Se date uno sguardo nelle sale espositive del Museo, capirete perché Atzara è considerata la “culla dei pittori”: la collezione di opere qui custodita vi parlerà infatti di alcuni artisti spagnoli che casualmente, durante il Giubileo del 1900 a Roma, notarono la delegazione dei nostri compaesani che indossava il tipico costume. Di lì a poco il Costumbrismo si impadronirà prepotentemente dello scenario culturale del nostro piccolo centro, condizionandone indelebilmente lo sviluppo. È grazie a queste vicende che i nostri abitanti di inizio ‘900, per quanto ancora molto penalizzati perché troppo isolati dal resto dell’Italia e nonostante fossero affaccendati nell’accudire i preziosi vigneti distesi nelle soleggiate colline, poterono respirare un’aria magica, il frutto dall’incontro per le vie tra i carri carichi di uva e i pittori che con pennelli e cavalletti cercavano di immortalarli. Da una parte gli atzaresi ospitali e laboriosi, dall’altra gli artisti entusiasti di poterne narrare su tela la serena quotidianità.



A Cortes Apertas vi vogliamo quindi raccontare la nostra storia con le tre componenti fondamentali che l’hanno segnata: pittura, vino, costume. E vediamolo allora, questo costume, vediamo nella mostra a esso dedicata presso la Casa Bartolomeo Demurtas (guarda caso l’allora Sindaco e a capo della fortunata “spedizione” del Giubileo) se veramente, con le sue straordinarie associazioni di colori, rappresenta una fotografia astratta su tessuto del nostro particolare e luminoso paesaggio. Scoprite il segreto del caratteristico copricapo femminile, la ricchezza dei ricami, il senso di elegante importanza di quello maschile, quasi che, siccome troppo graziosa la donna atzarese, ci fosse uno sforzo infinito per potersi elevare al suo fianco. Se vi spostate al Museo del Vino potrete partecipare a incontri sul mangiare sano, respirare la genuina atmosfera della poesia in lingua sarda, e in “sa domo de su binu” osservare gli strumenti, gli attrezzi e le tecniche che, praticamente da quando esiste Atzara, utilizziamo e sviluppiamo per ottenere il prodotto che più ci caratterizza: il vino. E il vino lo troverete nell’immancabile giro di tutte le Cortes, con quello di proprietà che si affianca a quello pluripremiato delle Cantine locali. Quando vi vorrete fermare troverete conforto in uno dei numerosi e caratteristici punti ristoro che vi faranno degustare le specialità tipiche locali, ce n’è per tutti i gusti.
A questo punto non vi resta che iniziare, per cui vi auguriamo buona permanenza.



Sabato 18 novembre 2017
Mattino - Ore 10.00: Apertura delle Cortes.

Domenica 23 novembre 2107
Mattino - Ore 9.00: Apertura delle Cortes.
Ore 11.00: Museo del Vino: Santu Andria: apertura della prima botte di vino nuovo.
Dalle ore 12.00: Pranzo nei punti ristoro collocati lungo il percorso.
Pomeriggio: La manifestazione proseguirà con l’intrattenimento dei canti e dei balli tipici della tradizione popolare. Il Coro Polifonico di Atzara e la musica degli organetti accompagneranno e renderanno ancora più piacevole la vostra visita lungo il percorso delle Cortes.
Ore 20.00: Chiusura della manifestazione.

INFO ORGANIZZAZIONE
Comune di Atzara - Tel. 078465205
www.comune.atzara.nu.it
pinacotecatzara@tiscali.it





DOVE MANGIARE E DORMIRE AD ATZARA

Ristorante-Pizzeria “Al Vecchio Mulino”, via Regina Elena, 3 - Tel. (+39) 0784 65400
• Agriturismo “Su Zeminariu”, loc. Su Zeminariu - Strada per Belvì, km 1 - Tel. (+39) 0784 65235
• B&B "Happy Dream" Via Vittorio Emanuele, S/n - Tel. (+39) 0784 65440
• B&B "Il Leccio Del Mandrolisai" Via A. Demelas Serra, 7 - Tel. (+39) 335 7128602
• B&B "Mandrolisai Accogliente" Via Umberto I, 14 - Tel. (+39) 0784 65061
• B&B "Zia Maria" Via S. Antioco, 57 - Tel. (+39) 0784 65135
• B&B "Sa Cora Manna" Via S. Antioco, S/n - Tel. 338 3771085
• B&B "Serra A. Maria" Via Vittorio Emanuele, 73 - Tel. (+39) 0784 65387


* Se prenoti avvisa che arrivi dal Portale "leviedellasardegna.eu".
 

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